Tank, caccia, navi e sommergibili: la Corea del Sud riarma e vende all’estero

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Difesa /

La Corea del Sud sta attraversando uno dei più critici momenti della sua storia recente, alle prese con quello che è sembrato a tutti gli effetti un tentativo di colpo di Stato “lampo” da parte del presidente Yoon Suk-yeol, e soprattutto trovandosi con dei “vicini di casa” sempre più turbolenti: la Corea del Nord sta dimostrando una maggiore aggressività, supportata dalla nuova alleanza militare con la Russia, e la Cina è sempre più assertiva nell’intorno di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale.

In considerazione del mutato scenario strategico nel suo intorno, Seul ha avviato da tempo un programma di modernizzazione e ampliamento delle proprie capacità militari, supportato da un’industria della Difesa all’avanguardia che riesce anche a essere competitiva sul mercato internazionale.

L’MBT (Main Battle Tank) tipo K-2, costruito da Hyundai Rotem, è stato acquistato dalla Polonia nel 2022 in circa 180 esemplari. Si tratta di un carro armato sviluppato localmente tra il 2003 e il 2008 che però monta un motore diesel tedesco MTU 883 costruito su licenza. Il K-2 è l’MBT di punta dell’esercito sudcoreano, e si ritiene che Seul ne abbia ordinati circa 600 esemplari complessivamente.

Nel settore aeronautico, oltre ad aver venduto alla Polonia 48 aerei da addestramento avanzato e da caccia leggeri FA-50, l’industria locale Korea Aerospace Industries (KAI) ha prodotto un nuovo caccia di 4,5 generazione: il KF-21 “Boramae”. Seul ha stanziato, all’inizio di quest’anno, 178,6 milioni di dollari per la costruzione di 40 caccia – su un totale di 120 previsti – che andranno a sostituire totalmente gli F-4 ed F-5 entro il 2032. Il “Boramae” fungerà da spina dorsale dell’aeronautica militare sudcoreana, assumendo un ruolo fondamentale nel miglioramento delle sue capacità per rispondere a un attacco dalla Corea del Nord insieme agli F-35 di Lockheed Martin.

Restando nel settore aeronautico, il 25 giugno di quest’anno Hanwha Aerospace ha annunciato di aver firmato un contratto da 556 miliardi di won per produrre 40 motori General Electric F414-GE-400 più pezzi di ricambio per la prima serie di KF-21, col primo propulsore che dovrebbe essere pronto entro la fine del 2025, venendo costruiti in un nuovo stabilimento a Changwon, da cui potrebbero uscire 300 motori all’anno.

Il settore navale è forse quello dove si stanno osservando le maggiori novità, rappresentate da progetti per nuove tipologie di unità navali, che forse non tutte vedranno la luce. Il 12 dicembre 2023, ad esempio, il Ministero della Difesa di Seul ha stabilito i piani di sviluppo per il periodo 2024-2028 impegnandosi a spendere quasi 266 miliardi di dollari per mantenere e migliorare le capacità di difesa del Paese, nei quali però non compare il progetto CVX per una unità portaerei, di cui tanto si era vociferato negli anni precedenti, pertanto il suo futuro appare incerto anche considerando che durante tutto il 2024 risulta “sparita dai radar”.

In compenso, la Defense Acquisition Program Administration (DAPA) ha annunciato il 29 ottobre di quest’anno che la progettazione e la configurazione per gli aggiornamenti delle prestazioni della grande nave d’assalto anfibia (LPH) “Dokdo”, sono stati finalizzate. L’unità ha un dislocamento di 19mila tonnellate (a pieno carico) e una lunghezza di circa 200 metri. Può trasportare circa 700 truppe da sbarco, 7 elicotteri, due veicoli a cuscino d’aria LSF-II (ACV) e altre attrezzature, tra cui il carro armato K-1, nonché ha la capacità di fungere da nave comando per le operazioni di sbarco. La Corea del Sud sta progettando anche una nuova unità d’assalto anfibio più grande, in grado di supportare aerei da combattimento a decollo corto e atterraggio verticale, che potrebbe essere lanciata verso la fine del decennio. Questa nuova unità potrebbe quindi ospitare 20 caccia F-35B che andrebbero acquistati oltre ai già presenti F-35A in forza all’aeronautica sudcoreana, che dovrebbero raggiungere un totale di 65 velivoli nei prossimi anni. Questa nuova nave, nota solo come Landing Platform Helicopter-II, o LPH-II, sarebbe la successore delle due LPH di classe Dokdo e dovrebbe avere un dislocamento di circa 30mila tonnellate.

La marina di Seul ha anche preso in carica il primo dei suoi nuovi cacciatorpediniere KDX-III Batch 2, che risulta essere dotato di un sistema di lancio verticale autoctono progettato anche per utilizzare missili balistici. Il nuovo cacciatorpediniere, consegnato il 27 novembre di quest’anno presso il cantiere navale HD Hyundai Heavy Industries di Ulsan dopo due anni di prove, è il primo di tre unità simili anche note come classe Sejong Daewang.

Passando alla componente subacquea, Yulgok Kim, segretario generale del Forum for Nuclear Strategy sudcoreano, ha affermato che “ammiragli e funzionari governativi della marina sudcoreana tendono a vedere con favore i sottomarini nucleari per la loro efficienza strategica. Una tale consapevolezza da parte dei vertici darebbe slancio al futuro progetto K-SSN, spingendo l’opinione pubblica a sollecitare con forza la revisione dell’accordo nucleare Corea del Sud-USA. Da una prospettiva strategica, i sottomarini nucleari sudcoreani saranno un plus che servirà gli interessi sia della Corea del Sud che degli Stati Uniti, e sarebbero una risorsa utile per contrastare Cina e Corea del Nord”. L’ammiraglio Kim Myung-soo, Capo di Stato Maggiore congiunto della Corea del Sud, ha infatti sostenuto a novembre 2023 che Seul ha bisogno di capacità sottomarine nucleari, posizione peraltro supportata dall’ammiraglio Samuel Paparo, neo promosso comandante in capo delle forze USA nell’Indo-Pacifico. Sebbene la Corea del Sud non sia uno Stato dotato di armamenti nucleari, sta comunque sviluppando assetti che potenzialmente rientrano nei sistemi di consegna della “triade” nucleare, ovvero possedere una componente missilistica terrestre, navale e aerea.

Ad agosto 2021, è entrato in servizio il primo sottomarino della classe KSS-III progettata come vettore di missili SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile). Il battello ha infatti sei lanciatori verticali dietro la vela capaci di alloggiare missili balistici “Hyunmoo 4-4” con una gittata di circa 500 chilometri. Il secondo lotto di sottomarini KSS-III sarà leggermente più grande e avrà 10 lanciatori che, oltre ai missili balistici, saranno anche armati di missili da crociera. La Corea del Sud ha in programma di costruire 9 sottomarini di questo tipo.

Dal punto di vista dei missili balistici basati a terra, Seul a ottobre 2024 ha presentato il vettore mobile “Hyunmoo-5”, in grado di trasportare una testata da 7300 chilogrammi su una distanza di 3mila chilometri, quindi rientrante nella classe dei MRBM (Medium Range Ballistic Missile).

L’aeronautica sudcoreana ha in dotazione missili da crociera aerei, anche se attualmente si tratta dei “Taurus” importati dalla Germania, ma Seul vuole avere capacità proprie come dimostra il missile “Cheonryong” mostrato o a settembre 2021 che ha una gittata di mille chilometri ed è stato sviluppato come parte dell’armamento per il caccia KF-21. La Corea del Sud a ottobre 2024 durante il Sacheon Airshow ha svelato anche un mock-up di un missile da crociera attualmente in fase di sviluppo dotato di motore ramjet che dovrebbe viaggiare a velocità di Mach 3.5 e avere una gittata di 300 chilometri.

Seul, quindi, sta sviluppando capacità pari e financo superiori a quelle di una media potenza, accompagnandosi ad altre nazioni asiatiche nella corsa agli armamenti ma con una caratteristica distintiva: la maggior parte delle costruzioni sono autoctone, a riprova delle capacità dell’industria bellica locale.