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Israele ha consegnato ieri il suo sistema di difesa missilistica a lungo raggio “Arrow 3” all’aeronautica militare tedesca in una cerimonia presso una base aerea a sud di Berlino, mettendo a segno una vendita del valore di 4 miliardi di euro, il più grande accordo di esportazione nel settore della Difesa nella storia di Israele.

L’accordo, firmato ad agosto 2023, rappresenta la prima volta che il sistema “Arrow 3” viene dispiegato oltre i confini di Israele e degli Stati Uniti, e la prima volta che il sistema da difesa aerea e antimissile viene gestito in modo indipendente da un altro Paese.

La prima batteria di ”Arrow 3” verrà inizialmente schierata presso la base aerea di Schönewalde/Holzdorf, circa 120 chilometri a sud di Berlino, successivamente anche in altri siti.

Questo sistema è progettato per neutralizzare i missili balistici mentre si trovano ancora fuori dall’atmosfera terrestre (o per intercettazione esoatmosferica), ed è stato ampiamente utilizzato da Israele durante la “Guerra dei 12 giorni” del giugno scorso, durante la quale ha abbattuto centinaia di missili balistici lanciati dall’Iran e dai ribelli yemeniti Houthi, sostenuti da Teheran, facendo registrare un tasso di intercettazione dell’86%.

L’acquisizione dell’”Arrow 3” da parte tedesca rientra nella European Sky Shield Initiative (ESSI), guidata dalla Germania, per rafforzare le difese aeree dell’Europa continentale in risposta all’invasione russa dell’Ucraina. Secondo quest’architettura, il sistema di fabbricazione israeliana si integra con Skyranger 30 – per la difesa di punto – l’IRIS-T SLM e il Patriot PAC-3, rispettivamente i primi due di fabbricazione tedesca e l’ultimo statunitense. All’iniziativa, partecipano, oltre alla Germania, la quasi totalità dei Paesi membri della NATO escludendo Italia, Francia, Spagna, Croazia e Montenegro.

L’ESSI è anche un banco di prova per l’unità politica europea. La Germania si è posizionata al centro dell’iniziativa, rafforzando il suo ruolo di garante della sicurezza del continente, tuttavia, non tutti gli alleati sono allineati: la Francia si è opposta al progetto, avvertendo che rischia di vincolare l’Europa alla dipendenza da fornitori statunitensi e israeliani. Parigi – insieme a Roma – punta invece sul sistema SAMP/T NG con intercettori Aster 30 Block 1NT, sviluppati congiuntamente da MBDA e Thales, come alternativa europea di produzione nazionale. Il SAMP/T offre una gittata di 120 km e una comprovata capacità di difesa contro i missili balistici, ed è già in uso in Italia e Francia oltre a essere combat proven grazie alla fornitura di alcune batterie all’Ucraina.

Il sistema “Arrow 3” utilizza un intercettore a propellente solido a due stadi con un veicolo di distruzione leggero (tipologia di intercettazione hit to kill) in grado di acquisire e distruggere autonomamente bersagli ad altitudini superiori a 100 km e ha un raggio d’azione di 2400: ciò significa che un sistema schierato in Germania è capace di coprire buona parte dell’Europa. “Arrow 3” è in grado di ingaggiare missili balistici a raggio corto, medio e intermedio, compresi quelli con testate non convenzionali. Il radar EL/M-2080S “Super Green Pine” del sistema fornisce il rilevamento e il tracciamento dei bersagli a lungo raggio, mentre il centro di gestione del combattimento “Citron Tree” consente l’ingaggio coordinato di più batterie e si integra perfettamente con le reti di comando e controllo della NATO. Ciò che distingue “Arrow 3” dagli altri sistemi di difesa missilistica attualmente presenti sul mercato militare è la sua capacità di intercettare missili balistici nello spazio: gli statunitensi THAAD e GBI, capaci della stessa modalità di intercettazione, sono esclusivamente in dotazione agli Stati Uniti.

La Germania riferisce che la Bundeswehr avrebbe già raggiunto la IOC (Initial Operational Capability) col sistema missilistico presso la base di Schönewalde, dove è posizionato il radar “Super Green Pine”. La batteria iniziale, composta da sensori radar, lanciatori ed equipaggi addestrati, fornisce una copertura protettiva limitata ma effettiva, mentre ulteriori componenti verranno presto integrati e il personale certificato. Berlino prevede di schierare l’”Arrow 3” in tre località, nel nord, nel centro e nel sud del Paese, e di raggiungere la piena capacità operativa intorno al 2030, momento in cui il sistema costituirà il livello superiore di uno scudo missilistico nazionale e alleato.

Una batteria operativa è costituita da più semirimorchi erettori/lanciatori a due assi che trasportano sei contenitori di missili che vengono sollevati in posizione verticale e stabilizzati da martinetti idraulici prima di sparare, conferendo all’unità la capacità di lancio a salve contro diverse minacce in arrivo in brevissima successione.

Lo schieramento dell’”Arrow 3” in Germania solleva interrogativi più ampi sulla strategia di difesa missilistica e industriale a lungo termine dell’Europa. Israele e Stati Uniti stanno già lavorando all’”Arrow 4” – per il quale Berlino ha mostrato interesse – ovvero un intercettore mirato a minacce balistiche più complesse, mentre la Russia continua a sviluppare nuovi sistemi missilistici, tra cui velivoli plananti ipersonici e missili da crociera avanzati che potrebbero mettere a dura prova le difese esistenti. Gli stati europei stanno comunque aggiornando i sistemi da difesa aerea di fascia alta come il SAMP/T ed esplorando nuovi sensori, sistemi di allerta precoce basati sullo spazio, ed effettori compresi quelli a energia diretta, per creare un’architettura di difesa aerea complessa e multilivello che ingloberà anche l’ESSI.

Se per l’acquisizione dell’”Arrow 3” per l’ESSI, non essendoci sistemi analoghi già presenti in commercio, non c’è molto da obiettare, sulla scelta di affidarsi ai Patriot PAC-3 invece dobbiamo sottolineare che sarebbe stato meglio puntare su un sistema europeo come il SAMP/T di MBDA, che presenta numerosi vantaggi tra cui quello di essere prodotto in Europa, quindi capace di offrire un ritorno economico interno. Resta da capire come avverrà l’integrazione di ESSI: l’architettura di difesa aerea prevede una rete di comando e controllo in cui un radar in Finlandia potrebbe dare il segnale per il lancio di un missile dalla Germania o dall’Italia, a seconda della traiettoria di una minaccia. Questo livello di interoperabilità richiede aggiornamenti significativi al Sistema di Comando e Controllo Aereo (ACCS) della NATO, nonché accordi politici su chi abbia l’autorità di sparare in uno scenario di impegno transfrontaliero. Senza questi accordi, l’ESSI rischia di trasformarsi in un insieme di sistemi nazionali paralleli piuttosto che in un vero e proprio scudo unificato.

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