Un team di incursori della UK Commando Force , trasportato per la prima volta da un possente elicottero birotore Chinook CH-47, ha abbordato una petroliera associata alla “flotta fantasma” o “flotta ombra” russa che si trovava nelle acque del Canale della Manica. Nonostante la guerra al contrabbando di petrolio di quanti cercano di aggirare le sanzioni imposte dall’Occidente sia passata in secondo piano, gli abbordaggi continuano lungo le rotte che sono rimaste percorribili – dopo l’operazione militare che ha rovesciato il governo in Venezuela e la guerra che ha portato al blocco, parziale, dello Stretto di Hormuz – e ora coinvolgono i Paesi europei alleati degli Stati Uniti come Francia e Regno Unito. Si tratta del primo abbordaggio di una nave della flotta ombra russa da parte degli inglesi e, secondo le autorità governative, “probabilmente ne vedremo altri, se se ne presenterà l’occasione“.
Secondo quanto è stato riportato dal Ministero della Difesa inglese, l’operazione condotta dal commando dei Royal Marines che hanno assaltato la Smyrtos, la petroliera associata alla flotta ombra russa che si trovava nel Canale della Manica domenica mattina, la prima di questo genere, ha richiesto un ampio schieramento di forze. Il team di incursori, accompagnato dagli agenti delle forze dell’ordine specializzati della National Crime Agency (riconoscibili rispetto ai commandos per la loro tenuta tattica blu scura e nera), è stato supportato dagli elicotteri del Maritime Air Group Chinook, Merlin Mk4 e Wildcat, da un pattugliatore marittimo della Royal Air Force P-8 Poseidon e da due unità navali, la HMS Sutherland e la HMS Ledbury, una fregata e un cacciamine che sono state impiegate per intercettare la petroliera, la quale sarebbe soggetta a sanzioni riguardanti il contrabbando di petrolio e per questo verrà ancorata al largo della costa meridionale dell’Inghilterra in attesa del suo destino.
Per il Primo ministro britannico Keir Starmer questa operazione “infligge un altro duro colpo alla Russia e ricorda a coloro che alimentano la guerra del presidente russo Vladimir Putin in Ucraina che non possono nascondersi“. Il Ministro della Difesa Dan Jarvis, che ha spesso rivolto parole dure nei confronti di Mosca – la quale secondo l’intelligence britannica sta conducendo operazioni ibride al largo delle acque inglesi per spiare i cavi sottomarini critici che collegano il Regno Unito al continente – ha tenuto a ricordare che la Federazione Russa “si affida alla sua flotta ombra per finanziare il conflitto in Ucraina” e come le operazioni di questo tipo infliggano “un duro colpo alla guerra illegale di Putin”. Per Mosca, questo tipo di operazioni va considerato come “illegale” e “al limite della pirateria internazionale”.
Dal Numero 10 di Downing Street tuttavia chiariscono che: “L’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) consente a una nave da guerra di esercitare il diritto di visita per verificare la bandiera qualora vi siano fondati motivi per sospettare che la nave sia apolide. Qualora una nave venga dichiarata apolide, il Regno Unito può esercitare i poteri previsti dalla propria legislazione nazionale.“
Il Regno Unito e altre nazioni europee coinvolte nel supporto all’Ucraina, come la Francia e il Belgio, accusano Mosca di utilizzare una flotta di petroliere con un passato opaco, che battono bandiera straniera per aggirare le sanzioni internazionali e continuare a esportare petrolio per trarre un profitto che riesce a contenere i danni indotti dalle strategie occidentali che mirano all’economia russa per esercitare una pressione sul Cremlino. Come spiegato in precedenti articoli, la “flotta ombra” o flotta fantasma che dir si voglia, è composta da bastimenti obsoleti spesso acquistati da società di comodo o di nuova costituzione ricollegabili a oligarchi russi o vicini alla nomenklatura russa che, attraverso una serie di stratagemmi, eludono controlli e identificazione, e contrabbandano greggio o derivati fino a quando non entrano nella “lista nera” e vengono sostituite con navi più vecchie e pericolose; vere carrette del mare che, a causa di perdite e guasti, potrebbero provocare disastri ambientali di portata non certo inferiore ai danni che potrebbero provocare i sabotaggi ucraini a queste navi, se colpite a pieno carico per errore.
Secondo Lloyd’s List Intelligence, le navi della flotta ombra ricorrono spesso alla falsificazione dei loro dati; ciò include l’elaborazione di falsi numeri di identificazione delle navi, falsi dati di localizzazione che consentono alla nave di comparire in coordinate completamente diverse dalla rotta seguita, e ovviamente bandiere di Paesi sottoposti a minore controlli da parte dei governi. Oltre a camuffarsi da altre imbarcazioni o nascondersi dagli schermi del sistema di identificazione automatica (AIS), queste navi evitano gli scali di rifornimento che potrebbero sottoporle a controlli ma utilizzano navi che le riforniscono clandestinamente in alto mare. Secondo alcuni rapporti dell’intelligence, ancora non confermati ufficialmente, sono emerse prove secondo le quali Mosca avrebbe iniziato a “posizionare guardie, tra cui ex membri dei servizi segreti russi e gruppi di mercenari” sulle navi che trasportano il greggio russo.
Per il ministero della Difesa inglese, la flotta ombra russa è attualmente responsabile del trasporto del 75% del petrolio russo soggetto a sanzioni; la flotta di oltre 700 navi rappresenta una risorsa vitale per il Cremlino. Di queste, almeno 500 sono esposte a sanzioni emesse dal Regno Unito e dai suoi alleati, come gli Stati Uniti, che hanno condotto una feroce guerra alle petroliere nel Mar dei Caraibi prima dell’operazione per il rovesciamento del governo di Caracas presieduto da Maduro, e proseguono nella loro guerra silenziosa alle triangolazioni di petrolio che interessano Russia eIran, ma anche India e Cina. Si stima che Mosca abbia ricavato almeno 654 miliardi di sterline dalle vendite di petrolio.
Nel caso della Smyrtos, prima nota come Myrtos e che batteva bandiera camerunese ed era all’ancora al largo della costa di Weymouth, nel Canale della Manica, la nave era partita all’inizio di questo mese dal porto russo di Ust-Luga, un terminal petrolifero vicino a San Pietroburgo, con un carico di circa 700.000 barili di petrolio greggio russo per un valore stimato di 45 milioni di sterline e una destinazione ignota. Il Ministero della Difesa ha dichiarato che l’operazione – ampiamente ripresa da un operatore dei Royal Marines Commando – si è svolta in acque internazionali, a oltre 12 miglia nautiche dalla costa britannica.
Secondo un’analisi del quotidiano britannico The i Paper, sei petroliere riconducibili alla cosiddetta “flotta ombra” russa hanno modificato improvvisamente la propria rotta nelle ore successive all’abbordaggio e sequestro della petroliera Smyrtos. Tra le 8:48 e le 10:05 di domenica, le petroliere Lion I, Sona, Qasr, Pate, Maini e C-Viking, tutte inserite nelle liste sanzionatorie del Regno Unito, hanno abbandonato le rotte originariamente previste. Tre unità hanno invertito la marcia tornando verso la Scandinavia e la Russia, mentre le altre hanno deviato verso Ovest in direzione dell’Irlanda, evitando l’ingresso nella Manica. Sebbene battano bandiere di Paesi terzi, tra cui Sierra Leone e Camerun, Londra le considera legate agli interessi del Cremlino.
L’analisi dei dati di tracciamento di MarineTraffic evidenzia tuttavia che non tutte le navi sospettate di appartenere alla flotta ombra hanno modificato il proprio percorso. Le petroliere Solaris e Norelia sono riuscite ad attraversare la Manica dopo esservi già entrate. La Norelia, in navigazione da Primorsk, in Russia, a Port Said, in Egitto, ha rallentato in prossimità dell’area del sequestro prima di riprendere velocità. Tra le navi che hanno cambiato rotta, Qasr e Maini erano dirette dalla Russia verso porti egiziani, mentre la Sona era in viaggio dal Sudan all’Egitto. La Pate, partita secondo i dati AIS da Chennai, in India, dichiarava come destinazione un piccolo porto turistico croato nei pressi di Spalato, una meta considerata anomala per una petroliera di grandi dimensioni. Questa inversione di rotta e le informazioni rilasciate dal governo britannico, che ha mobilitato altre alla UK Commando Force, lo Special Boat Service e altre componenti del dispositivo d’assalto marittimo dimostra che la guerra alla flotta ombra nelle acque del Canale della Manica, almeno da parte del Regno Unito, potrebbe essere appena iniziata.