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Il 30 maggio si è conclusa l’esercitazione At Sea Demonstration – Formidable Shield-21 (Asd/Ff21) tenutasi al largo delle Isole Ebridi, nelle acque antistanti la Scozia. Le manovre, iniziate il 15, organizzate congiuntamente dal Maritime Theater Missile Defence Forum (Mtmd-F) e dal Naval Striking and Support Forces Nato (StrikforNato), hanno visto la partecipazione di 15 navi e aeromobili appartenenti a 10 Marine alleate: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti e Italia. Gli obiettivi principali dell’esercitazione sono stati la conferma delle elevate capacità di difesa aerea integrata (Iamd – Integrated Air Missile Defense) e balistica (Bmd – Ballistic Missile Defense) di una forza navale alleata, oltre che la dimostrazione dell’impegno della Nato per l’interoperabilità e la difesa della sicurezza dei Paesi membri.

Il Task Group Iamd, faceva capo alla fregata spagnola della classe Álvaro de Bazán “Cristóbal Colón” (F-105), nave ammiraglia designata. L’esercitazione ha coinvolto diversi centri di comando dell’Alleanza come lo Hq Allied Air Command (Aircom), il Combined Air Operations Center (Caoc) di Uedem in Germania e il neonato Space Center. Nel corso delle operazioni le unità navali hanno avuto modo di utilizzare diversi sistemi di fuoco: dal tiro con munizioni Dart (Driven Ammunition Reduced Time of Flight), passando per i missili Standard-2, gli Evolved Sea Sparrow Missile (Essm), sino agli Aster 15 e 30 utilizzati contro vari bersagli, inclusi droni supersonici lanciati da terra (tipo Gqm-163A). La parte più interessante, però, è stata l’intercettazione di un missile balistico a medio raggio da parte di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke utilizzando un missile Standard Sm-3.

L’Uss Paul Ignatius ha distrutto il missile balistico in stretta collaborazione con la fregata olandese De Zeven Provincien che utilizza il nuovo radar Smart-L Multi-Mission/Naval. I Paesi Bassi, grazie a questo radar, sono in grado di scansionare contemporaneamente lo spazio aereo oltre l’atmosfera ed il cielo fino a 2mila chilometri per le minacce aeree, come i missili. Lo Smart-L “vede” simultaneamente le minacce e può comunicarne la posizione a quelle unità dotate di assetti missilistici idonei per la loro intercettazione, come appunto le unità “Aegis” statunitensi.

La capacità del radar di rilevare i missili balistici e quella delle fregate olandesi di trasmettere continuamente informazioni ai cacciatorpediniere Arleigh Burke dimostrano un nuovo livello di cooperazione all’interno dell’Alleanza che accrescerà il potenziale della Bmd della Nato. Poiché i missili balistici viaggiano molto velocemente (in questo caso, la velocità del missile intercettato era di 14mila km/h), ingaggiarli basandosi su informazioni derivanti dai sensori di scoperta di un’altra nave estranea al vero e proprio processo di lancio del vettore intercettante dimostra l’efficacia del sistema di gestione delle informazioni netcentrico oltre che la capacità di altri alleati degli Stati Uniti di effettuare la sorveglianza fuori dall’atmosfera. Il radar Smart-L è operativo sulle fregate olandesi, danesi e tedesche e sulle Lpd coreane. Un suo derivato, l’S1850M, è installato sulle Type 45 e sulle portaerei classe Queen Elizabeth della Royal Navy nonché sui cacciatorpediniere classe Orizzonte francesi e italiani.

L’Italia ha partecipato con la fregata Antonio Marceglia, ottava unità della Classe Fremm o Bergamini, e l’invio della nostra unità navale ha consentito alla nostra Marina di verificare sul campo le performance e l’affidabilità dei sistemi imbarcati in un contesto estremamente realistico, impegnativo e di piena integrazione con le altre unità partecipanti.

I principali obiettivi conseguiti da nave Marceglia nel corso dell’esercitazione sono stati la sinergica contribuzione – di concerto con gli altri assetti presenti – al tracciamento e all’ingaggio di missili balistici a corto e medio raggio e di bersagli supersonici, la scoperta, il tracciamento e l’intercetto di una minaccia aerea a bassa quota con il lancio effettivo di missile superficie-aria Aster-30, l’individuazione e la neutralizzazione di un bersaglio aereo con l’impianto d’artiglieria 76/62 impiegando la munizione guidata Dart nonché la validazione della solidità del sistema di comando e controllo dell’unità inserito all’interno di molteplici reti tattiche e strategiche necessarie per la Iamd e la Bmd.

Tale risultato, come ci riferisce la Marina Militare in un comunicato stampa, rappresenta la conclusione di un percorso di approntamento e addestramento che è iniziato quando la fregata ha “mollato gli ormeggi” dal porto di assegnazione, La Spezia, lo scorso marzo per intraprendere un ciclo di preparazione all’Asd/Fs-21, volto alla massimizzazione del ritorno addestrativo e operativo di tale evento. Durante la navigazione, la fregata ha partecipato a diverse attività tecnico-addestrative in Mar Tirreno, Mar Ionio e Oceano Atlantico effettuando attività di lancio di sistemi superficie-aria (Aster 30), superficie-superficie (Teseo) e aria-superficie (Marte Mk2/S da elicottero SH-90A) presso il poligono interforze di Salto di Quirra (Nu), l’esercitazione nazionale Phibex-21 con unità nazionali e alleate appartenenti al gruppo navale permanente Nato Standing Naval Maritime Group 2 (Snmg2) e l’esercitazione Contex Phibex-21 organizzata dalla Marina Portoghese con la partecipazione di numerosi assetti aerei e navali di Portogallo e Stati Uniti.

Lo strumento navale dell’Alleanza Atlantica è fondamentale per la capacità di difesa antimissili balistici europea: la Nato Bmd può contare, oltre che sui sistemi statunitensi imbarcati e “ashore” tipo Aegis, proprio sulle unità che imbarcano i missili Aster 30, che integrati dai Samp/T e Meads terrestri, forniscono un ombrello protettivo contro i vettori balistici a corto, intermedio e medio raggio. La versione B1NT dell’Aster 30 potrebbe essere anche efficace contro i vettori di tipo ipersonico mentre si lavora al programma europeo Twister (Timely Warning and Interception with Space-based Theater) che permetterà, una volta pronto, di intercettare questo nuovo tipo di missili che viaggiano a velocità superiori a Mach 5.

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