La Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha recentemente mostrato un’immagine di una nave portacontainer dotata di moduli di lancio di missili. La nave, di medio tonnellaggio, mostra una serie di sistemi di lancio verticali per missili (VLS) in container posizionati sul ponte, insieme a diversi sensori e sistemi di difesa.
Si tratta di una soluzione improvvisata per trasformare un qualsiasi mercantile in nave da guerra, una soluzione che è già stata osservata nel passato: a partire dalla guerra nelle Falkland dove la Royal Navy ha trasformato una porta container in una portaerei provvisoria, sino alle navi iraniane che possono montare dei sistemi di lancio per droni.
Quanto mostrato dalla RPC, però, sembra dimostrare che si tratti di una soluzione molto più che semplicemente improvvisata: la nave infatti è munita di un radar a scansione di fase rotante, di sistemi da difesa di punto e di sistemi di telecomunicazione tutti sistemati in container. La dotazione forse più impressionante però è quella missilistica: il ponte mostra numerosi lanciatori verticali containerizzati ognuno dei quali ospita quattro grandi tubi di lancio. Questa disposizione conferisce alla nave ben 60 celle di lancio verticali di grandi dimensioni, ovvero i due terzi della capacità VLS di un cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke della US Navy.
La presenza di quel tipo particolare di radar fa supporre che lo scopo di questa nave sia quella di fungere da picchetto – ovvero una nave per la scoperta e la difesa aerea avanzata – piuttosto che da semplice nave arsenale, ma ciò non significa che i suoi lanciatori in container non possano ospitare altre armi. In ogni caso questa questa particolare soluzione potrebbe fornire capacità di difesa aerea localizzata e persistente in una determinata area.
Navi mercantili per scopi bellici
La Repubblica popolare ha già dimostrato nel recente passato la volontà e la capacità di utilizzare navi mercantili per scopi bellici: ad esempio durante le esercitazioni militari che simulavano uno sbarco a Taiwan la marina cinese ha utilizzato traghetti commerciali per le per le operazioni. Sono state osservate anche delle piattaforme galleggianti getta ponte da utilizzare sempre per il medesimo scopo, ovvero la possibile invasione dell’isola ribelle.
La containerizzazione di sistemi d’arma è una soluzione molto facile ed economica per la militarizzazione della flotta mercantile, in modo da aumentare rapidamente la propria capacità di fuoco sul mare. Questa soluzione però potrebbe avere dei risvolti negativi: infatti potrebbe trasformare qualsiasi nave mercantile in un bersaglio per la flotta avversaria, però se consideriamo la grandezza della flotta mercantile cinese appare comunque una soluzione molto semplice e molto veloce per poter rapidamente aumentare le il proprio potenziale bellico. Questa opzione unita a una capacità di situational awareness efficace potrebbe offrire un’ottima soluzione per il lancio di droni one way rendendone molto difficile l’attribuzione quindi seminando incertezza per quanto riguarda la possibilità di risposta, facendone pertanto uno strumento perfetto per un attacco di sorpresa o un’azione nel campo della guerra ibrida.
Il posizionamento di più navi dotate di sistemi missilistici celati in container nella vasta regione del Pacifico occidentale rappresenterebbe un serio grattacapo per la US Navy la quale dovrebbe avere delle risorse di intelligence e ricognizione molto diffuse e persistenti per poterle individuare e cercare di eliminarle.
L’approccio dual use delle navi mercantili ha anche il vantaggio di poter essere spendibile, nel senso che una marina militare può velocemente aumentare le proprie capacità senza correre il rischio di perdere le più pregiate navi da guerra. Per questo è una soluzione valida non solamente per la marina cinese, ma anche per altre tra cui proprio la US Navy che, come sappiamo, in questo periodo storico sta faticando molto a mettere in cantiere nuove unità navali.
L’aspetto più pericoloso però, secondo chi scrive, non è tanto l’aver montato dei missili in container su una nave mercantile quanto la possibilità di utilizzare la stessa identica soluzione per lanciare droni, che come sappiamo sono molto più semplici da operare avendo un sistema di guida totalmente diverso rispetto ai missili. Questo fa sì che un mercantile anche di piccole dimensioni che trasporta container contenenti droni one way, anche a lungo raggio, possa scivolare inosservato tra le maglie difensive e compiere un attacco di sorpresa.
Come sempre quando si tratta di nuovi prodotti dell’industria bellica cinese ci si chiede se siamo davanti a un modello oppure a un’esemplare di serie, soprattutto ci si chiede se le fotografie emerse siano o meno state fatte ad arte per pura e semplice propaganda. In questo momento non è possibile rispondere a queste domande, anche se nelle immagini ci sono alcune indicazioni: l’installazione del radar ad esempio appare un po’ bassa rispetto alle sovrastrutture del mercantile e questo fa sì che esso non possa coprire totalmente il cielo intorno alla nave. Ciò non toglie che vista la soluzione in moduli containerizzati adottata essi non possano essere spostati in posizioni più vantaggiose per quanto riguarda il loro utilizzo.
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