La caserma Predieri di Rovezzano, a Firenze, è destinata a diventare il quartier generale permanente della Multinational Division South (Mnd-S) della NATO, un comando strategico che guiderà le forze terrestri dell’Alleanza Atlantica nel Sud Europa, con un ruolo chiave nella sicurezza del Mediterraneo e nella gestione di operazioni militari multinazionali. La realizzazione di questa infrastruttura moderna, annunciata nel maggio 2023, rappresenta un passaggio cruciale per la riconfigurazione della Divisione “Vittorio Veneto” in un comando integrato nella NATO Force Structure. Ma quali sono i dettagli sugli appalti legati a questo progetto, e quali implicazioni avranno per Firenze?
Il contesto degli appalti
Secondo fonti recenti, un bando di gara da 27 milioni di euro è stato annunciato per i lavori di costruzione del nuovo comando NATO alla caserma Predieri. L’appalto, gestito da Geniodife (Direzione dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa), riguarda la realizzazione di un’infrastruttura di circa 10.000 metri quadrati, che sorgerà nell’area attualmente occupata da due edifici degli anni Quaranta. Il progetto, già in fase avanzata, è stato trasferito formalmente dal 7° Reparto Infrastrutture di Firenze, responsabile della progettazione, a Geniodife, che si occuperà dell’affidamento e dell’esecuzione dei lavori.
La progettazione ha posto particolare attenzione alla sostenibilità ecologica, con soluzioni a basso impatto ambientale, e al rispetto degli standard di sicurezza NATO, che richiedono sistemi avanzati di comunicazione e controllo per garantire l’interoperabilità delle forze multinazionali. Il bando, secondo indiscrezioni, dovrebbe coprire non solo la costruzione dell’edificio principale, ma anche l’installazione di tecnologie di sorveglianza avanzate, come droni e sensori elettro-ottici, e sistemi di gestione digitale delle operazioni.
Tempi e modalità
I lavori sono previsti per iniziare a breve, con l’obiettivo di rendere operativo il comando nei prossimi anni. Un documento del Ministero della Difesa, risalente al 2020, indica che il progetto era già in fase embrionale, suggerendo una pianificazione di lungo termine. Tuttavia, l’annuncio pubblico è arrivato solo nel 2023, suscitando critiche per la scarsa trasparenza verso la cittadinanza. La gara d’appalto, come tipico per i progetti NATO, sarà gestita secondo procedure di evidenza pubblica, con opportunità per imprese iscritte all’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per il settore delle costruzioni di infrastrutture civili. L’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) trasmetterà i dettagli alle aziende qualificate, che dovranno rispettare requisiti tecnici stringenti, come l’interoperabilità con i sistemi NATO e la conformità agli standard di sicurezza.
Implicazioni e polemiche
Il progetto non è privo di controversie. La Rete Democratica Fiorentina, composta da associazioni come ANPI, ARCI, CGIL e altre, ha denunciato la mancanza di coinvolgimento della popolazione locale e ha sollevato interrogativi sull’impatto del comando sul quartiere di Rovezzano, una zona densamente abitata. Tra le preoccupazioni ci sono il rischio di militarizzazione dell’area, l’aumento dei controlli di sicurezza e le potenziali ripercussioni in caso di conflitto, considerando che un comando NATO potrebbe diventare un obiettivo strategico. Il Comitato “No Comando NATO né a Firenze né altrove” ha organizzato proteste, come il corteo del settembre 2024, chiedendo maggiore trasparenza al Comune, accusato di aver taciuto informazioni cruciali.
Il Ministero della Difesa, dal canto suo, presenta il progetto come un’opportunità economica per Rovezzano, sottolineando i benefici derivanti da un’infrastruttura moderna e dall’indotto per le imprese locali. Tuttavia, critici come Lorenzo Ballini di ARCI Firenze temono che la presenza di un comando NATO in un contesto urbano possa esacerbare le tensioni geopolitiche, soprattutto in un momento di instabilità globale segnato dal conflitto in Ucraina e dalle crisi nei Balcani.
Prospettive geopolitiche
Il comando Mnd-S non sarà solo un hub logistico, ma un nodo strategico per la NATO, con compiti di coordinamento operativo, protezione delle linee di comunicazione nel Mediterraneo e supporto a missioni non legate all’articolo 5, come operazioni umanitarie o di gestione delle crisi. La sua posizione a Firenze, vicina a infrastrutture chiave come Camp Darby, il porto di Livorno e l’aeroporto militare di Pisa, ne sottolinea l’importanza geopolitica. Tuttavia, la segretezza che circonda i dettagli operativi – incluse voci su possibili sistemi missilistici a difesa del comando – alimenta i timori dei residenti.
L’importanza strategica dell’Italia
Gli appalti per il nuovo comando NATO a Firenze rappresentano un progetto ambizioso, con un investimento significativo e un impatto potenziale sia economico che sociale. Il bando da 27 milioni di euro, prossimo al lancio, segna l’inizio di una trasformazione della caserma Predieri in un’infrastruttura all’avanguardia, ma solleva anche interrogativi sulla compatibilità con il tessuto urbano e sulla trasparenza delle istituzioni. In un contesto globale segnato da crescenti tensioni, la scelta di Firenze come sede di un comando NATO riflette l’importanza strategica dell’Italia nel fianco sud dell’Alleanza, ma pone la città di fronte a una sfida: bilanciare opportunità e rischi in un equilibrio sempre più precario.
La presenza della Nato in Italia è da sempre fonte di discussione. Ma l’enfasi che negli ultimi anni è stata posta sulla Difesa e sulla sicurezza sta cambiando tutte le carte. C’è un modo facile e sicuro per seguire tutti gli sviluppi: segui InsideOver, unisciti a noi, abbonati oggi!