Così l’Aeronautica militare Usa vuole trasformare i droni in piattaforme per la guerra elettronica

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Ci sono delle novità sul fronte delle capacità modulari di attacco elettromagnetico aereo, e lo dimostrano i test effettuati dell’Aeronautica Militare statunitense, che attraverso un hardware versatile e un software di supporto, possono condurre un attacco EA da piattaforme più piccole, come i droni, consentendo una rete di “effetti elettromagnetici” connessi sul campo di battaglia e garantendosi un vantaggio nello scenario di confronto che interesserà maggiormente i conflitti del futuro.

BAE Systems ha mostrato con successo queste nuove capacità di attacco elettromagnetico (EA) su larga scala nel corso di diversi sessioni di test, utilizzando la versione modulare del proprio hardware ad alte prestazioni, un componente progettato per neutralizzare le difese aeree avversarie e interromperne l’uso dello spettro elettromagnetico che gli permette di coordinare le forze schierate sul campo di battaglia. In questo modo, sistemi su piccola scala consentono agli attaccanti, in questo caso l’US Air Force, di generare effetti elettromagnetici “di massa” da più piattaforme con differenti capacità di missione. Dato che, come sappiamo, la componente per la guerra elettronica e per il dominio, che contempla lo scontro e la superiorità per il controllo dello spettro elettromagnetico, comprende diversi tipo di piattaforme, tra le quali annoveriamo anche l’EA-37 Compass Call. Di cui abbiamo già trattato in precedenza, e sul quale torneremo.

Droni da attacco elettromagnetico

La dimostrazione di BAE, è stata condotta in collaborazione con l’Aeronautica Militare statunitense e altre organizzazioni, ci riporta la fonte diretta, impiegando il prototipo del sistema in un pod d’arma installato su un velivolo di prova rappresentativo di un UAV di Gruppo 4 o 5.

Il successo riscontrato nei test ha evidenziato la capacità di BAE Systems di prototipare rapidamente un sistema EA compatto ma potente, basato su un collaudato software anti-C5ISRT – dove l’acronimo sta per Comando, Controllo, Comunicazioni, Elaborazione, Cyber, Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione e Rargeting – inclusa un’applicazione software di terze parti.

Stiamo dimostrando alle forze armate che possiamo ridimensionare il nostro hardware EA ad alte prestazioni e adattarlo a nodi più piccoli della rete”, ha affermato Rory Duddy, direttore del programma per l’Attacco Elettromagnetico Modulare presso BAE Systems. “Stiamo innovando per offrire un mix conveniente di capacità eccellenti e accessibili che interagiscono tra loro per garantire un effetto discriminante sul campo di battaglia.” Il sistema EA configurabile utilizza i componenti fondamentali dei collaudati sistemi d’arma EA aviotrasportati ad alta potenza di BAE Systems, sviluppati per la missione anti-C5ISRT. L’architettura modulare consente di offrire capacità EA a costi contenuti in un pacchetto pronto per la dimostrazione su piattaforme di dimensioni ridotte, abilitando una rete distribuita di capacità elettromagnetiche.

Un sistema flessibile

Il sistema offre ai combattenti la flessibilità di fornire in modo indipendente effetti anti-C5ISRT selezionati oppure di integrare le capacità a spettro completo del velivolo da attacco elettromagnetico EA-37B dell’Aeronautica Militare statunitense. Configurabile in base ai vincoli di dimensioni, peso e potenza delle diverse piattaforme e agli effetti di missione richiesti, il sistema può essere installato in un pod d’arma oppure adattato per velivoli collaborativi, UAV, piattaforme ad ala rotante, veicoli terrestri, navi di superficie e stazioni d’arma. Questo approccio consente di incrementare in modo economicamente sostenibile la capacità anti-C5ISRT e la simultaneità degli effetti, sia per le forze statunitensi sia per quelle alleate.

I sistemi di missione EA di BAE Systems si basano su hardware ad architettura aperta, radio definite dal software e sulle più avanzate applicazioni e tecniche di guerra elettronica. L’architettura consente aggiornamenti rapidi sia hardware sia software e un veloce inserimento di nuove capacità, comprese applicazioni di terze parti, per contrastare minacce in continua evoluzione.

L’architettura modulare del sistema EA è inoltre allineata agli standard Big Iron, conforme allo standard SOSA (Software Open Systems Architecture) e integra tecnologie commerciali ad alte prestazioni per migliorarne l’accessibilità economica.

In un contesto operativo in cui il dominio dello spettro elettromagnetico è sempre più decisivo, la possibilità di distribuire capacità EA scalabili e interconnesse su piattaforme eterogenee rappresenta un moltiplicatore di forza significativo, destinato a incidere profondamente sulle future dottrine di guerra elettronica.

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