La geopolitica della corsa allo spazio
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Difesa /

L’air chief marshal Mike Wigston, capo di Stato maggiore della Royal Air Force (l’aeronautica militare britannica), ha reso noto che dal prossimo autunno verrà intrapresa l’esercitazione Agile Stance, durante la quale i caccia della Raf riceveranno ordini “senza preavviso” di schierarsi in posizioni alternative rispetto alle normali basi aeree.

Con ogni probabilità queste “posizioni alternative” comprenderanno aeroporti civili in grado di essere rapidamente adattati ad un impiego militare, ma sono stati menzionati anche “altri luoghi improvvisati”, parole che fanno pensare che lo Stato Maggiore britannico stia pensando di utilizzare anche le autostrade del Regno Unito, riprendendo così una pratica in uso, anche se in modo limitato, durante la Guerra Fredda.

Dalle colonne del Daily Telegraph Wigston ha detto che “impareremo nuovamente come disperderci”, sottolineando che se “l’arsenale (di missili da crociera di ultima generazione n.d.r.) di cui Putin si è vantato” fosse di stanza nell’exclave russa di Kaliningrad “saremmo nel loro raggio d’azione”. Il capo di Stato maggiore della Raf ha anche parlato di trasferire “tutti i miei Typhoon […] su 12 basi” disperdendoli così rispetto alle due attuali di riferimento (Lossiemouth e Coningsby).

La Raf così, e quindi le forze armate del Regno Unito, guardano con preoccupazione al rinnovato arsenale missilistico russo di raggio medio e intermedio che però, per ora, non è stato schierato in quei territori immediatamente a ridosso coi confini della Nato, ma solamente in linea generale nei distretti occidentali, da dove comunque possono colpire obiettivi in Europa.

La paura per il missile di Putin

In particolare “l’arsenale di cui Putin si è vantato” a cui si riferisce l’air chief marshal Wigston è molto probabilmente il missile da crociera 9M729 lanciato da terra, noto anche come SSC-8 Screwdriver. Secondo la Nato, quest’arma ha violato i termini del Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio o Inf, e ha generato una diatriba tra Russia e Stati Uniti che ha portato alla ricusazione finale di quell’accordo lo scorso anno, dopo che era rimasto in vigore dalla fine degli anni ’80, quindi dalla Guerra Fredda.

In realtà la questione riguardante il missile 9M729 è stata solo un pretesto statunitense per abolire un trattato che vincolava a certe limitazioni sui sistemi missilistici da crociera e balistici a raggio medio e intermedio solo Washington e Mosca, lasciando mano libera alla Cina che, proprio per questo, si è dotata principalmente di questi strumenti bellici mettendo così “nel mirino” gli alleati degli Usa nell’area dell’Indopacifico e le stesse basi avanzate statunitensi, come Guam. L’Inf quindi, per la sua stessa concezione (si riferisce ai sistemi schierati in Europa e al possesso/costruzione degli stessi) era diventato obsoleto per i piani di Washington di contenimento del gigante cinese: Pechino ha poi dimostrato più volte di non essere interessata a partecipare a trattati di non proliferazione missilistica o nucleare, come dimostrato dai rifiuti agli inviti avanzati dalla Casa Bianca di entrare in un nuovo Start, e questo atteggiamento non ha fatto altro che convincere la politica statunitense della necessità di controbilanciare lo squilibrio sui missili a raggio medio e intermedio nello scacchiere asiatico, ma per farlo era necessario uscire dall’Inf.

Mosca, dal canto suo, ha sostenuto che il missile 9M729 non ha violato il trattato e che, invece, è stato l’Aegis Ashore basato in Europa (in Polonia e Romania) a farlo in quando il sistema Vls (Vertical Launch System) Mk41 che utilizza, essendo lo stesso delle unità navali, sia potenzialmente in grado di essere rapidamente riconfigurato per lanciare missili da crociera, andando contro alle clausole dell’Inf.

Se il raggio d’azione del 9M729 fosse veramente di circa 2500 chilometri, come affermato dagli esperti occidentali, il missile da crociera russo sarebbe in grado di colpire qualsiasi obiettivo nell’Europa occidentale se lanciato dall’oblast di Kaliningrad, ed ecco quindi spiegata la preoccupazione dello Stato Maggiore britannico.

Cosa prevede l’esercitazione britannica

Tornando all’esercitazione di dispersione delle forze aree, Agile Stance comprenderà una serie di manovre che mettono alla prova la capacità della Raf di spostare rapidamente i suoi caccia dalle loro basi domestiche e rendere “più difficile” per un potenziale nemico colpirli con un attacco preventivo, che si tratti di un missile da crociera, missili balistici , attacchi aerei o altre azioni.

Il piano prevede che i caccia vengano divisi in sezioni di quattro elementi e una volta sistemate nelle loro posizioni temporanee, usufruiranno di stazioni di armamento e rifornimento avanzate (Farp), un po’ come abbiamo avuto modo di vedere durante la recente esercitazione congiunta tra F-35 dell’Aeronautica Militare, Marines Usa, Raf e Iaf “Falcon Strike” tenutasi nel Mediterraneo Centrale e Tirreno: i velivoli F-35B dell’AM e della Royal Air Force hanno operato su pista corta effettuando hot-pit refuelling dal KC-130J della 46esima brigata aerea equipaggiato con sistema Alarp (Air Landed Aircraft Refuelling Point) che consente di prelevare carburante direttamente dai serbatoi del velivolo KC-130J, tramite Sprp (Single-Point Refuel Panel) o dall’Rgr (Rapid Ground Refuel).

Wigston, che è stato intervistato durante la sua recente visita alla flotta Usa del Pacifico nella sua base di Pearl Harbor, ha usato l’esempio dell’attacco giapponese in quel luogo per sottolineare la vulnerabilità delle basi da combattimento della Raf a un attacco a sorpresa.

Ritorno alla capacità “expeditionary”

La capacità “expeditionary”nel suo senso più ampio sembra quindi tornare centrale nelle modalità di azione delle forze aeree, e pertanto, molto probabilmente, torneremo a vedere cacciabombardieri decollare da piste improvvisate ricavate da strisce autostradali preparate ad hoc. Durante la Guerra Fredda, in Europa, capitava di vedere Sepecat Jaguar o A-10 Warthog utilizzarle per effettuare esercitazioni volte a prepararsi al combattimento proprio operando da basi avanzate di questo tipo.

La stessa dinamica, che si è andata un po’ persa nella Nato, è stata pressoché mantenuta nei Paesi Scandinavi come Svezia e Finlandia. Ancora oggi l’aeronautica militare di Helsinki, ad esempio, si esercita quasi regolarmente a utilizzare tratti prefissati autostradali come piste di decollo e atterraggio per i propri cacciabombardieri.

Sempre tornado nel Regno Unito, e sempre guardando alla Guerra Fredda, la dottrina della dispersione era routine nei comandi della Raf (e di altre forze aeree occidentali): gli stormi di Harrier, i primi velivoli Stovl (Short Take Off Vertical Landing) ad entrare in servizio, erano per la maggior parte dislocati in Germania Occidentale e se ne prevedeva la loro dispersione su basi improvvisate (compresi parcheggi di supermercati o altre zone simili) in caso di conflitto proprio per sfruttare appieno la loro caratteristica di decollo e atterraggio corto o verticale.

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