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La base aerea di Trapani-Birgi, sede del 37esimo Stormo caccia, diventerà il primo centro di addestramento internazionale per piloti di F-35 al di fuori degli Stati Uniti e, soprattutto, sarà il terzo reparto dell’Aeronautica Militare a utilizzare il velivolo di quinta generazione stealth dopo il 32esimo di Amendola (FG) ed il Sesto di Ghedi (BS).

Già il 12 settembre 2025 era arrivata la conferma che la base di Trapani sarebbe diventata la sede di questo importante centro addestrativo, dopo mesi di voci di corridoio che hanno iniziato a circolare lo scorso luglio. A settembre, Nino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, aveva confermato che la base siciliana avrebbe ospitato il nuovo centro di addestramento globale per i piloti di F-35, in una struttura che sarà gemella di quella già operativa presso la base aerea statunitense di Luke, in Arizona.

Ora è arrivata l’approvazione formale del Ministero della Difesa e lo stanziamento di 112,6 milioni di euro per l’adeguamento della base all’utilizzo degli F-35 e per la nascita di un Pilot Training Center (PTC) europeo “aperto alla partecipazione di nazioni aderenti al programma,” che traccia un piano incentrato sulla realizzazione delle infrastrutture destinato a completarsi il primo luglio 2029. In particolare al 37esimo Stormo saranno istituiti il Gruppo di Volo Operativo dell’AM ed un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo, oltre al Centro di Addestramento Comune denominato Lightning Training Center (LTC), ma il focus principale dei lavori in questa fase riguarderà la realizzazione delle infrastrutture e capacità di quest’ultima iniziativa. Il piano evidenzia tre fasi, di cui la prima, prioritaria, che prevede l’attivazione di una capacità parziale di addestramento basata sul Lightning Training Center, seguita dalle altre due che completeranno sia il Gruppo Volo Internazionale Addestrativo, sia il Gruppo Operativo dell’AM.

Il progetto sarà realizzato da una joint venture formata da Leonardo e Lockheed Martin, con quest’ultima che fornirà i simulatori e i sistemi di addestramento avanzati, mentre Leonardo sarà responsabile della gestione dei dati ingegneristici classificati in conformità con le normative statunitensi e gli accordi di sicurezza che regolano il programma F-35.

I lavori di costruzione dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno e si svolgeranno nell’arco di cinque anni ma sono considerati particolarmente urgenti alla luce delle carenze addestrative in Europa relative al programma F-35 e al nuovo contesto di sicurezza internazionale: il mancato raggiungimento nei tempi attesi dell’obiettivo farebbe decadere l’intero significato strategico dell’impresa.

Per l’Italia un’occasione unica

L’Italia, e con essa la nostra base industriale aeronautica insieme alla forza armata, ha quindi raggiunto un maggiore impegno nel programma F-35 grazie anche all’esperienza acquisita tramite il FACO di Cameri e alla nascita dell’importante centro di addestramento per velivoli di ultima generazione di Decimomannu (CA), l’IFTS. In entrambi i siti citati, infatti, è presente Leonardo: a Cameri si occupa della della costruzione e dell’assemblaggio degli F-35 mentre all’IFTS mette a disposizione dell’Aeronautica Militare simulatori di volo di nuovissima generazione che, messi in rete tramite un software innovativo, permettono di ottenere un addestramento a terra che è parificato rispetto a quello in aria per quanto riguarda le ore di volo accumulate. Bisogna anche ricordare che il velivolo da addestramento avanzato dell’Aeronautica Militare utilizzato all’IFTS e nella scuola di volo di Galatina (ora in transizione sugli M-345) è l’M-346 fabbricato proprio da Leonardo.

Il nostro Paese ha un’occasione unica per diventare il partner principale di riferimento in Europa per quanto riguarda il programma F-35, ma il tutto è subordinato alla tempistica di realizzazione del centro di addestramento di Trapani. Un eventuale ritardo dovuto alla burocrazia, non solo nazionale ma anche statunitense, potrebbe far saltare il banco anche al netto delle considerazioni di urgenza già riferite. Restiamo però ottimisti in considerazione delle tempistiche di realizzazione dell’IFTS e dell’expertise maturata da Leonardo e dall’Aeronautica Militare per quanto riguarda gli F-35 e l’adeguamento delle basi per ospitarli: ad esempio siamo stati i primi operatori del Joint Strike Fighter in Europa a raggiungere la piena capacità operativa.

La decisione di istituire un centro internazionale di addestramento per piloti di F-35 in Italia si inserisce perfettamente nella strategia nazionale di rafforzamento del ruolo del Paese nel programma, diventando il punto di riferimento per le forze aeree alleate in transizione verso capacità di quinta generazione. Riflette anche la più ampia volontà di Roma di sfruttare il programma F-35 per ottenere ricadute industriali, tecnologiche e occupazionali a lungo termine, da sfruttare in ottica della costruzione del caccia di sesta generazione GCAP.

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