Droni senza pilota italo-turchi pensati e sviluppati nel Belpaese? Dopo l’acquisto di Piaggio Aerospace ad opera di Baykar l’opzione è sul tavolo e i recenti colloqui della multinazionale turca con Leonardo lasciano presagire una sinergia crescente per una collaborazione tra Roma e Ankara nel campo degli armamenti.
I droni di domani
La prospettiva ultima sembrerebbe essere quella di una convergenza tra Leonardo e Baykar nel settore dei droni senza pilota: “Integrare l’esperienza di Leonardo nei droni con le piattaforme senza pilota di livello mondiale di Baykar può davvero dare una spinta significativa“, ha dichiarato all’agenzia stampa Anadolu l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, lasciando intendere che tra Piazzale Montegrappa e il gruppo produttore dei Bayraktar, ben distintisi nelle guerre di Nagorno-Karabakh e Ucraina, la sinergia potrebbe arrivare nel decisivo contesto delle munizioni circuitanti.
Del resto, riporta StartMag, la sinergia è possibile: “Baykar ha stabilito un’enorme presenza nel mercato dei droni, Leonardo ha anche venduto oltre 50 delle sue varianti di droni Falco ed è anche un partner del programma Eurodrone in evoluzione con Spagna, Francia e Germania”. Per la partecipata pubblica leader nella Difesa italiana gli ultimi anni hanno segnato un aumento della capacità di costruire solide partnership globali.
Negli ultimi anni Leonardo è divenuta protagonista del programma Gcap, il caccia di sesta generazione italo-nippo-britannico, assieme a Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries, si è consolidata assieme a Rheinmetall per l’appalto per i carri armati Panther e mantiene anche un’attiva presenza al fianco della francese Thales in Mbda. Un asse con Baykar consoliderebbe questo trend, proiettando Leonardo anche nel settore dei droni ai vertici delle catene del valore mondiali della difesa, garantendo al contempo all’azienda turca lo standing di mercato che una partnership col colosso italiano può abilitare.
L’integrazione di sistema tra i droni di Leonardo e Baykar
La forza di Leonardo è quella di non essere solo un appaltatore della Difesa, ma anche (se non soprattutto) un integratore di sistema, capace di garantire con flessibilità la messa in campo di tecnologie avveniristiche su sistemi d’arma e assetti già industrialmente avanzati. Non a caso per Defense News la collaborazione “potrebbe portare all’installazione dell’elettronica e del radar di Leonardo sui droni di Baykar” come esito più probabile.
Il mondo dei droni è in continua evoluzione e sempre più si sente la necessità di dare loro una conformazione tale da permettere il monitoraggio in tempo reale dei campi di battaglia, l’integrazione dell’intelligenza artificiale e la comunicazione con le altre piattaforme operative, dai caccia ai centri di comando, da parte di velivoli senza pilota spesso punta di lancia delle operazioni di una forza armata. Quel che negli Stati Uniti sarà dato da Anduril, la start-up che sviluppa i droni del futuro, sarà in Europa garantito dall’asse Leonardo-Baykar? Possibile che sia così. A testimonianza sia dell’importanza del consolidamento euroatlantico delle filiere che della necessità per l’Italia di promuovere, piaccia o meno, il rapporto con una Turchia con cui è impossibile non fare i conti.