“Evacuazione a livello nazionale”: le esercitazioni contro le minacce missilistiche

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Difesa /

Il prossimo 23 agosto, tutti i cittadini della Corea del Sud dovranno interrompere le loro attività e correre il più in fretta possibile in uno dei numerosi rifugi antiaerei dislocati nel Paese. Alle ore 14:00 in punto, infatti, le sirene d’allarme suoneranno in ogni città per simulare un eventuale attacco effettuato dalla Corea del Nord.

È questa la prima “esercitazione di protezione civile” a livello nazionale programmata da Seoul negli ultimi sei anni, in risposta alle crescenti tensioni con Pyongyang. In un comunicato stampa, il ministero dell’Interno sudcoreano ha scritto che ogni persona sarà chiamata ad evacuare nel rifugio designato più vicino o, se non ce ne saranno nei paraggi, in uno spazio sotterraneo sicuro, “per rafforzare la capacità di risposta durante un raid aereo nemico”.

L’esercitazione sarà guidata dai leader regionali della protezione civile, mentre le autorità controlleranno i movimenti per circa 15 minuti, in modo tale da scorgere eventuali falle nel meccanismo difensivo pensato appositamente per limitare i danni nel caso in cui Kim Jong Un dovesse sferrare un attacco oltre il 38esimo parallelo. L’annuncio della mobilitazione è arrivato dopo che gli allarmi di evacuazione in risposta ai lanci dei missili nordcoreani si sono attivati più volte nel corso dell’ultimo anno, creando però panico e confusione, con molte persone che non sapevano dove andare o cosa fare.

La maxi esercitazione della Corea del Sud

“L’addestramento alla protezione civile è un esercizio di base che deve essere familiarizzato per prepararsi a situazioni impreviste“, ha sottolineato il ministro degli Interni Lee Sang-min. “Chiediamo l’interesse proattivo e la partecipazione dei cittadini a questa formazione essenziale per proteggere se stessi e i loro amati familiari”, ha quindi aggiunto.

Ma come si svolgerà questa particolarissima esercitazione? Chi, allo scoccare dell’ora x, starà guidando sulle strade principali – quelle monitorate dalle autorità – dovrà fermarsi sul lato destro e ascoltare le istruzioni impartite dalla guida all’azione nazionale di emergenza, trasmesse in diretta su Kbs Radio 1. Gli altri, come detto, al suono delle sirene dovranno sfrecciare nei rifugi di emergenza o nascondersi in uno spazio sotterraneo, ascoltando poi le stesse frequenze di Kbs Radio 1. Il traffico sarà interrotto per consentire ai veicoli di emergenza, come i camion dei pompieri, le ambulanze e i mezzi militari, di operare senza intoppi.

Alle 14:15, le autorità ridurranno l’allerta ad un livello di “prudenza” e i cittadini potranno muoversi mantenendo una posizione di guardia dopo aver lasciato rifugi designati o sotterranei. L’allerta verrà infine revocata alle 14:20.

Come ha sottolineato Nk News, per ridurre al minimo i disagi, ospedali, metropolitane, ferrovie, aerei e navi potranno operare normalmente, anche se l’uscita dalle stazioni della metropolitana sarà vietata durante l’intera durata delle manovre.

Prepararsi al peggio

Il ministero dell’Interno sudcoreano ha spiegato che anche gli stranieri presenti nel Paese dovrebbero partecipare all’esercitazione e che le istruzioni sul da farsi saranno trasmesse, in inglese, anche sul canale Arirang Tv. Manuali di formazione in inglese, cinese, giapponese, arabo, russo, tailandese, vietnamita e spagnolo saranno inoltre disponibili negli aeroporti, negli uffici immigrazione e negli hotel. In ogni caso, 13 aree nella città di Sejong e nelle province di South Chungcheong, North Jeolla e North Gyeongsang saranno escluse dall’addestramento, in seguito alla loro designazione come zone speciali disastrate a causa delle forti piogge.

L’esercitazione durerà circa una ventina di minuti, e si sovrapporrà alle manovre militari estive tra Stati Uniti e Corea del Sud. Ricordiamo che l’addestramento alla protezione civile della Corea del Sud si suddivide in due categorie: le esercitazioni di evacuazione dai raid aerei e le esercitazioni di preparazione ai disastri naturali. Quella del prossimo 23 agosto rientra nel primo gruppo.

Lo scorso novembre , il lancio di missili a corto raggio da parte di Pyongyang aveva innescato una sirena antiaerea nell’isola di Ulleung, al largo della costa orientale della Corea del Sud, ma le autorità erano finite nell’occhio del ciclone perché molti cittadini non sapevano come reagire e sono rimasti a casa. A fine maggio, anche la città di Seoul aveva fatto scattare un allarme di emergenza dopo il lancio, da parte del Nord, di un satellite di ricognizione militare. Anche in quel caso, l’ordine di evacuazione aveva causato confusione tra i residenti della capitale, mentre le autorità avrebbero dichiarato in seguito che il messaggio d’allarme era stato inviato loro per errore.