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Difesa

Decolla il rapporto turco-saudita e ora Riad punta al Kaan, il nuovo caccia di Ankara

Decolla il rapporto turco-saudita e ora Riad punta il nuovo caccia di Ankara. Gli scenari geopolitici e militari.

La relazione tra Turchia e Arabia Saudita è sempre più stretta e nel quadro di un rapporto politico rinsaldato dal recente viaggio di Recep Tayyip Erdogan a Riad è possibile che il regno mediorientale entri anche in alleanza per delle forniture militari strategiche con lo Stato anatolico.

Mehmet Demiroğlu, Ceo della compagnia turca della Difesa Turkish Aerospace Industries (Tai) ha sottolineato che il 2026 potrebbe essere l’anno buono per una saldatura sul caccia di quinta generazione progettato da Ankara, il Kaan, su cui il Paese guidato da Erdogan punta con forza sia per espandere le sue capacità aeronautiche sia come prodotto industriale di punta da destinare all’export.

“Il jet è stato presentato al pubblico per la prima volta nel 2023, prima di effettuare il suo primo volo di prova all’inizio del 2024. La sua produzione in serie dovrebbe iniziare nel 2028”, riporta il Daily Sabah. Su queste colonne abbiamo più volte riportato l’interesse turco per destinare all’esportazione il Kaan, assieme ai droni maggiore ritrovato dell’industria turca degli armamenti e prospettato a partner come l’Indonesia, che ha compiuto un pre-ordine di 48 unità, e l’Egitto, che partecipa al programma di sviluppo.

La deterrenza verso Israele

In prospettiva, addirittura, si era parlato di una tentazione spagnola per l’aereo qualora pensasse di sostituire l’F-35 statunitense, come del resto ponderano altri attori globali, primo fra tutti il Canada. L’interessamento saudita alza però l’asticella delle partnership che la Turchia sta costruendo. Riad è un attore detentore di importanti capitali, di una strutturata dottrina d’impiego militare palesata nelle scorse settimane dall’attacco aereo ai secessionisti del Consiglio di Transizione del Sud (Stc) yemenita, di un’integrazione strategica con il comune alleato statunitense e di interessi convergenti con Ankara su diversi dossier. Ne abbiamo dato conto su InsideOver, parlando degli scenari di crescente convergenza turco-sauditi dalla Siria e dalla Palestina fino al Corno d’Africa.

Di recente l’Arabia Saudita ha, ad esempio, firmato un patto di assistenza militare con la Somalia dove la Turchia mostra bandiera schierando caccia F-16 contro i jihadisti di Al-Shabaab e, in prospettiva, per deterrenza verso Israele, la cui vicinanza al Somaliland ha portato a riconoscerne la secessione. L’avvicinamento turco-saudita sui caccia è anche un messaggio a Tel Aviv, alleato stretto degli Emirati Arabi Uniti che da tempo accarezza la distensione coi sauditi come punto d’arrivo degli Accordi di Abramo, che la guerra in Palestina dal 2023 a oggi ha sostanzialmente congelato. Il dialogo potrebbe espandersi all’elicottero multiuso Gökbey, progettato da Tai, e aprire un nuovo fronte di una cooperazione che sta ridefinendo il Medio Oriente. Se il 2026 porterà in dote questa partnership, significativa anche per il tradizionale approccio saudita favorevole ad armamenti occidentali, sarà in particolare modo uno scacco per Israele. E una conferma del protagonismo turco sul piano geopolitico e militare.

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