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L’8 dicembre 2020, durante una visita al sito Framatome a Le Creusot, il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato che la portaerei di nuova generazione (Pang) utilizzerà la propulsione nucleare basata su due reattori K22 che sviluppavano una potenza da 220 a 230 megawatt.

La nuova unità andrà a sostituire la Charles de Gaulle nel 2038, e avrà un dislocamento a pieno carico compreso tra le 70 e le 75mila tonnellate, una lunghezza tra i 285 e i 295 metri. I reattori, che si crede azioneranno 3 o 4 eliche, spingeranno la portaerei a una velocità compresa tra i 26 e i 27 nodi. La vera novità è che sul ponte di volo, caratterizzato da un’isola spostata molto verso poppa, sarà presente una catapulta elettromagnetiche (Emals) simile, per concetto, a quelle utilizzate sulle nuove unità statunitensi della classe Ford.

Il 21 dicembre scorso, infatti, sul sito della Dsca statunitense (la Defense Security Cooperation Agency) è comparsa una notifica in cui si legge che il dipartimento di Stato ha approvato la vendita al governo francese del sistema di lancio di aerei elettromagnetico e del Advanced Arresting Gear (Aag) per il recupero degli stessi per un costo stimato di 1,321 miliardi di dollari. In particolare apprendiamo che l’Emals sarà una sola, con due sistemi di configurazione diversi, insieme a un dispositivo Aag in versione a tre motori.

Il contratto prevede anche test a terra e pezzi di ricambio, nonché l’installazione a bordo della nave e il supporto per prove e certificazioni. Le principali industrie Usa coinvolte saranno la General Atomics-Electromagnetic Systems Group di San Diego (California) e i cantieri navali Huntington Ingalls, di Newport News (Virginia). Sempre il sito della Dsca ci informa che i lavori per l’installazione della catapulta e del sistema di recupero aerei cominceranno nel 2033 e dureranno cinque anni, comprendendo la messa in servizio, la certificazione e i test di compatibilità con gli aeromobili.

Il sistema Emals lancia gli aerei per mezzo di una catapulta che impiega un motore a induzione lineare anziché il convenzionale pistone a vapore. Sostanzialmente la catapulta utilizza un approccio analogo a quello di un cannone a elettromagnetico railgun, per accelerare la navetta a cui si attacca l’aereo. Questo metodo fornisce un lancio più fluido, offrendo fino al 30% in più di energia per il lancio quindi è in grado di far decollare caccia più pesanti. Ha anche requisiti di spazio e manutenzione molto inferiori, perché elimina la maggior parte delle tubazioni, delle pompe, dei motori e dei sistemi di controllo delle classiche catapulte a vapore. Un altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità di incorporare sistemi diagnostici, per facilitare la manutenzione con meno personale a bordo. Le prime prove di utilizzo di questa nuova catapulta, però, cominceranno nel biennio 2022/23 utilizzando i Rafale della Marine Nationale a bordo della Uss Gerald Ford.

In generale la soluzione di affidarsi alle Emals made in Usa consentirà una maggiore interoperabilità tra alleati – soprattutto con gli Stati Uniti – ma potrebbe anche porre un problema di autonomia strategica a causa del fatto che siano un progetto tutto americano. Si stima che il costo della nuova portaerei sia di 4,5 miliardi di euro spalmati su oltre dieci anni che già da solo rappresenta l’1% del budget annuale messo a bilancio dalla legge di pianificazione militare francese, e le catapulte potrebbero quindi facilmente far lievitare il finanziamento necessario aprendo anche le porte degli Stati Uniti al mercato interno della Difesa di Parigi.

La famosa “autonomia strategica” propugnata dal presidente Macron viene per tanto messa da parte e non potrebbe essere altrimenti: sviluppare un sistema simile in modo autonomo comporterebbe anni date le imponenti difficoltà che gli Stati Uniti si sono trovati ad affrontare, senza la sicurezza che possa essere affidabile. Acquistarlo dagli Usa significa pertanto avere a disposizione uno strumento già in qualche modo rodato soprattutto in prospettiva del periodo di ingresso in servizio della nuova Pang (2038 come detto), ovvero quando la Uss Gerald Ford avrà accumulato già più di 15 anni di servizio, in quanto il suo primo schieramento operativo è previsto per l’anno prossimo.

La scelta dell’Eliseo si può leggere anche politicamente: dopo la “frattura” dei rapporti con Washington causati dalla firma dell’Aukus, Washington ha cercato di ricomporre i dissidi. Durante lo scorso G20 di Roma, il presidente Joe Biden aveva fatto una sorta di “ammenda” col suo omologo francese dicendo che gli Stati Uniti sono stati “goffi”, mentre Macron aveva sottolineato la necessità di una “cooperazione rafforzata” tra i due Paesi, aggiungendo anche la volontà di rafforzare “il partenariato strategico tra Unione Europea e Nato”.

Difficilmente, però, l’installazione della catapulta Emals e relativo sistema di arresto Aag sarà di beneficio per l’Unione Europea: solo la Francia potrà in qualche modo – limitato – godere di questa nuova tecnologia e riteniamo che Parigi non potrà (o vorrà) condividerla con gli altri membri dell’Ue. Quello che più conta, però, è che si è sviluppato un asse tra Washington e Parigi che sarà sempre più cruciale – e pesante – per gli equilibri europei: come abbiamo già avuto modo di dire la Casa Bianca ha individuato nella Francia il partner di riferimento per avere una qualche capacità di indirizzamento della possibile futura politica estera e di difesa dell’Unione, essendosi dimostrata Parigi, ora che Londra è sotto Brexit, la principale pianificatrice dell’agenda politica di Bruxelles.

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