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Difesa

Fotografato l’Mq-28 “Ghost Bat”: ecco il drone del futuro

L'Mq-28 Ghost Bat, sviluppato in Australia, offre prestazioni da caccia per espandere le missioni aeree

La guerra sta cambiando e i droni con lei, in linee e capacità specifiche per affrontare le sfide del futuro. Lo testimoniano le prime immagini divulgate del Mq-28 “Ghost Bat”, drone di ultima generazione sviluppato da Boeing e noto come “fedele gregario” che dovrà accompagnare, scortare e cooperare con le piattaforme aeree di quinta e sesta generazione condotte da piloti umani.

Come riportato sul sito di approfondimento The Drive, un drone di questo modello è stato immortalato per la prima volta insieme a un drone cisterna Mq-25 Stingray per mostrare i progressi tangibili del programma portato avanti dal Pentagono, che l’anno scorso aveva già confermato di aver acquisito almeno un Mq-28 da utilizzare per “supportare gli aerei senza equipaggio” dell’Us Air Force, ma anche dalla forza aerea di una delle maggiori potenze della regione Indo-pacifica: l’Australia del patto Akus.

La base aerea dove sono state scattate le fotografie non è stata rivelata dalla Boeing, che ha pubblicato le immagine sui suoi canali ufficiali, ma mostra chiaramente i due droni schierati uno accanto all’altro su una pista cementata, spiegando come la cooperazione di queste due piattaforma “espanderà” le capacità aeree degli utilizzatori, che potranno operare in profondità di spazi aerei ostile senza rischiare le vite dei piloti: ragione focale alla base del programma di sviluppo dei “fedeli gregari” che negli Stati Uniti è riconosciuto come integrante del programma Next Generation Air Dominance.

“L’Mq-28 Ghost Bat, sviluppato in Australia, offre prestazioni da caccia per espandere le missioni aeree. L’Mq-25 Stingray rifornisce di carburante i caccia per continuare la missione. Questa è una potenza aerea senza equipaggio senza pari”, spiegano gli emissari di Boeing nella didascalia, dando una vera proiezione delle capacità di questi nuovi Unmanned Aerial Vehicle che portano ancora le livre da prototipi e i loghi della Boeing.

Questa è la prima apparizione pubblica per l’Mq-28 Ghost Bat dopo l’annuncio del suo sviluppo, avvenuto nel 2019 nell’ambito del programma Airpower Teaming System per la Royal Australian Air Force. Il drone Mq-25 Stingray, almeno secondo le dichiarazioni ufficiali, dovrebbe entrare in linea con l’Us Navy nel 2026 confermando l’ottenimento della capacità operativa come drone cisterna per rifornire i velivoli dei gruppi imbarcati delle portaerei statunitensi; otre ad operare, ma solo come “ruolo secondario”, da vettore per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Tra le varie informazioni condivise e reperibili, i due droni dovrebbero prendere parte da una esercitazione nei cieli che sovrastano il deserto del Mojave, in California.

Un progetto per il futuro prossimo

Secondo quanto riportato la Royal Australian Air Force, vera pioniera di questo nuovo approccio alla cooperazione aerea tra velivoli convenzionali e fedeli gregari a pilotaggio remoto, starebbe acquisendo dieci unità Ghost Bat con l’idea di metterli in servizio entro il 2025 e fargli collaborare con le piattaforme che compongono la punta di diamante della flotta composta dai nuovi caccia multiruolo F-35A Joint Strike Fighters, con i rodati cacciabombardiere F/A-18F Super Hornet e con velivoli Awacs Boeing E-7 Wedgetail.

Quest’ultima, medesima piattaforma che viene lanciata dalle catapulte delle portaerei americane che già pensano alla stesso tipo di cooperazione futuristica nel programma Next Generation Air Dominance, in attesa dello sviluppo di un “nuovo jet da combattimentostealth di sesta generazione attualmente denominato F/A-XX.

L’Us Navy sembra di fatto guardare all’F/A-XX e nei droni “fedeli gregari” insieme ai droni cisterna come un pacchetto offensivo nel futuro della sua proiezione di potenza nei mari, azzardando la previsione che nel prossimo futuro il 60% degli aerei inquadrati dei gruppo imbarcati delle portaerei siano senza equipaggio. Uno dei ruoli previsti da F/A-XX è infatti proprio quello di unità leader di comando e controllo per i droni che lo accompagneranno o precederanno in azione.

Anche la Royal Navy si è mostrata interessata al programma e all’impiego del Mq-28 Ghost Bat per un eventuale imbarco sulle due portaerei di classe Queen Elizabeth, ma come sottolineano di analisti di The War Zone, l’attenzione è immediatamente caduta sulla configurazione Stovl (Short Landing and Take Off, ndr) della Hms Queen Elizabeth e della gemella Hms Prince of Walles , che dunque in assenza di catapulte necessari dispositivi di arresto per il recupero di velivoli lanciati dal sistema Catobar (Catapult Assisted Take Off Barrier Arrested Recovery, ndr) non potrebbe recuperare i droni che a differenza degli F-35B non possiedono la capacità del decollo “corto” e dell’atterraggio verticale.

Una prerogativa particolarmente interessante dell’Mq-28 Ghost Bat, sembrerebbe essere quella della configurazione modulare del drone per un sistema di missioni ad architettura aperta, il cui fulcro della modularità andrebbe a verificarsi nella possibilità di “scambiare intere sezioni del muso” con diversi sensori e altri sistemi in base alla missione da portare a termine e da affidare a questo “fedele gregario” nella guerra aerea del futuro.

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