Russia e Stati Uniti hanno perso due bombardieri strategici in una giornata nera per questi possenti velivoli che ospitano ancora equipaggi numerosi. Un Tu-22 russo e un B-52 americano sono andati distrutti in fase di atterraggio e decollo nelle rispettive basi, non lasciando scampo, almeno nel secondo caso, all’equipaggio di 8 tra piloti e avieri. Nell’ultimo anno si sono moltiplicati gli incidenti che hanno coinvolto velivoli militari. Complici, probabilmente, le esercitazioni e le operazioni militari in forte aumento.
Nella giornata di lunedì 15 giugno un bombardiere a geometria variabile russo Tupolev Tu-22M3, nome in codice Nato Backfire-C, si è schiantato al suolo durante una manovra di avvicinamento alla pista di atterraggio della base di Belaya, nella Oblast di Irkutsk, Siberia sudorientale. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa di Mosca, il bombardiere Tu-22, considerato una componente chiave della flotta aerea a lungo raggio, ampiamente utilizzato nella guerra contro l’Ucraina per lanciare missili di precisione contro obiettivi terrestri, stava conducendo un volo di addestramento di routine, e l’equipaggio, composto da tre persone, sarebbe sopravvissuto all’incidente, nonostante i video diffusi sulle principali piattaforme social non mostrino l’apertura di alcun paracadute.
Un destino diverso da quello dell’equipaggio del bombardiere strategico statunitense B-52H Stratofortress che si è schiantato in fase di decollo ai margini della pista della base Edwards, in California. A bordo del gigantesco quadrigetto c’erano 8 persone, tre in più dell’equipaggio standard del bombardiere pesante che è tornato recentemente in azione nei cieli del Medio Oriente, dove ha lanciato importanti strike attraverso l’impiego di armi stand-off contro obiettivi militari in Iran nel corso dell’operazione Epic Fury. Secondo le prime analisi è improbabile che alcun membro dell’equipaggio sia sopravvissuto.
Negli ultimi mesi gli incidenti aerei sono aumentati drasticamente. Gli Stati Uniti hanno perso 5 velivoli F/A-18 Hornet e EA-18 Growler al di fuori di missioni militari. L’ultimo, un F-18 dei Marines che si è schiantato in un bosco dello stato di Washington, è caduto proprio ieri. In questo caso il pilota è riuscito ad eiettarsi correttamente ed è sopravvissuto. Queste perdite si aggiungono al bollettino di guerra che tra casi di fuoco amico, incidenti e abbattimenti ha visto perdere alle forze aeree statunitensi ben 12 aerei con equipaggio e 6 elicotteri nella guerra con l’Iran che si spera essere giunta al termine con la firma dei negoziati. Per la parte russa la perdita del Tu-22 si aggiunge a una lunga lista di incidenti che non hanno a che fare con le missioni di combattimento e che, secondo gli analisti, avrebbero a che fare con una flotta di bombardieri decisamente “obsoleta”. Ciò che si può notare, in attesa della chiusura delle indagini su molti degli incidenti che stanno coinvolgendo sempre più frequentemente aerei militari in America, Russia, ma anche in altre parti del mondo, è che l’aumento delle tensioni internazionali, la quantità di voli di routine, esercitazione e, infine, operativi in missioni di combattimento, sta mettendo alla prova flotte sempre più attempate e piloti che si trovano a volare con sempre maggiore frequenza.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

