Buona la prima: un successo il test di validazione del missile Teseo Mk2E per la Marina Militare

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Il nuovo sistema missilistico Teseo MK2/E di MBDA ha completato con successo un lancio di validazione nell’ambito di un programma di sviluppo pluriennale per la Marina Militare Italiana.

Il test ha confermato la gittata del missile durante una fase di volo di crociera guidata della durata di circa 20 minuti. La prova convalida la configurazione complessiva di questo sistema antinave di nuova generazione e apre la strada a una rapida conclusione della fase di sviluppo. Ciò consentirà al programma di passare agevolmente alla fase di produzione, rispettando le tempistiche concordate e puntando a una prima consegna nel 2028. Questo traguardo rappresenta un passo fondamentale nel processo di qualifica, facendo seguito al lancio del 2024 che aveva validato il design dei nuovi componenti e l’aerodinamica del missile. Il programma per il nuovo missile antinave Teseo MK2/E è stato avviato nel 2021 in virtù di un contratto siglato con la Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM) per lo sviluppo, l’integrazione e la qualifica di una nuova soluzione antinave destinata alla Marina Militare, mentre il contratto di produzione è stato successivamente sottoscritto nel 2025.

Il Teseo MK2/E rappresenta una nuova generazione di missili, in grado di potenziare significativamente le capacità antinave della famiglia Teseo, nota a livello internazionale con la denominazione Otomat. Progettato per far fronte a minacce in evoluzione e soddisfare nuovi requisiti operativi, il nuovo missile è stato sviluppato in stretta collaborazione con la Marina Militare per equipaggiare i nuovi MPCS (Multi Purpose Combat Ship), già noti come Pattugliatori Polivalenti d’Altura, i cacciatorpediniere di nuova generazione (DDX), le fregate classe FREMM e i cacciatorpediniere classe Orizzonte. Inoltre, il Teseo MK2/E sarà integrato sulle future fregate FREMM EVO e mantiene caratteristiche di adattabilità alle esigenze dei clienti internazionali. Come riferisce MBDA, il sistema d’arma Teseo MK2/E risponde alle nuove esigenze operative di impiego navale, affrontando l’evoluzione delle minacce in un orizzonte temporale di oltre vent’anni.

Il missile antinave a lungo raggio introduce la capacità di operare contro bersagli situati in profondità nel territorio nemico e riduce i tempi di reazione a pochi secondi, dalla fase di pianificazione della missione fino all’ingaggio del bersaglio. Il Teseo MK2/E integra una sezione di guida terminale (seeker) a doppia modalità di ultima generazione, comprendente sia un nuovo sensore a radiofrequenza (RF) con tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Antenna) coerente con capacità ECCM (Electronic Counter-Countermesures), sia un sensore elettro-ottico (EO) per ingaggi ad alta precisione contro bersagli navali e terrestri. Il sistema include un’innovativa funzione di pianificazione della missione che garantisce tempi di risposta rapidi con calcolo automatico della soluzione di tiro, consentendo all’operatore di modificare i parametri pianificati in base al quadro tattico in tempo reale. Dispone inoltre di un sistema di data-link bidirezionale per il controllo della missione fino al termine dell’ingaggio, permettendo l’aggiornamento o la riassegnazione del bersaglio, nonché l’eventuale interruzione della missione.

Il missile raggiunge una velocità di crociera elevata in regime subsonico e offre un’elevata manovrabilità terminale (con capacità di sopportare alti carichi di accelerazione), garantendo una gittata operativa superiore ai 350 km con profilo di volo radente alla superficie (sea-skimming). È dotato di un sistema di navigazione integrato e completamente autonomo (di tipo INS/GPS e radioaltimetro), capace di adattare automaticamente il volo radente sul mare e di operare su traiettorie terrestri. Monta una testata bellica modulare di tipo semi-perforante ad alto potenziale esplosivo.

Una vocazione “light strike”

Renzo Tosini, Executive Vice President Sales & Business Development e Managing Director di MBDA Italia, ha dichiarato di essere “estremamente orgoglioso di questo risultato, che garantirà all’Italia e alla Marina Militare una capacità sovrana unica e aprirà la strada a ulteriori successi internazionali per MBDA, grazie alle prestazioni antinave all’avanguardia del sistema. Il successo del lancio dimostra ancora una volta che la collaborazione in totale sinergia con il cliente è fondamentale per raggiungere risultati ancora più ambiziosi”.

Come già osservato nel 2021, il nuovo Teseo non si configura come un vettore da attacco in profondità come il missile da crociera Tomahawk o lo SCALP Naval, ma si può considerare un missile da “light strike” in grado di fornire supporto durante le operazioni anfibie e di “controbolla”.

Sebbene il test effettuato recentemente sia una pietra miliare di un sistema antinave e da attacco in profondità “light” del tutto rivoluzionario per la missilistica europea, la problematica – diffusa – resta quella dei tempi che passano dall’avvio dello sviluppo a quello dell’ingresso in servizio del nuovo sistema d’arma: la consegna al 2028 pone in almeno 7 anni questo processo – in realtà più lungo considerando le tempistiche burocratiche relative alla sigla del contratto, che spostano l’avvio del programma a novembre 2020. Quella delle lunghe tempistiche di arrivo in servizio dei nuovi vettori, o altri sistemi d’arma, è una problematica comune in un’industria della Difesa caratterizzata da sempre maggior livello tecnologico e da un’abitudine a evadere pochi ordini per via della politica di disarmo dei decenni passati.

Una problematica che ha colpito anche gli Stati Uniti a seguito però anche dell’ampio consumo di vettori durante il recente conflitto nel Golfo Persico. Per restare competitivi, quindi evitare che si compri al di fuori dell’Europa, sarebbe necessario abbreviare le tempistiche di consegna: ancora una volta l’esempio ci arriva da oltre Atlantico dove Washington ha stabilito una cospicua iniezione di fondi per l’industria missilistica che ha permesso l’apertura di nuove linee produttive e l’accelerazione delle tempistiche di quelle già esistenti.

La grande incognita resta sempre la stessa: aumentare la produzione richiede più accesso alle materie prime, e per l’alta tecnologia – non solo militare – la dipendenza da minerali critici come le Terre Rare, ma non solo, è elevata. Come risolvere il problema della libertà di accesso a queste risorse che, spesso, sono detenute da Paesi nostri avversari o concorrenti?