L’affidamento ad Artelia degli studi per l’ampliamento del porto di Diego-Suarez, oggi Antsiranana, supera la dimensione di un normale progetto infrastrutturale. Il gruppo francese, già coinvolto nella pianificazione del sistema portuale malgascio, dispone delle competenze necessarie per valutare dragaggi, banchine, fondali, protezione marittima, collegamenti terrestri e sicurezza degli impianti. Sul piano economico, l’ampliamento permetterebbe di ridurre la dipendenza del Madagascar dal porto di Toamasina, che concentra circa tre quarti del traffico nazionale. Diego-Suarez potrebbe diventare lo sbocco dei prodotti agricoli e minerari del Nord, sostenere la pesca, la cantieristica, il turismo marittimo e i collegamenti con l’Africa orientale e le isole dell’Oceano Indiano.
Ma la vera importanza del progetto risiede nella sua possibile utilizzazione militare.
Una baia naturalmente protetta
Diego-Suarez si trova all’estremità settentrionale del Madagascar, all’interno di una delle più grandi baie naturali del mondo. La profondità delle acque, la protezione dalle condizioni oceaniche e la disponibilità di spazi costieri ne fecero una base navale e un arsenale della Francia coloniale. La sua posizione consente di sorvegliare l’accesso settentrionale al Canale di Mozambico, senza tuttavia controllarlo fisicamente. È un punto dal quale possono essere sostenute operazioni verso le Comore, Mayotte, il Mozambico, le Seychelles e le rotte che collegano l’Asia, l’Africa australe e l’Europa attraverso il Capo di Buona Speranza.
L’aumento delle dimensioni delle banchine e dei fondali, ufficialmente destinato alle navi commerciali, potrebbe consentire l’attracco di fregate, unità anfibie, navi logistiche e mezzi per la sorveglianza marittima. La struttura potrebbe fornire carburante, manutenzione, rifornimenti, protezione e riposo degli equipaggi, diventando un punto d’appoggio anche senza essere formalmente trasformata in una base militare.
Il suo valore dipenderà però dalle infrastrutture complementari: depositi di carburante, officine navali, collegamenti con l’aeroporto di Arrachart, sistemi di comunicazione, radar costieri e protezione delle installazioni. Il solo ampliamento portuale non equivale quindi alla costruzione di una base.
Il ritorno francese attraverso l’ingegneria
La presenza di Artelia offre alla Francia un vantaggio industriale e informativo. Chi conduce gli studi preliminari contribuisce a definire la geometria del porto, le norme di sicurezza, le priorità finanziarie e le caratteristiche tecniche delle future gare. Parigi può così mantenere un’influenza su un’infrastruttura strategica senza negoziare immediatamente un ritorno militare diretto, politicamente sensibile in Madagascar.
La Francia deve proteggere Mayotte, Réunion e le Isole Sparse, oltre alle vaste zone economiche esclusive collegate ai suoi territori. Diego-Suarez completerebbe idealmente questa presenza, offrendo un punto logistico vicino all’Africa orientale e alle rotte del Canale di Mozambico.
Esiste tuttavia una contraddizione politica. Il Madagascar rivendica le Isole Sparse amministrate da Parigi. Un accesso privilegiato francese al porto potrebbe quindi essere interpretato come una nuova forma di subordinazione, soprattutto se accompagnato da accordi militari poco trasparenti.
La competizione con la Russia
Il progetto è diventato ancora più significativo dopo la caduta di Andry Rajoelina e l’ascesa del colonnello Michaël Randrianirina. La Russia ha rafforzato rapidamente i propri rapporti con la nuova dirigenza, fornendo addestramento, equipaggiamenti e protezione attraverso personale riconducibile all’Africa Corps.
Delegazioni russe hanno manifestato interesse anche per Antsiranana e per le strutture del vecchio arsenale. Mosca potrebbe cercare non necessariamente una base permanente, costosa e politicamente esposta, ma diritti di accesso, riparazione e rifornimento. Una presenza del genere permetterebbe alla Russia di sostenere le proprie attività nell’Oceano Indiano e di minacciare indirettamente la continuità strategica fra Mayotte e Réunion.
Diego-Suarez può quindi trasformarsi in uno strumento negoziale nelle mani di Antananarivo. Il governo malgascio potrebbe utilizzare la concorrenza fra Francia e Russia per ottenere investimenti, armamenti e sostegno politico.
Cina e India osservano
La Cina non risulta direttamente associata agli studi affidati ad Artelia, ma possiede interessi commerciali, minerari e marittimi in tutta la regione. Un porto ampliato potrebbe attirare imprese cinesi per la costruzione delle opere o il finanziamento delle infrastrutture. L’esperienza di altri porti dell’Oceano Indiano mostra come una presenza inizialmente commerciale possa produrre capacità logistiche utili anche alle forze navali.
L’India, che considera l’Oceano Indiano parte essenziale della propria sicurezza, avrebbe a sua volta interesse a impedire che Diego-Suarez diventi un punto d’appoggio esclusivo cinese o russo. Madagascar potrebbe quindi adottare una politica di accesso plurimo, ricevendo investimenti e cooperazione da potenze diverse senza concedere formalmente l’esclusività a nessuna.
Tre possibili sviluppi
Lo scenario più favorevole alla Francia prevede un porto prevalentemente civile, progettato secondo norme europee e disponibile occasionalmente per le marine francesi e alleate. Un secondo scenario vedrebbe Diego-Suarez diventare un nodo sovrano aperto a più Paesi, con il Madagascar impegnato a bilanciare Francia, Russia, India e Cina.
Il terzo, più destabilizzante per Parigi, comporterebbe una crescente influenza russa sulla sicurezza del porto e sulla dirigenza malgascia. Anche senza una base dichiarata, la disponibilità di carburante, manutenzione e informazioni sulle rotte navali rappresenterebbe un successo strategico per Mosca.
La scelta di Artelia indica che la Francia conserva ancora un’importante posizione tecnica ed economica. Non garantisce però il futuro orientamento del porto. Diego-Suarez sarà uno dei luoghi in cui si misureranno l’autonomia del Madagascar e la nuova competizione militare per l’Oceano Indiano.
Riferimenti
- https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2026/05/11/in-madagascar-russia-seeks-a-new-african-stronghold_6753320_124.html
- https://www.lemonde.fr/en/opinion/article/2025/12/17/the-indian-ocean-a-new-arena-for-rivalry-between-france-and-russia_6748572_23.html
- https://www.lemonde.fr/en/international/article/2025/04/23/emmanuel-macron-s-diplomacy-in-the-indian-ocean-faces-colonial-contentions_6740532_4.html
- https://www.arteliagroup.com/project/ports-of-madagascar/
- https://www.arteliagroup.com/water/ports-specialised-terminals-and-marinas/