Dopo la controversa fornitura di munizioni a grappolo da parte degli Stati Uniti, le forze ucraine sono riuscite ad impiegare con successo tale sistema d’arma durante la presente controffensiva. Riuscendo contestualmente ad incrementarne le modalità di utilizzo tramite alcuni adattamenti.
Il processo di adattamento
Le bombe a grappolo hanno rappresentato uno dei sistemi d’arma maggiormente richiesti dalle forze ucraine negli scorsi mesi, in virtù della propria elevata funzionalità nel contrastare attacchi a onda umana e colpire con un limitato dispendio di munizioni elevate concentrazioni di truppe. Tuttavia tali caratteristiche non hanno rappresentato l’unico fattore dietro la costante richiesta di tali sistemi da parte delle forze di Kiev. L’esercito ucraino ha infatti costantemente indicato la propria volontà di adattare tale tipologia di munizioni, “smontandole” e impiegando le sub munizioni al fine di montarle su piccoli droni ed impiegarle per eseguire attacchi di natura “asimmetrica”, in linea con l’approccio tenuto dalle forze di Kiev durante il presente conflitto.
Nel mese di luglio gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina bombe a grappolo appartenenti alla categoria Dual-Purpose Improved Conventional Munitions (Dpicm) di tipologia M483A1 ed M864 contenenti circa 88 sub munizioni. Diversi video hanno indicato come i soldati ucraini taglino a pezzi tali proiettili, armando le sub munizioni e inserendo temporaneamente un pezzo di metallo per evitare esplosioni accidentali per poi caricarle sui droni. Tale procedura ha sollevato diversi dubbi in virtù dei rischi per la sicurezza del personale, nonché circa l’efficienza nell’allocazione delle munizioni. Ciononostante in virtù dell’elevato numero di sub munizioni le forze ucraine risultano in grado di ingaggiare ben 88 bersagli individuali, il che rappresenta un’allocazione estremamente efficiente per un singolo proiettile.
L’impatto delle Dpcim
A seguito dell’arrivo delle munizioni a grappolo nel paese, l’esercito ucraino ha fatto un ampio uso di tali sistemi, i quali hanno avuto un impatto decisamente positivo sul campo di battaglia. Le forze di Kiev hanno mostrato di saper utilizzare tali sistemi d’arma in molteplici modalità, tanto in assetto offensivo, quando difensivo. Sotto il primo profilo le forze di Kiev hanno usato le Dpicm per respingere gli attacchi condotti dall’esercito russo nel Donbass e lungo l’asse di Kupiansk.
Risulta invece maggiormente complesso il loro impiego sotto il secondo profilo, in virtù della possibilità di incappare in munizioni inesplose. Ma anche sotto questo aspetto l’esercito ucraino ha saputo destreggiarsi abilmente, impiegando tali munizioni per costringere la fanteria russa alla ritirata e permettere ai propri soldati di avvicinarsi con meno difficoltà alle fortificazioni nemiche. L’efficienza delle forze ucraine in relazione all’utilizzo delle bombe a grappolo è stata elogiata anche dal coordinatore per la Comunicazione Strategica del National Security Council statunitense John Kirby.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

