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Difesa

Cuba, le stazioni di spionaggio cinesi che preoccupano gli USA

A Cuba negli ultimi anni sono proliferate antenne per lo spionaggio dei segnali, e tutti gli indizi portano alla Cina.
Cina partito

La Repubblica Popolare Cinese (RPC) viene definita dagli Stati Uniti, nei documenti ufficiali della Difesa, come “sfida incalzante”: un eufemismo, dettato da considerazioni politiche legate alla interdipendenza economica tra le due nazioni, per non definirla “avversario”. La minaccia cinese agli interessi nazionali statunitensi è multiforme, e dal punto di vista militare Pechino da tempo ha gettato il guanto della sfida a Washington, nella consapevolezza di dover essere una potenza militare globale per potersi contrapporre e riuscire vincente – o almeno avere efficaci capacità di deterrenza – in caso dello scoppio di un conflitto in cui gli USA verrebbero coinvolti in qualche modo (diretto o indiretto).

Tra le minacce portate agli Stati Uniti, quella dell’intelligence da anni sta assumendo sempre più importanza e un caso emblematico della crescita delle capacità cinesi è rappresentato da Cuba. Nell’isola caraibica situata a poca distanza dagli Stati Uniti, infatti, sono presenti installazioni di raccolta dati di intelligence cinesi che si stanno ingrandendo e aumentano in numero. La vicinanza al Sud degli USA rende Cuba una postazione privilegiata per la raccolta di segnali di intelligence (SIGINT): situata a meno di 100 miglia a Sud della Florida, l’isola è ben posizionata per tenere d’occhio comunicazioni e attività sensibili, comprese quelle delle forze armate statunitensi in quanto la costa Sud-orientale degli Stati Uniti è piena di basi militari, quartier generali, centri di lancio spaziali e siti di test militari. Per Pechino, avere capacità SIGINT a Cuba apre una finestra di intelligence significativa inaccessibile dall’interno del territorio cinese.

Immagini satellitari e altre informazioni non classificate forniscono il panorama di quello che sta succedendo a Cuba, dove sono state osservate una dozzina di strutture che dispongono di apparecchiature in grado di raccogliere dati SIGINT. Alcune di esse sono vecchie di decenni ma sembrano essere state sottoposte ad aggiornamenti negli ultimi anni, mentre altre si sono materializzate solo di recente.

Sappiamo che l’intelligence dei segnali e delle comunicazioni (COMINT) è fondamentale per lo spionaggio delle attività militari e non di un Paese: i cavi sottomarini, come sappiamo, possono essere “spiati” sfruttando l’enorme massa di dati che vi transita, e rappresentano un anello debole delle comunicazioni in quanto possono essere facilmente tranciati. Ma i metodi tradizionali di raccolta e decifrazione dei segnali trasmessi nello spettro delle radiofrequenze continuano a essere una parte fondamentale dello spionaggio.

Vicino a L’Avana, a Bejucal, si trova il più grande sito SIGINT cubano attivo con una grande e varia quantità di antenne, di cui diverse comparse di recente. Il sito ha visto importanti lavori, concernenti la costruzione di nuovi ingressi sotterranei, tra il 2010 e il 2019 e sebbene non si sappia esattamente il tipo di attività svolta, la sua posizione e le caratteristiche degli strumenti osservati potrebbero consentire alla base di tracciare i satelliti e intercettare le loro comunicazioni downlink. Dall’altra parte dell’isola c’è un nuovo sito SIGINT che in precedenza non era stato segnalato: immagini satellitari di marzo 2024 rivelano che a Est della città di Santiago de Cuba è in costruzione un grande CDAA (Circularly Disposed Antenna Array) dal 2021con un diametro di 130-200 metri, e questa struttura potrebbe essere in grado di rilevare segnali da 3.000 a 8.000 miglia nautiche di distanza, una volta operativa.

A meno di 10 km a nord di Bejucal si trova una struttura più piccola nota come Wajay. Qui la struttura si è gradualmente ampliata negli ultimi 20 anni, passando da una sola antenna e diversi piccoli edifici nel 2002 a un’architettura complessa che oggi ospita 12 antenne di varie dimensioni e orientamenti, importanti strutture operative e di supporto e persino una piccola fattoria solare, che offrirebbe una continuità di fornitura elettrica. La presenza di alberi e attività agricole, una caratteristica riscontrata in altri siti SIGINT, indica l’intento di mascherare il vero scopo del sito. Insieme a Bejucal e Wajay, la struttura di Calabazar rappresenta il terzo sito SIGINT attivo principale alla periferia dell’Avana. Qui sono presenti antenne paraboliche, verticali e orizzontali, che probabilmente raccolgono informazioni variegate e come a Bejucal, sembrano essere principalmente orientate verso sud, potenzialmente per captare le trasmissioni da satelliti in orbita geosincrona sull’equatore. I cambiamenti nel numero e nell’orientamento delle antenne, tuttavia, mostrano che Calabazar sta diversificando l’intelligence che raccoglie.

Singolare che, per un Paese che non ha satelliti in orbita, negli ultimi anni ci sia stato un proliferare sull’isola di antenne per il monitoraggio spaziale.

Anche se la RPC avesse un accesso limitato a queste apparecchiature, esse fornirebbero una capacità molto maggiore di monitorare gli assetti spaziali avversari e comunicare coi propri che passano dall’altra parte del globo. Come gli Stati Uniti, la Russia e l’Europa, la Repubblica Popolare Cinese gestisce una rete globale di stazioni di terra da cui può condurre telemetria, monitoraggio e comando sui propri satelliti e veicoli spaziali ma nessuna di esse è presente in Nord America, e Cuba potrebbe colmare questa lacuna.

Gli storici rapporti tra Pechino e L’Avana, che si sono stretti negli ultimi anni per via della crisi economica a Cuba, hanno portato maggiori investimenti cinesi nell’isola, pertanto la RPC potrebbe avere ottenuto in cambio l’installazione e l’utilizzo di stazioni SIGINT e cominciare una cooperazione coi servizi di intelligence locali anche in altri campi, come quello dell’HUMINT e delle attività di guerra con strumenti a energia diretta nel campo delle radiofrequenze o delle microonde.

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