Così si sviluppa il commercio di armi tra Kim e Putin

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Difesa /

Milioni di proiettili, forniture militari e miliardi di dollari stanno fluendo lungo l’asse Pyongyang-Mosca. Le intelligence di Corea del Sud e Stati Uniti continuano ad accusare la Corea del Nord di inviare materiale bellico alla Russia – che quest’ultima utilizzerebbe nel conflitto ucraino – in cambio di soldi, cibo, beni di prima necessità e know how tecnologico.

Anche se le autorità nordcoreane hanno più volte smentito la notizia, da Seoul emergono nuovi particolari che confermerebbero la consegna di armi da parte di Kim Jong Un all’indirizzo di Vladimir Putin. Il ministro della Difesa sudcoreano, Shin Won-sik, ha parlato di 6.700 container finiti nelle mani del Cremlino, ciascuno dei quali contenente circa 3milioni di proiettili di artiglieria da 152 mm o 500.000 proiettili di artiglieria da 122 mm.

Come avverrebbe questo presunto trasporto? Immagini satellitari hanno mostrato porti e rotte particolarmente battute dai due Paesi. Attenzione però, perché come spiegato dal sito Nk News, la Russia ha smesso di utilizzare uno scalo marittimo militare nel suo presunto commercio di armi con la Corea del Nord a favore di un porto commerciale, in quello che sembrerebbe essere uno sforzo volto a convincere gli osservatori sul fatto che il suo commercio con il vicino di casa non sia di natura militare.

Navi, rotte, porti

Le immagini satellitari di Planet Labs mostrano che le navi russe accusate di trasferire armi al Cremlino dal porto nordcoreano di Rason hanno smesso di utilizzare un sito marittimo militare situato a Dunay, a est di Vladivostok, alla fine di dicembre.

Le quattro imbarcazioni della Federazione Russa collegate all’ipotetica operazione di commercio di armi – Lady R Angara Maia-1 e Maria – si sono spostate tra Rason e Vostochny Port. In realtà i suddetti mezzi avrebbero iniziato a utilizzare quest’ultimo scalo a partire dal 2 ottobre, ma nel frattempo avrebbero continuato anche ad attraccare a Dunay per trasferire i container accanto alle navi da guerra russe, almeno fino alla visita finale della nave mercantile russa Angara, avvenuta tra il 17 e il 21 dicembre.

Sia chiaro: le analisi open source non hanno ancora individuato prove ufficiali di specifici container spostati da Rason a Dunay o Vostochny, e da qui a Tikhoretsk e verso altri depositi di armi russi vicini al confine ucraino. Ciò nonostante, le prove di proiettili e missili di artiglieria made in North Korea rinvenuti in Ucraina significano che le armi di Kim stanno arrivando in qualche modo in prima linea.

La via terrestre delle armi

A questo proposito c’è chi sostiene che le spedizioni militari dal Nord alla Russia possano esser state sospese a causa di fantomatici problemi di produzione di Pyongyang, o per via di altre difficoltà logistiche. Molto più presumibilmente è possibile che le armi vengano trasferite sul territorio russo per via aerea o ferroviaria attraverso il confine condiviso tra i due Paesi. Da escludere, invece, l’ipotesi che Mosca si affidi alla ricezione del materiale bellico – altamente sensibile e pericoloso – puntando sul porto commerciale di Vostochny.

In ogni caso, una volta consegnate alla Russia, ha scritto il think tank Beyond Parallel, le munizioni nordcoreane verrebbero spostate verso ovest, molto probabilmente tramite ferrovia, e distribuite in almeno tre diverse località: Tikhoretsk, Mozdok e Yegorlykskaya.

Questi impianti di stoccaggio strategico, situati ad almeno 400 chilometri dal confine con l’Ucraina, sarebbero in grado di supportare senza dubbio le strutture di munizioni più vicini al fronte, che a loro volta supporterebbero siti di stoccaggio ancora più vicini all’epicentro delle tensioni. In attesa di ulteriori, eventuali prove, la partnership tra Kim e Putin sembrerebbe diventare sempre più solida e concreta.