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Difesa /

Tra sabato 11 settembre e domenica 12, la Corea del Nord ha effettuato almeno un test di un nuovo missile da crociera, ma la notizia è stata data soltanto nella mattinata di lunedì 13. Il test (o i test) ha riguardato un vettore “di nuovo tipo, a lungo raggio” e rappresentano i primi lanci missilistici nordcoreani da marzo, quando sono stati testati due missili balistici a corto raggio.

L’agenzia di stampa nordcoreana ha affermato che il nuovo missile, definito “un’arma strategica di grande importanza”, ha viaggiato per quasi due ore effettuando una traiettoria a 8 sul territorio e sul mare della Corea del Nord, colpendo infine obiettivi a 1500 chilometri di distanza. Vipin Narang, un professore del Massachusetts Institute of Technology specializzato in strategia nucleare, ha affermato che i nuovi vettori “possono volare bassi e manovrare, e potrebbero essere molto difficili da intercettare da parte delle difese aeree e missilistiche”.

Il comando indopacifico delle forze armate statunitensi (Indopacom) ha detto di essere “a conoscenza dei rapporti” dei lanci, ma non ha confermato di averli tracciati, aggiungendo che avrebbe “continuato a monitorare la situazione” e si stava “consultando da vicino” con alleati e partner. “Questa attività evidenzia la continua attenzione della Rpdc nello sviluppo del suo programma militare e la minaccia che rappresenta per i suoi vicini e la comunità internazionale”, ha affermato il comando Usa, concludendo che “l’impegno degli Stati Uniti per la difesa della Repubblica di Corea e del Giappone rimane ferreo”.

Si ritiene che i nuovi missili siano dotati di capacità nucleare anche se alcuni esperti hanno affermato che sono necessarie ulteriori analisi. Il missile, che era stato sviluppato negli ultimi due anni, è un elemento chiave di un piano quinquennale di sviluppo della difesa che è stato delineato nell’ultimo congresso del partito di governo a gennaio.

Secondo il media nordcoreano Kcna il test ha fornito il “significato strategico di possedere un altro mezzo di deterrenza efficace per garantire in modo più affidabile la sicurezza del nostro Stato e contenere fortemente le manovre militari delle forze ostili”, riferendosi alle esercitazioni congiunte tra Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone che si tengono nell’area del Pacifico Occidentale.

Kcna ha aggiunto che “test dettagliati di parti di missili, di spinta del motore a terra, di volo, del sistema di controllo e guida, test di potenza della testata, sono stati condotti con successo”.

A differenza dei missili balistici che hanno una traiettoria parabolica esoatmosferica, i missili da crociera come quelli lanciati dalla Corea del Nord durante il fine settimana rimangono nell’atmosfera per tutta la durata dei loro voli. Questi vettori sono azionati da motori a reazione e, grazie alla propulsione costante e alle superfici alari, sono più manovrabili dei missili balistici, sebbene in genere siano anche più lenti delle loro controparti balistiche, fatta esclusione, ovviamente, per quelli ipersonici recentemente messi a punto dalla Russia.

Sebbene a Pyongyang sia vietato condurre test riguardanti missili balistici in base alle risoluzioni delle Nazioni Unite, quelle stesse restrizioni non si applicano al suo programma di missili da crociera, che è relativamente nuovo. La Corea del Nord ne ha infatti in servizio, sino a oggi, solo due: il Kn-01, versione nordcoreana del missile antinave sovietico P-15 “Termit” (SS-N-1 “Styx” in codice Nato) anche conosciuto nella sua variante cinese CSS-C-2 “Silkworm”; e il Kumsong-3 o Kn-19.

Il Kn-01 è un missile a propellente liquido con booster a combustibile solido ed ha una gittata di 110/160 chilometri, sebbene alcuni analisti ritengano che la versione di Pyongyang sia migliorata ed in grado di raggiungere i 300 chilometri. Ha una testata bellica singola da 500 chilogrammi di esplosivo del tipo He ed è lungo 7,36 metri per 760 mm di diametro. Risulta essere in servizio dal 1994. Il Kn-19 risulta essere la derivazione locale del missile russo Kh-35 e non è chiaro come la Corea del Nord sia riuscita ad entrarne in possesso: alcune fonti ritengono attraverso il Myanmar, altre attraverso la Russia stessa. Il missile è spinto da un motore turbofan con booster a propellente solido ed ha una gittata massima compresa tra i 130 e i 250 chilometri. È disponibile nella versione imbarcata e terrestre montata su veicolo cingolato ed ha fatto la sua prima apparizione in un video di propaganda nel giugno del 2014. Questo missile ha capacità “sea skimming” ed è lungo 4,4 metri per un diametro di 420 mm. Sembrerebbe dotato di guida radar attiva e di Ir per la fase terminale.

Non esiste ancora designazione ufficiale del nuovo missile da crociera testato nel fine settimana, ma dalle immagini che ci sono giunte attraverso i canali ufficiali nordcoreani, possiamo provare a fare un’analisi delle sue caratteristiche. Innanzitutto il veicolo di lancio è qualcosa di già visto: nella parata militare di ottobre 2020 era sfilato sollevando dubbi sul sistema missilistico trasportato. Si poteva notare, infatti, che nei cinque tubi di lancio (aperti) del veicolo ruotato a quattro assi, era presente un missile che però sembrava essere un simulacro, per via della mancanza di connessioni col sistema di lancio e per lo spessore sottile degli stessi tubi, poco adatti per un lancio di un vettore balistico. Si pensava che fossero per i Kn-25, dei razzi campali da 300 millimetri, ma con oggi sappiamo che il veicolo è stato sviluppato per il nuovo missile da crociera.

La fotografia del lancio, oltre a farci apprezzare il booster e la presa d’aria del motore del volo di crociera, ci mostra un piccolo dettaglio: un’apertura appena sotto l’ogiva del missile che fa pensare a un sistema di guida terminale di qualche tipo (probabilmente Ir). La fotografia del missile, con le ali dispiegate, lo fanno sembrare simile al russo Kh-55 o all’iraniano Soumar sebbene la presa d’aria sia diversa, e non è da escludere che ci siano stati contatti tra Teheran e Pyongyang nel corso degli ultimi anni volti alla finalizzazione del progetto.

Si tratta, a tutti gli effetti, di un’arma strategica per gittata e tipologia di armamento impiegato, il cui test arriva, per nulla casualmente, dopo che la Corea del Sud ha effettuato il suo primo lancio di un Slbm (Submarine Launched Ballistic Missile) da un sottomarino a propulsione convenzionale indipendente dall’aria (Aip).