Dalle auto alle componenti per Iron Dome, la svolta del sito Volkswagen di Osnabruck

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Difesa /

Il futuro del sito Volkswagen di Osnabruck guarda al settore della Difesa e, in particolar modo, a un ruolo importante di un fondo israeliano, Aurelius, e dell’azienda di difesa Rafael, produttrice dei sistemi di difesa antiaerea di Iron Dome. Lunedì Volkswagen ha annunciato il completamento dell’accordo per definire il perfezionamento del trasferimento dell’impianto, che sarà ceduto dalla casa di Wolfsburg a un consorzio formato da Aurelius, fondo israeliano specializzato in difesa e sicurezza, e dal Land della Bassa Sassonia. Un nuovo assetto con in campo due attori che, come ha ricordato la casa sul suo sito ufficiale in un comunicato, progetteranno la trasformazione del sito in “un centro di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa”. La partnership con Rafael, che il gruppo ha confermato con un comunicato, dovrebbe dare il calcio d’inizio alla nuova era del sito di Osnabruck, operativo dagli inizi del Novecento e in cui dal 2024 la Volkswagen ha annunciato che la produzione sarebbe gradualmente cessata.

“Il perfezionamento dell’operazione è soggetto agli accordi definitivi, alle necessarie approvazioni da parte degli organi societari competenti e alle verifiche normative”, spiega il comunicato ufficiale Volkswagen. Se si concretizzeranno questi passaggi, quando il sito avrà cessato di produrre i modelli oggi sfornati, si avvierà la riconversione sotto la nuova entità che vedrà attori importanti in gioco. Inizialmente alcune ipotesi per l’accordo sembravano parlare di una partnership diretta tra Volkswagen e Rafael, che non si sarebbe potuta concretizzare per l’opposizione alla collaborazione della Qatar Investment Authority, fondo sovrano di Doha che detiene il 17% dei diritti di voto e il 10,4 delle quote di Volkswagen.

La Bassa Sassonia e Aurelius in campo

L’intesa finale vede dunque protagonista il Land della Bassa Sassonia è, con l’11,8% del capitale e il 20% dei diritti di voti, il secondo azionista di Volkswagen, che nel territorio con capoluogo Hannover ha il suo quartier generale e un importante cuore produttivo. L’autorità di Hannover ha tutto l’interesse alla continuità di un sito che garantisce posti di lavoro ad alto tasso di competenze nel ramo manifatturiero ed ha contribuito a delineare il futuro dell’impianto. Almeno 1.200 posti di lavoro saranno sicuramente riassorbiti nel nuovo corso dell’impianto, nota AutoNext, che aggiunge un dato importante sul deal: “lo Stato è ora azionista del venditore e comproprietario dell’acquirente. Il Qatar potrebbe impedire a Volkswagen di armare uno dei suoi stabilimenti. Non può però impedire allo Stato tedesco, che detiene una quota di Volkswagen, di acquistare lo stabilimento per intero”.

Ora il Land resterà in gioco in un consorzio che avrà come socio di maggioranza Aurelius, fondo che ha un core business nel sostegno agli investimenti nella difesa e nella sicurezza e che è sceso nell’ultimo anno in campo in maniera notevole. Parliamo di un fondo co-fondato dai finanzieri Alon Lifshitz e Tomer Jacob, tra i cui soci appaiono molti i generali di divisione Amir Eshel, già a capo dell’Israel Air Force dal 2012 al 2017, e Lior Carmeli, già a capo della Direzione C4I e Cyberdifesa dell’Idf, oltre che l’ex vicedirettore del Mossad Ehud Lavie, 37 anni nei servizi segreti, e nel cui team figura come consulente strategico l’ammiraglio Michael Rogers, ex direttore della National Security Agency e del comando cibernetico degli Usa (2014-2018).

Partnership con Rafael sulle componenti per Iron Dome

Questa la struttura che opererà, dunque, nel contesto del nuovo corso industriale di Osnabruck e stando alle prospettive annunciate nel giorno dell’accordo potrebbe operare avviando la cooperazione con Rafael per produrre apparati del sistema Iron Dome per un mercato che potrebbe riguardare anche la stessa Germania e l’Europa. Il Jerusalem Post riporta che, se l’accordo definitivo si concretizzerà, “secondo alcune indiscrezioni, Volkswagen lascerà il sito nella seconda metà del 2027 e, sebbene il missile intercettore Tamir del sistema Iron Dome non verrà prodotto lì, vi saranno invece realizzati veicoli militari, lanciatori, generatori e altre attrezzature”. Un passaggio che rappresenterebbe sia un passaggio importante per il piano di ristrutturazione industriale di Volkswagen sia un passo in avanti della cooperazione militare e strategica tra Germania e Israele, che sul campo dell’antiaerea ha mostrato di aver spazi di sviluppo in occasione della dotazione, da parte tedesca, del sistema Arrow 3. E sembra destinato a consolidarsi ulteriormente.

Fonti