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Difesa

Effetto Prigozhin su Taiwan: l’allarme che spaventa la Cina

La ribellione di Prigozhin in Russia potrebbe aver generato effetti indiretti anche nei palazzi del potere di Pechino.

Molti si chiedevano cosa pensasse Vladimir Putin lo scorso fine settimana, quando il suo vecchio amico, Yevgeny Prigozhin, era arrivato ad un passo dallo scatenare la guerra civile in Russia. Rabbia, vendetta, calma: non sappiamo cosa sia passato per la testa del capo del Cremlino, apparso particolarmente teso in diretta tv, spiegando alla nazione che i traditori sarebbero stati puniti.

Ancor meno conosciamo il pensiero di Xi Jinping. Anche perché, durante le fasi più calde della rivolta del gruppo Wagner, la Cina ha evitato di coprire mediaticamente la vicenda, aspettando che tutto fosse parzialmente risolto per fornire i primi approfondimenti capaci di andare oltre le semplici breaking news.

Eppure, tanto lo scenario che ha spinto Prigozhin a marciare verso Mosca, quanto l’esito finale della “marcia per la giustizia” dei mercenari, potrebbero aver generato effetti indiretti anche nei palazzi del potere di Pechino. Il Council on Foreign Relations, ad esempio, ha scritto un articolo chiedendosi se, con quell’azzardo di voler rovesciare parte della leadership militare russa, Prigozhin non abbia inconsciamente contribuito a salvare Taiwan.

Prigozhin e Taiwan

Nel lungo articolo intitolato “Did Prigozhin Just Save Taiwan?“, ovvero “Prigozhin ha appena salvato Taiwan?“, si sottolinea come, nell’ottica di un’ipotetica offensiva cinese a Taiwan, gli ultimi eventi russi possano essere ancor più cautelativi per Xi di tutte le altre lezioni tratte dallo scoppio della guerra in Ucraina ad oggi.

La rivolta di Prigozhin contro Putin e la leadership militare russa suggerirebbe un’altra lezione per Xi: che, mentre può sapere come inizia l’invasione di Taiwan, Pechino non può sapere come finirà. Sia chiaro: non ha senso fare parallelismi diretti tra la Cina e la Russia, visto che oltre la Muraglia non c’è una forza come il gruppo mercenario Wagner, né alcuna figura come Prigozhin.

Tuttavia, l’azione dell’ex “cuoco di Putin” ha mostrato al mondo intero cosa può accadere quando la vittoria militare di un governo non è immediata, quando ci sono gravi perdite, quando il sostegno pubblico è incerto, e quando parti dell’esercito diventano insoddisfatte di altre. Si rischia, in sostanza, una sorta di tutti contro tutti con esiti imprevedibili.



La lezione di Xi

Da questo punto di vista, Xi potrebbe aver tratto un’importante lezione: la certezza – sia essa relativa ad una vittoria o al conseguimento di un obiettivo – è illusoria e, di conseguenza, l’incertezza porta al pericolo, e dunque alla rottura dell’armonia sociale. Detto altrimenti, lanciare un’offensiva comporta sempre dei rischi che, in questo momento, non sono ammessi né ammissibili.

Nel frattempo, le forze armate di Taiwan hanno ribadito che attaccheranno navi e aerei cinesi che verranno rilevati a 12 miglia nautiche dalle coste dell’isola. Il maggiore generale Lin Wen-huang, incaricato della pianificazione presso il ministero della Difesa di Taipei, ha detto che le forze armate dell’isola continueranno a monitorare le manovre dei militari cinesi nello Stretto. “Se l’esercito cinese continuerà ad ignorare i nostri avvertimenti e a farsi strada nel nostro spazio aereo e marittimo, contrattaccheremo con forza per salvaguardare la sicurezza nazionale”, ha evidenziato.  

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