L’Esercito inglese e le sue Forze speciali sono note alla storia per l’impiego tattico di mezzi leggeri e pesantemente armati che schierare in operazioni dietro le linee o in territori ostili che richiedono flessibilità, velocità e potenza di fuoco. Per questo il loro nuovo veicolo tattico, il Fering Pioneer X, è un mezzo che combina furtività e autonomia estesa per le Operazioni Speciali. Sottolineando l’importanza di veicoli leggeri nel campo di battaglia moderno. Come al tempo del Long Range Desert Group o delle Jeep Willys pesantemente armate che venivano affidate allo Special Air Service prima dei famigerati Land Rover Defender.
Nell’ambito delle attuali sfide nel campo del combattimento moderno, i veicoli leggeri assumono ancora un’importanza cruciale, anche nel confronto con i mezzi pesantemente corazzati, in particolare i Main Battle Tank che hanno dimostrato limiti e criticità causate della loro stazza sul Fronte ucraino, e il nuovo Fering Pioneer X sembra essere progettato appositamente per affrontare essenziali necessità sul campo di battaglia.
Agilità e potenza di fuoco
Presentato alla International Armoured Vehicles Conference 2025 a Farnborough, nel Regno Unito, questo veicolo tattico ibrido punta a rappresentare l’innovazione britannica nelle operazioni militari, combinando furtività, autonomia estesa e versatilità operativa.
Armato con una mitragliatrice Browning M2 da 12,7 mm, una FN MAG da 7,62 mm, e otto lanciagranate fumogene per la difesa passiva, ma adatto ad essere armato con diverse configurazioni, che potrebbe arrivare a comprendere come in passato sistemi anti-carro come il temibile Javelin, il Fering Pioneer X si garantisce, attraverso la sua ridotta firma termica e le capacità di mimetizzazione, una migliore sopravvivenza operativa. Il suo design ha incluso una particolare attenzione al mascheramento termico, che riduce la sua firma termica e aumenta ulteriormente le possibilità di operazioni furtive. Mentre la sua integrazione di propulsione ibrida, modularità e configurazioni specializzate riflettono la più ampia tendenza che dirige verso le piattaforme militari multiruolo altamente adattabili. Altri veicoli, come il Cockerill i-X, enfatizzano combinazioni simili di tecnologie avanzate, furtività e potenza di fuoco per gli ambienti operativi contemporanei.
Missioni in ambienti difficili
Realizzato da Fering Technologies in collaborazione con forze speciali internazionali, il Pioneer X è concepito per missioni di spedizione in ambienti remoti e difficili, dove l’autonomia e la silenziosità sono elementi chiave. Con un’autonomia operativa che raggiunge i 7.000 km, questo nuovo mezzo tattico offre ai militari la possibilità di effettuare operazioni prolungate senza dover continuamente preoccuparsi del rifornimento. Le specifiche tecniche del veicolo sono rilevanti per una comprensione più approfondita delle sue potenzialità. Il Pioneer X pesa 1.650 kg grazie all’utilizzo di un telaio modulare realizzato in fibra di carbonio e alluminio. Dimensionato per adattarsi a vari incarichi, con una lunghezza di 5,12 metri e una larghezza di 1,9 metri, la sua altezza variabile (da 1,7 a 2,165 metri) permette una flessibilità operativa senza precedenti. La possibilità di riconfigurazione per ruoli come il trasporto di personale, l’evacuazione medica e la ricognizione armata rende questo veicolo un vero e proprio camaleonte sul campo di battaglia. Va inoltre ricordato che un simile mezzo può essere facilmente “consegnato” in zona operazioni attraverso un aviolancio.
Il doppio motore elettrico
A livello di propulsione, il Pioneer X è equipaggiato con doppi motori elettrici che consentono al veicolo di operare in modo silenzioso per distanze fino a 80 km, un vantaggio strategico significativo quando si opera in zone ad alto rischio di rilevamento. Il ricorso alla batteria di litio-ossido di titanio garantisce una durata superiore e una ricarica rapida, mentre un range extender da 60 kW — disponibile in versioni di generatore a carburante pesante o cella a combustibile a idrogeno — assicura potenza aggiuntiva, mantenendo alta l’efficienza operativa anche per missioni di lunga durata. La stazione di alimentazione di bordo consente inoltre il supporto vari dispositivi, come droni e sistemi di comunicazione, offrendo la possibilità di operare come centro di comando mobile avanzato e riducendo, al contempo, la dipendenza da fonti di alimentazione esterne e migliorando la sostenibilità dell’operazione.
In sintesi questo veicolo che nella sua configurazioni ricorda molto i mezzi da combattimento del passato, si presenta come una “soluzione avanzata per le forze armate moderne“, capace di rispondere alle crescenti esigenze di furtività e autonomia in grado di cambiare, nel suo piccolo, le regole del gioco nel campo delle operazioni speciali.