Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Ne L’Arte della guerra, Sun Tzu dedica un intero capitolo ai terreni nei quali due o più eserciti possono ritrovarsi a combattere tra loro. Nello specifico, il generale e filosofo cinese individua nove tipologie di terreno – di disunione, facile, conteso, aperto, di intersezione, pericoloso, difficile, chiuso, di morte – ognuna delle quali dotata di specifiche particolarità. Vantaggi e svantaggi da studiare, analizzare, capire e, soprattutto, sfruttare per avere la meglio sul nemico.

Proprio come stanno facendo gli Stati Uniti in vista del futuro, quando potrebbe (il condizionale è d’obbligo) rendersi necessario affrontare un braccio di ferro militare in uno degli impervi scenari dello scacchiere dell’Indo-Pacifico.

Lo scorso marzo, il New York Times scriveva che i Marines Usa si stavano preparando ad affrontare un combattimento tipo in una fantomatica isola del Pacifico, effettuando un’esercitazione di una decina di giorni nel sud della California, dove una serie di basi militari svolgeva il ruolo di una catena di isole. La struttura di Twentynine Palms offre infatti circa 1.200 miglia quadrate per l’addestramento statunitense, più di tutte le altre basi di addestramento del corpo dei Marines messe insieme.

In un contesto del genere, le forze americane hanno la possibilità di testare i concetti di combattimento dei quali il Pentagono potrebbe un giorno aver bisogno in una battaglia contro la Cina.

L’addestramento dei Marine

Nelle suddette esercitazioni, i protagonisti principali erano gli uomini del Third Marine Littoral Regiment (Mlr), di stanza alle Hawaii. La squadra in questione è stata creata da Washington per combattere sulle isole e lungo le coste. Ha ricevuto attrezzature speciali e la libertà di innovare, ovvero sviluppare nuove tattiche per conseguire una priorità assoluta: capire come combattere una guerra contro le forze cinesi nell’Indo-Pacifico – il cortile di casa di Pechino – e vincere.

Nei prossimi due anni, la nuova unità avrà un programma pressoché incessante, con circa quattro o cinque volte più esercitazioni della maggior parte degli altri reggimenti di fanteria. Il test più recente è stato nelle Filippine, ad aprile, per le esercitazioni annuali Balikatan.

In generale, i marines prevedono un campo di battaglia futuro molto diverso da quelli delle guerre post 11 settembre. Oggi, i satelliti spia nemici e civili volano allo stesso modo in cielo, e chiunque accenda una piccola radio o un cellulare può essere preso di mira con razzi e missili a lungo raggio. Basti pensare che 20 anni fa, i marines di fanteria sul campo chiamavano i loro comandanti via radio ogni ora, e che adottare un approccio del genere è adesso impensabile.

La preparazione degli Usa

Con il deterioramento delle relazioni fra Stati Uniti e Cina, per Washington prepararsi per un potenziale futuro conflitto nelle catene di isole del Pacifico è sempre più importante. I marine del 3° Mlr possono fungere da osservatori che trasmettono la posizione delle forze nemiche agli aerei da guerra, alle navi o ai sottomarini americani Usa. Stanno imparando a prendere confidenza con il posizionamento dei sensori di rete che monitorano le fluttuazioni nello spazio elettromagnetico per trovare truppe nemiche e apportando ulteriori aggiornamenti al loro modus operandi.

Come ha spiegato Defense News, Il 3° Mlr è un’unità creata nell’ambito dello sforzo di modernizzazione Force Design 2030, e ha lo scopo di realizzare il nuovo concetto operativo delle forze di supporto, secondo cui le piccole unità del corpo dei Marines degli Stati Uniti si uniscano agli alleati nella cosiddetta prima catena di isole (che si estende dalle isole giapponesi del Mar Cinese Orientale attraverso le Filippine). 

Insomma, il Pentagono non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparato di fronte ad ipotetici scenari di crisi nel continente asiatico. È per questo che, pensando all’Indo-Pacifico, gli Usa punteranno sempre di più sui Marines. 

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto