Caccia Usa per respingere la Cina: la mossa che infiamma il Pacifico

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Lo scorso 21 agosto, l’Indonesia ha annunciato che avrebbe presto acquistato aerei da combattimento F-15Ex dagli Stati Uniti. È questa l’ultima mossa di Jakarta per modernizzare la propria forza aerea e, al contempo, potenziare le difese nazionali in vista di possibili tensioni con la Cina nelle isole Natuna, nel cuore del Mar Cinese Meridionale.

Se è vero che il governo indonesiano di Joko Widodo ci ha abituato a elevate dosi di pragmatismo, è altrettanto vero che questo Paese deve necessariamente muoversi da un estremo all’altro per trovare un complicato equilibrio tra Washington e Pechino, onde evitare il rischio di essere inghiottita da una delle due parti.

L’intesa sui jet statunitensi rappresenta tuttavia un punto di svolta per Boeing, azienda produttrice degli F-15Ex, ma soprattutto lo è per la strategia dell’amministrazione di Joe Biden, da mesi in prima linea per cercare di rafforzare i legami Usa nella regione dell’Indo-Pacifico.

Completato l’allineamento tra Corea del Sud e Giappone, ottenuto un accordo con le Filippine per l’utilizzo di quattro nuove basi militari, arruolata l’Australia con il patto Aukus, testate le disponibilità di Vietnam e India di premere su Pechino, adesso, per gli Stati Uniti, sembrerebbe essere arrivato il turno di fare sponda con l’Indonesia.

F-15Ex per l’Indonesia

Il portale Breaking Defense ha scritto che l’Indonesia e Boeing hanno firmato un memorandum d’intesa per la fornitura di 24 aerei da combattimento F-15EX a Jakarta. L’accordo ha inoltre fatto seguito ad una visita di funzionari indonesiani nella linea di produzione della Boeing a St. Louis. Certo, la fumata bianca deve ancora essere soggetta all’approvazione del dipartimento di Stato americano, ma è comunque vista come un passo importante sia per l’esercito indonesiano che per l’aeronautica americana (Usaf).

Come ha sottolineato Asia Times, l’F-15Ex è un aereo da caccia altamente avanzato sviluppato da Boeing per l’Usaf; rappresenta l’ultima versione della serie F-15, caratterizzata da un’avionica migliorata, miglioramenti strutturali e una maggiore capacità di carico utile.

Il velivolo è progettato per svolgere vari ruoli, tra cui superiorità aerea, missioni di attacco e operazioni multiruolo. L’aereo è anche dotato di nuovi sistemi di guerra elettronica, sistemi avanzati di cabina di pilotaggio, sensori e radar moderni, sistemi di missione avanzati e capacità software.

La sponda indonesiana di Biden

L’aeronautica indonesiana (Idaf) gestisce una forza da combattimento composta da 49 jet fabbricati negli Stati Uniti e in Russia. La forza comprende 33 F-16, 11 Su-30 e cinque Su-27 (le sanzioni occidentali contro Mosca hanno impedito a Jakarta di acquisire il più avanzato Su-35).

Sebbene in qualche modo protetta dalle politiche aggressive di Pechino nel Mar Cinese Meridionale da Malesia e Filippine, Forbes ha fatto notare che l’Indonesia ha avuto la sua dose di scontri con la Marina cinese, e che ora Widodo si sta muovendo per rafforzare le sue forze armate. Nello specifico, l’Indonesia deve affrontare una sfida insolita nel difendere il suo territorio, che consiste di 17mila isole sparse su milioni di miglia quadrate di oceano.

Nel frattempo, a conferma dei rapporti tra Washington e Jakarta, ha preso il via l’annuale esercitazione multilaterale Super Garuda Shield, guidata dalle forze armate di Indonesia e Stati Uniti nella provincia di Giava Orientale. L’edizione di quest’anno vede la partecipazione di un maggior numero di Paesi, in un contesto di crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale.

Oltre a Indonesia e Stati Uniti, hanno inviato militari anche Giappone, Australia, Singapore e Regno Unito. Secondo le Forze armate indonesiane, altri nove Paesi partecipano invece come osservatori: Filippine, Brunei, Timor Est, Papua Nuova Guinea, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Canada, Francia e Germania. Alla manovra, che si protrarrà per due settimane, prendono parte in tutto quasi 5mila militari.