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Difesa

“Forze armate pronte alla guerra”: l’ultimo annuncio di Kim Jong Un

Dopo 36 giorni lontano dalla luce dei riflettori Kim Jong Un è riapparso in pubblico. Il presidente nordcoreano ha presieduto una riunione della Commissione Militare Centrale (CMC), la massima istituzione nazionale in tema di affari militari, annunciando che la Corea...

Dopo 36 giorni lontano dalla luce dei riflettori Kim Jong Un è riapparso in pubblico. Il presidente nordcoreano ha presieduto una riunione della Commissione Militare Centrale (CMC), la massima istituzione nazionale in tema di affari militari, annunciando che la Corea del Nord espanderà e intensificherà le manovre militari per garantire la preparazione delle sue forze armate alla guerra.

Il tutto in risposta alle manovre aeree congiunte effettuate la scorsa settimana da Corea del Sud e Stati Uniti. L’ordine del giorno trattato nell’incontro, ha inoltre spiegato l’agenzia nordcoreana Kcna, è stato approvato per avere “la costante espansione delle capacità di combattimento dell’Esercito popolare coreano, perfezionando con rigore la preparazione alla guerra”.



La riunione della Commissione Militare Centrale

La riunione della CMC precede una parata militare attesissima che si terrà a Pyongyang tra la notte del 7 e 8 febbraio in occasione del 75esimo anniversario della fondazione dell’Esercito popolare coreano (KPA). Ma è stata anche la prima tenutasi dallo scorso giugno, quando i media statali hanno diffuso immagini di Kim e altri alti funzionari discutere di possibili piani d’attacco sul territorio sudcoreano.

Tra le altre novità, la CMC ha discusso di “misure strutturali e organizzative”. Pare che un ramo militare responsabile dei missili nucleari sia stato rinominato e probabilmente riorganizzato.

Le foto pubblicate, in più, hanno rivelato i nuovi design preparati per tutte le bandiere di tutti i rami operativi dell’esercito. In particolare, come ha spiegato il sito Nk News, si può notare una nuova bandiera per il “Missile General Bureau”, con un’icona del più grande missile nucleare orgoglio del Paese, il missile balistico intercontinentale Hwasong-17 (ICBM).

Il pallone aerostatico nordcoreano

Nel frattempo sono stati comunicati i dettagli di un episodio avvenuto domenica 5 febbraio. Le forze armate della Corea del Sud hanno annunciato di aver individuato un pallone aerostatico nordcoreano che ha sorvolato brevemente lo spazio aereo sudcoreano, ma di aver determinato che l’oggetto non costituiva una minaccia.

Secondo una nota del ministero della Difesa, il pallone è entrato nello spazio aereo della Corea del Sud domenica 5 febbraio, e ne sarebbe uscito alcune ore più tardi. Secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa sudcoreana, la Difesa ha stabilito che il pallone era una sonda meteorologica, e non era destinato ad attività di spionaggio.

Curioso il fatto che la vicenda si stesse verificando proprio mentre i riflettori dell’opinione pubblica mondiale erano rivolti nei cieli degli Stati Uniti, dove un presunto pallone-spia cinese, abbattuto dopo giorni di polemiche, ha preoccupato e non poco Joe Biden.

In ogni caso, tornando alle due Coree, le violazioni dei reciproci spazi aerei da parte di Seoul e Pyongyang è fonte di accresciuta tensione dallo scorso dicembre, quando cinque droni della Corea del Nord hanno varcato il confine di fatto tra i due Paesi per diverse ore, spingendosi sino alla periferia di Seul. 

Sia la Corea del Nord che la Corea del Sud hanno violato l’armistizio sottoscritto al termine della Guerra di Corea, inviando velivoli senza pilota oltre il confine di fatto tra i rispettivi spazi aerei lo scorso dicembre. Lo ha affermato il mese scorso il Comando delle Nazioni Unite in Corea, condannando di fatto come illegittime le misure di rappresaglia assunte da Seul a seguito degli sconfinamenti di droni nordcoreani. Il governo della Corea del Sud ha contestato la presa di posizione del Comando, affermando che l’invio di droni in Corea del Nord andrebbe considerato a tutti gli effetti un atto di “autodifesa”, e come tale non costituisce una violazione dell’accordo di armistizio. 

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