Vuoi diventare giornalista d'inchiesta?
ULTIMI POSTI

Difficilmente Taiwan potrebbe resistere ad un confronto militare convenzionale contro la Cina. È per questo motivo che Taipei, con il decisivo supporto degli Stati Uniti, ha scelto di basare la difesa del proprio territorio nazionale – per capirsi: meno esteso dei Paesi Bassi – puntando su una raffinata strategia difensiva e di prevenzione della minaccia.

C’è chi ha l’ha definita “strategia del porcospino”, alludendo al fatto che un porcospino, nel mondo animale, non deve necessariamente essere più grande o più forte di un predatore. Per difendersi, e respingere l’eventuale aggressione, il piccolo animaletto ha semplicemente bisogno di tanti aculei affilati. Trasfigurando la metafora a Taiwan, significa che quella che la Cina considera “provincia ribelle” preferisce investire su armi leggere ed economiche, da installare attorno alle sue coste, anziché acquistare strumenti ingombranti, facili da colpire per i nemici e difficili da nascondere, come carri armati e sottomarini.

Il governo taiwanese, pur orientandosi ormai verso una guerra asimmetrica, sta continuando, di tanto in tanto, ad impiegare strategie tradizionali. Ad esempio, i caccia dell’aeronautica di Taiwan hanno ormai una routine ben consolidata. Ogniqualvolta gli aerei di Pechino si avvicinano alla famigerata linea mediana, equidistante da entrambi i lati dello Stretto di Taiwan, i velivoli taiwanesi decollano in fretta e furia per respingere i nemici, rimandandoli sulla terraferma.

Tuttavia, rendere la cattura dolorosa al punto da scoraggiare il predatore a fare qualsiasi mossa, può risultare più efficiente e meno pericoloso. Anche perché il divario tra le due forze armate, cinese e taiwanese, si sta allargando a vista d’occhio. “Stiamo cercando di capire quali lezioni possiamo imparare dalla guerra in Ucraina per difenderci”, ha recentemente osservato il ministro degli Esteri taiwanese, Joseph Wu, in un’intervista alla Cnn. La capacità di resistere degli ucraini di fronte a un avversario più potente, la Russia, sembra aver definitivamente convinto Taipei dei vantaggi insiti nel concetto di guerra asimmetrica. In altre parole, l’isola ha intenzione di sviluppare capacità di combattimento tali da poter infliggere perdite significative ai rivali a costi inferiori del normale.



L’importanza della guerra asimmetrica

Il Pentagono, insieme al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e al resto del governo Usa, deve è impegnato a sviluppare una strategia asimmetrica e meglio integrata per proteggere Taiwan. Il Taiwan Policy Act del 2022, scritto dai senatori statunitensi Bob Menendez e Lindsey Graham, è stato approvato dalla commissione per le relazioni estere del Senato lo scorso 14 settembre. “Stiamo riducendo in modo accurato e strategico le minacce esistenziali che deve affrontare Taiwan, aumentando il costo della presa dell’isola con la forza, in modo che questo diventi (per la Cina ndr) un rischio troppo alto e irraggiungibile”, ha puntualizzato il senatore Menendez per spiegare la strategia di Washington.

Ecco, dunque, le armi asimmetriche che dovrebbero essere acquistate da Taipei per far fronte alla guerra asimmetrica contro Pechino. Per quanto riguarda i sistemi di difesa missilistica, Taiwan si starebbe concentrando sullo sviluppo di missili (si parla del supersonico Yun Feng e sul subsonico Hsiung Feng IIE) che possono essere lanciati da aerei o da terra per attaccare la terraferma nemica. Gli Stati Uniti potrebbero invece offrire il missile balistico tattico ATACMS e i lanciatori HIMARS. Ricordiamo che la portata di 300 chilometri dell’HIMARS consentirebbe alle forze taiwanesi di mettere in pericolo i bersagli dell’esercito cinese sul tratto di costa opposto all’isola.

Gli Stati Uniti cercheranno anche di fornire alla nazione insulare sistemi di difesa aerea e missilistica integrati. Taiwan ha recentemente firmato un contratto da 83 milioni di dollari con l’American Institute di Taiwan per aggiornare i suoi standard Patriot Advanced Capability 2 (PAC-2) e PAC-3 Guided Enhancement Missiles (GEM) con missili dotati di un raggio più lungo (con due diversi tipi di missili, il PAC 3 GEM può intercettare missili balistici a una distanza di 600 chilometri). Non possono mancare nella lista missili da crociera antinave, missili da crociera da attacco terrestre e sistemi di difesa costiera, essenziali per eliminare la forza militare cinese.

Gli Stati Uniti hanno già approvato una potenziale vendita di 1,1 miliardi di dollari di equipaggiamento militare a Taiwan, inclusi 60 missili anti-nave. La transazione comprende missili Sidewinder, che possono essere utilizzati per operazioni aria-aria e di superficie, missili anti-nave Harpoon e supporto per il programma radar di sorveglianza di Taiwan. Taipei investirà inoltre sui posamine, al fine di impiegare una gamma di moderne mine per respingere le navi cinesi, armi anti-corazza e sistemi di droni.



Alla ricerca dell’equilibrio

Le recenti esercitazioni militari cinesi hanno in realtà mostrato che Taiwan non può fare affidamento solo su una guerra asimmetrica per scoraggiare un ipotetico attacco di Pechino. Taipei deve piuttosto trovare un equilibrio tra il dispiegamento di armi militari convenzionali e lo sviluppo di strategie e tattiche per affrontare diversi tipi di guerra. La Marina taiwanese si è concentrata sullo sviluppo di piccole navi, come la corvetta di classe Tuo Chian, ma, in occasione delle citate dimostrazioni di forza del Dragone, è apparso evidente come il tonnellaggio delle navi dell’isola fossero molto inferiore rispetto quello della Cina.

Alcuni esperti hanno sostengono che, se l’esercito cinese dovesse continuare ad usare la sua Marina e l’Aeronautica Militare per fare pressione su Taiwan, la Marina taiwanese avrà bisogno di navi di medio e grande tonnellaggio per contrastare efficacemente la minaccia e proteggere la potenza marittima di Taiwan e le linee di comunicazione in mare, sviluppando allo stesso tempo capacità di combattimento asimmetriche. In ogni caso, Taiwan non intende tornare al vecchio modo di pensare incentrato sulla costruzione di sistemi d’arma su larga scala, o sull’adozione esclusiva di operazioni asimmetriche, ma piuttosto adottare una strategia equilibrata per affrontare diverse forme di guerra.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.