Gli occhi di Palantir per scrutare la Russia: nella deterrenza Nato scende in campo l’IA

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Le “pietre veggenti” di Palantir in campo contro possibili potenziamenti russi in Europa orientale: ai margini del recente summit Nato si è parlato attentamente dell’applicazione crescente del Maven Smart System congegnato dalla compagnia co-fondata da Peter Thiel e guidata dal “manager-guerriero” Alex Karp, fervente occidentalista, che si propone di ampliare le capacità di sorveglianza e supervisione delle attività in Europa orientale del principale avversario dell’Alleanza Atlantica, la Russia.

Prima del summit di Ankara, infatti, l’Alleanza Atlantica ha annunciato che MSS era in piena operatività. Sarà in campo da Mons, Belgio, dove ha sede l’alto comando militare della Nato. L’obiettivo? Fornire uno sguardo a tutto campo dei potenziali campi di battaglia, portare una sommatoria di dati a fattor comune così da capire come distribuire l’analisi dei rischi e la risposta alle possibili minacce, osservare in tempo reale le informazioni provenienti da molti fonti, dai satelliti agli aerei-spia passando per quelle Osint e Humint, per monitorare passo dopo passo i movimenti delle truppe russe in Ucraina e, più vicino al cuore dell’Europa, ai margini del territorio della Nato e dell’Unione Europea.

Un passaggio notevole, dopo settimane in cui da Francia e Spagna era arrivata la notizia che le tecnologie Palantir sarebbero state, rispettivamente, dismesse dall’intelligence transalpina e sostanzialmente interdette a tutti i componenti dei settori strategici Usa. Il Times, in un ampio approfondimento, ricorda invece che Paesi come Svezia, Olanda e Gran Bretagna hanno aperto la strada all’integrazione di MSS anche nei rispettivi eserciti. Londra, in testa in questa corsa in Europa, ha già integrato Maven nella concreta realtà delle sue forze armate.

Che cosa fa Maven

Maven “unirà i dati provenienti da tutti i membri Nato per contribuire a mostrare dove si concentrino le vulnerabilità maggior dei piani difensivi dell’Alleanza” e “analizzerà nel dettaglio le mosse russe al confine”, tracciando i movimenti delle truppe di Mosca, nota il Times. La graduale entrata in operatività di MSS mostra uno sviluppo sistemico del progetto di difesa collettiva dell’Occidente europeo. Il disimpegno americano non è da leggersi come totalizzante o orientato a un crescente disinteresse verso l’Europa come parte della sfera d’influenza Usa. Tutt’altro. Gli Usa sviluppano, tramite la ghiandola pineale della Nato, l’architettura infrastrutturale necessaria ad aumentare le capacità di comando e controllo e integrazione di sistema tra dati e informazioni, ricordando che le possibilità europee di combattere saranno ancora vincolate alla dotazione di tecnologie americane.

Una forma di approfondimento, questa, che vede Washington tenere in mano il pallino del gioco e restare decisiva per la deterrenza europea, sfruttando però la divisione del lavoro per offrire più compiti sul terreno all’Europa, preservando truppe americane e asset a stelle e strisce per il confronto con la Cina. In quest’ottica a Palantir viene assegnato un ruolo di rifinitura che mostra quanto Washington mantenga una primazia tecnologica inalterata. Da cui l’Europa atlantica si trova, generazione dopo generazione, a dover dipendere.