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Il Golfo Persico rappresenta attualmente una delle aree del globo maggiormente soggette a frizioni tra i principali attori ivi presenti. Di fronte all’impossibilità di pervenire ad una parità militare con gli Stati Uniti, l’Iran sta attualmente sviluppando sistemi d’arma in grado di precludere il libero accesso degli Usa a tale area geografica. 

Anti access/Area denial

Nell’ambito dottrinario degli studi di guerra il termine A2/AD, rappresenta il diminutivo di anti access/area denial. Una strategia A2/AD mira a precludere l’accesso di un attore ostile ad un determinato dominio, o in alternativa a limitare la sua libertà di movimento entro il dominio stesso. A partire dagli anni Novanta diverse nazioni ostili agli Stati Uniti hanno investito fortemente nell’ottenimento di tali capacità, viste come un efficace deterrente ad un eventuale attacco statunitense, o in alternativa come una efficace strategia militare in caso di fallimento della deterrenza.

Una strategia A2/AD può essere implementata attraverso sistemi antiaerei, artiglieria, sistemi missilistici a lungo raggio, o anche forze navali progettate per eseguire attacchi mordi e fuggi, piuttosto che per mantenere il controllo del dominio marittimo. Già negli anni Duemila gli Stati Uniti espressero forti preoccupazioni circa lo sviluppo di tale strategia da parte dei loro competitor. Tali preoccupazioni furono recepite nel 2003 dalla pubblicazione Meeting the Anti Access and Area Denial Challenge, la quale raccomandava l’adozione da parte delle forze armate statunitensi di alcuni accorgimenti volti a contrastare l’impiego di una strategia A2/AD. 

Negli ultimi anni i principali concorrenti statali degli Stati Uniti, quali la Federazione russa e la Repubblica Popolare Cinese, hanno investito pesantemente nello sviluppo e nel miglioramento di tali capacità. Pur non presentando capacità militari comparabili a quelle di Mosca e Pechino, Teheran negli ultimi anni ha costruito un efficace sistema A2/AD formato dall’integrazione di missile balistici a lungo raggio volti a colpire le grosse basi statunitensi nella regione, nonché missile antinave e soprattutto imbarcazioni posamine e navi da attacco leggere e veloci. Tale strategia è inoltre favorita dalla conformazione morfologica del territorio, caratterizzata dalla presenza dello Stretto di Hormuz, braccio di mare estremamente corto e frastagliato. La preclusione dell’accesso al Golfo Persico rappresenta un obbiettivo di importanza prioritaria per Teheran, in quanto il controllo del dominio aereo e marittimo risulta essere essenziale per consentire agli Stati Uniti di prevalere in un eventuale conflitto.

La Damavand-2 

La Damavand-2 rappresenta l’ultimo progetto relative alla classe Mowj (conosciuta ance come Modge), una lunga serie di imbarcazioni leggere e veloci alternativamente categorizzate come fregate leggere, o corvette. I progetti relativi alla classe Mowj sono portati avanti dall’Iranian Navy Factories, nonché dalla Marine Industries Organization. Attualmente la Damavand-2 sta svolgendo i primi test di navigazione e diventerà probabilmente operativa nei prossimi anni, le informazioni circa le capacità operative e l’armamento dell’imbarcazione sono attualmente scarse, tuttavia l’ammiraglio Shahram Irani ha dichiarato che la fregata sarà dotata di missile ipersonici. Tale annuncio fa seguito ad una dichiarazione risalente al mese di giugno nella quale le Guardie Rivoluzionarie avevano asserito come il Teheran avesse sviluppato un missile ipersonico denominato “Fattah”, avente velocità superiore di circa 15 volte alla velocità del suono. 

Una fregata leggera e veloce dotata di missili ipersonici può rappresentare una significative minaccia per le forze americane nella regione, in quanto un simile sistema d’arma dispone sia della capacità di avvicinarsi rapidamente alle grosse imbarcazioni statunitensi, ponendo in essere attacchi mordi e fuggi favoriti dall’elevata velocità del missile. Tuttavia un tal tipo di imbarcazione potrebbe anche essere impiegato per colpire le basi militari americane nella regione, grazie all’elevata velocità del missile e dell’imbarcazione stessa che renderebbe difficile porre in essere una risposta. Ciò limiterebbe significativamente le capacità di proiezione di Washington, assestando anche un colpo significativo al suo sistema logistico.

Le sfide iraniane

Al netto delle dichiarazioni dei vertici militari iraniani, le sfide relative alla costruzione di un simile sistema d’arma si presentano quantomai complesse. Anzitutto la mera installazione di un sistema missilistico ipersonico su una nave da Guerra rappresenta un’operazione estremamente ardua, la quale è stata sinora portata a termine solo da poche nazioni. Contemporaneamente le capacità industriali e tecniche iraniane sono piuttosto limitate, il costante fallimento nello sviluppo da parte di Teheran di un caccia avente bassa tracciabilità radar (il cosiddetto Qaher-313), testimonia la scarsità di mezzi e know how atti ad eseguire un’operazione di tale complessità. Al contempo i missile ipersonici hanno sinora presentato un’efficacia piuttosto limitata in una reale operazione bellica, come dimostrato dall’intercettazione del sistema missilistico russo Kinzhal.

La composizione dell’asimmetria tra le capacità effettive di una nazione e gli obbiettivi da essa perseguiti rappresenta uno degli elementi più importanti nella redazione di una grand strategy. Tale concetto venne rimarcato nel capolavoro di John Lewis Gaddis On Grand Strategy. Attualmente l’Iran sta perseguendo una strategia volta a mutare in proprio favore la bilancia di potere nella regione tramite l’utilizzo di proxy, che colmino le lacune del paese sul settore convenzionale. Tale strategia ha determinato l’ottenimento di diversi successi da parte di Teheran, quali la presa da parte degli Houthi dello Yemen settentrionale, tuttavia essa non ha determinato una risoluzione delle problematiche relative alle capacità industriali e tecniche del paese, poco funzionali a costruite un efficace dispositivo convenzionale, il quale rimane fortemente inferiore dal punto di vista tecnologico a quello dei vicini. Il superamento di tale sfida rappresenta un elemento assolutamente necessario per il conseguimento delle ambizioni iraniane.

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