Oltre dieci miliardi di dollari investiti in attività di ricerca, sviluppo e acquisizione di attrezzature per le sue forze armate. Così il Brasile, decima economia mondiale e membro essenziale del gruppo dei Brics, intende rafforzare la sua posizione nel mondo: aumentando la sua spesa militare e aggiornando una forza aerea che vedrà raddoppiata la flotta di cacciabombardieri Gripen, asset sviluppato dalla svedese Saab.
Come riporta Defense News, noto portale specializzato nel campo della Difesa, la misura ufficializzata e svelata nella prima metà di agosto fa parte del più ampio Programma di accelerazione della crescita stabilita del governo (Pac), incentrato sullo sviluppo economico e pianificato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva durante i suoi primi due mandati – dal 2002 al 2010 – che adesso sembra porre la componente aerea, e non meno quella militare in generale, come interesse chiave della crescita della potenza dell’America Latina in cerca di un’ascensione su vari livelli.
La mole di investimenti considerata per i diversi piani del Pac è stata quantificata in 1,7 trilioni di real. Una cifra senza dubbio considerevole che non può non attirare l’attenzione nel continente.
“Dotare le forze armate di tecnologie all’avanguardia, rafforzare la capacità di difesa nazionale e monitorare le frontiere sono alcune delle linee guida del Nuovo Pac“, ha annunciato il governo di Brasilia attraverso i suoi canali internet, prefissando un investimento di 27,8 miliardi di real entro il 2026 che verranno seguiti da altri 25 miliardi di real nel periodo immediatamente successivo, fino al conseguimento degli obiettivi prefissati dal programma. Viene ricordato come in questo specifico caso non sia necessaria l’approvazione di alcun legislatore dal momento che si tratta di un “programma di investimenti federali finanziato da risorse governative, contributi statali e dal settore privato attraverso concessioni“.
Ostacoli e ambizioni
Secondo quanto riportato, potrebbero manifestarsi degli ostacoli all’interno dell’iter burocratico che condurrebbe la potenza sudamericana verso le sue ambizioni. Il governo brasiliano potrebbe infatti trovarsi di fronte una serie di sfide finanziarie tali da frenare e limitare l’ampliamento di una flotta di caccia che una parte dell’opinione pubblica non ritiene essenzialmente “necessari” a fronte di nessuna “minaccia imminente”. A tale proposito Cristiano Noronha, tra i vertici della Arko Advice, società di consulenza con sede a Brasilia specializzata in intelligence e analisi politiche, ha commentato: “L’esecutivo ha spesso apportato tagli al budget nel corso degli anni. Gli investimenti dipenderanno dalla capacità fiscale del governo, dal controllo della spesa e dalla crescita economica”.
Rivolgendosi alle domande specifiche di Defense News, l’analista brasiliano avrebbe concluso definendo questo programma di ampliamento più come una “espressione di intenti” che una certezza.
Il piano dell’Aeronautica brasiliana
La Força Aérea Brasileira, abbreviata nell’acronimo di Fab, è la maggiore forza aerea del continente Sudamericano, e attualmente conta nella sua flotta 40 cacciabombardieri F-39 Jas Gripen di fabbricazione svedese, 42 aerei da attacco al suolo Amx A-1 sviluppati in consorzio da Brasile e Italia, 48 cacciabombardieri F-5 Tiger II di fabbricazione statunitense e 30 velivoli a turbo elica A-29 Super Tucano destinati ad eventuali missioni di controguerriglia e attacco leggero prodotti dalla brasiliana Embraer. A questi si aggiungono una vasta gamma di velivoli ad ala fissa e rotante, per lo svolgimento di ruoli speciali e specifici, come ad esempio i P-3 Orion per la guerra antisommergibile, i droni da della famiglia Rq di fabbricazione israeliana e gli elicotteri d’attacco di fabbricazione russa Mil-Mi 35 Hind.
Sulla base di questo, il piano di “ampliamento” prevede la produzione e l’acquisizione di ulteriori 34 caccia F-39 Gripen, che raddoppierebbero la flotta di cacciabombardieri prodotti dalla svedese Saab presenti del Paese. Il Brasile ha infatti firmato un contratto da 5,04 miliardi di dollari con il produttore svedese nel 2014, con consegna entro il 2027. Di questi 15 dovrebbero essere assemblati presso lo stabilimento Embraer di Gavião Peixoto, nello stato di San Paolo.
Dai caccia Saab ai prototipi Embraer
Riguardo l’ampliamento della flotta di Grifoni svedesi che voleranno con la coccarda carioca – aerei da combattimento e superiorità aerea di 4ª generazione plus – il ministro della Difesa brasiliana ha dichiarato che: “Il rinnovamento della flotta dell’aviazione da caccia è uno dei principali progetti dell’aeronautica brasiliana coperti dal nuovo Pac, e si sta realizzando attraverso l’acquisizione del caccia Gripen”, che viene considerato “l’aereo da combattimento più moderno dell’America Latina”. Un asset che “consente al Brasile di migliorare significativamente la sua capacità di difesa aerea in linea con le dimensioni continentali del Paese”.
La Difese brasiliana ha posto l’attenzione su di un ulteriore capitolo del programma Pac, dedicato all’acquisto di nove aerei da trasporto tattico C-390 Millennium (prima noti come Kc-390) prodotti da Embraer e allo sviluppo di una versione per il rifornimento in volo. “Oltre al suo ruolo militare, il KC-390 può essere utilizzato in azioni di aiuto umanitario nazionale e internazionale, come il sostegno alle emergenze pubbliche e la lotta agli incendi”, ha affermato il ministro della Difesa che pone così l’attenzione sulla consueta concezione Dual-Use che più si confà a giustificare gli investimenti contemporanei da affrontare nel settore militare.
Una giustificazione che non va cercata solo in Brasile – che in vero non impegna aerei in battaglia dal lontano coinvolgimento nel Secondo conflitto mondiale, quando il 1° Gruppo da caccia basato proprio in Italia, a Tarquinia, decollava al motto di “Senta a púa!” (colpisci duro, ndr) per fiaccare i tedeschi lungo la Linea Gotica – ma anche in molte altre grandi e medie potenze del mondo; dove si guarda sempre alla guerra come una minaccia remota e distante dai propri confini.
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