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Gli ayatollah attendono i caccia russi per aumentare le loro capacità offensive e difensive nel dominio dell’Aria. Una partita di jet da combattimento multiruolo Sukhoi Su-35S e Su-30SM di Quarta generazione +/++ sono al centro di un “tira e molla” tra Mosca e Teheran. Ma l’arrivo dei primi due caccia, giunti smontati e in gran segreto, dovrebbe indicare l’approssimarsi di una nuova variabile negli schieramenti del Medio Oriente.

Secondo fonti tedesche – non confermate ufficialmente – l’Iran avrebbe ricevuto i suoi primi due jet da combattimento Su-35 a metà novembre. La notizia, pubblicata dal portale Flugrevue, è stata ripresa da poche testate nelle scorse settimane, forse in attesa di ulteriori conferme, ma ciò che è importate è che questo “arrivo”, insieme alla fornitura di moderni addestratori del tipo Yak-130 che si è stimato essere direttamente collegati all’acquisizione dei caccia e alla preparazione dei piloti che li condurranno, è un chiaro segnale di”sviluppo significativo” degli sforzi dell’Iran per modernizzare la sua forza aerea.

La Forza Aerea della Repubblica Islamica dell’Iran, IRIAF, avrebbe ordinato 50 velivoli destinati a sostituire la sua vecchia flotta composta da jet di fabbricazione americana, lascito dello Scià, e di velivoli di produzione sovietica sempre prodotti da Sukhoi (Su-24 e Su-25). Questi primi due jet sarebbero stati smontati e trasportati a bordo di un aereo da trasporto russo Antonov AN-124, ma è probabile, secondo altre informazioni, che l’Iran abbia accordato una produzione su licenza nei suoi stabilimenti industriali. Attualmente i due jet sarebbero alla base di Hamadan.

Classificato come “Flanker-E” nel codice identificativo della NATO, il Su-35 è un caccia multiruolo dotato di sistemi avanzati che può raggiungere una velocità di Mach 2.25, e che attraverso la sua autonomia di volo di 3.600 chilometri e i suoi armamenti potrebbe rappresentare una reale minaccia per chiunque volesse violare lo spazio aereo di Teheran. Migliorando al contempo capacità operative offensive della Forza aerea iraniana.

Secondo i rapporti presi in esame da Analisi Difesa, che sta seguendo da anni la questione, l’Iran intende produrre tra “48 e 72 jet da combattimento Su-35” e un numero imprecisato di Su-30SM per sostituire interamente la vecchia flotta di caccia attualmente “impotente” di fronte alle aggressioni mosse dai caccia israeliani, che, anche grazie all’efficienza del loro apparato e all’esperienza maturata sul campo, hanno violato pressoché indisturbati lo spazio aereo iraniano per colpire siti militari e industriali nei due “raid di ritorsione” nell’ambito conflitto attivo in Medio Oriente.

Interessante anche notare lo “scambio di tecnologie letali” tra Iran e Russia nel quadro dei conflitti attualmente in corso che conferma una salda alleanza tra Mosca e Teheran. Quando Mosca aveva bisogno di “droni kamikaze” da schierare sul Fronte ucraino e da produrre a basso costo, Teheran ha fornito di suoi suoi Shahed-136. Ora che Teheran si deve essere resa conto che forse era ora di aggiornare la sua flotta aerea, Mosca ha risposto.

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