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Con l’approvazione della National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale 2025, il Congresso degli Stati Uniti ha inserito una clausola che segna un punto di rottura definitivo con il Trattato New START, il principale accordo bilaterale sul controllo degli armamenti nucleari con la Russia, già precedentemente archiviato da Mosca.

Il documento vieta al Dipartimento della Difesa di utilizzare fondi per condividere con la Federazione Russa dati relativi a ispezioni, scambi semestrali di informazioni e attività di telemetria, così come richiesto dal New START. La disposizione è accompagnata da una deroga: il Segretario alla Difesa, con il consenso del Segretario di Stato, può superare il divieto solo su base eccezionale, certificando che ciò risponde agli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti o se la Russia fornisce analoghe informazioni agli Usa.

Con il nuovo NDAA gli Usa archiviano il trattato con Mosca

Questa decisione, che di fatto paralizza il trattato, avviene in un contesto di pessime relazioni bilaterali tra Washington e Mosca, acuito dalla guerra in Ucraina e dalla sospensione unilaterale da parte della Russia degli obblighi del New START a febbraio 2023. Il trattato, già fragile, era stato prorogato nel 2021 fino al 4 febbraio 2026, ma appare ora destinato a una fine prematura.

La clausola, oltre a riflettere l’alta tensione tra le due potenze nucleari, solleva anche interrogativi sulla stabilità globale. Il New START era l’ultimo trattato ancora in vigore che limitava le testate nucleari strategiche e garantiva trasparenza reciproca attraverso ispezioni e scambi di dati. Inolt Garantiva inoltre comunicazioni regolari su una vasta gamma di equipaggiamenti e operazioni militari, per evitare malintesi o incidenti. Russia e Stati Uniti, infatti, detengono la stragrande maggioranza delle armi nucleari mondiali, con circa 4.000 testate ciascuno.

Senza il New START, le due maggiori potenze nucleari del mondo, che insieme detengono circa 90% delle testate nucleari globali, saranno libere di aumentare i propri arsenali strategici senza limiti, aumentando i rischi per la sicurezza globale.

Bombardieri B-52 pronti a essere riconvertiti

Le novità del nuovo National Defense Authorization Act (NDAA) per il 2025 non finiscono qui. La misura prevede la possibilità di “riconvertire” i bombardieri B-52, precedentemente modificati per trasportare solo armamenti convenzionali, affinché possano di nuovo trasportare armi nucleari. Il deputato repubblicano Mike Rogers, presidente del Comitato per i Servizi Armati della Camera, ha sottolineato l’urgenza di una politica di preparazione in un mondo in cui non esistono più limiti ai trattati sulle armi nucleari. “Dobbiamo essere pronti ad affrontare un ambiente nucleare senza alcuna limitazione derivante da trattati,” ha dichiarato Rogers, sottolineando come la competizione con la Russia e altre potenze, come la Cina, stia ridefinendo le priorità strategiche degli Stati Uniti.

Il disegno di legge stabilisce che, non oltre 30 giorni dopo la scadenza del trattato New START, fissata al 4 febbraio 2026, il Segretario dell’Aeronautica Militare inizi il processo di certificazione nucleare dei bombardieri B-52. La riconversione, si legge nel testo, dovrà essere completata entro il 31 dicembre 2029. Questa mossa rappresenta un cambiamento significativo nella postura strategica americana, che si distanzia ulteriormente dall’era degli accordi bilaterali sul controllo degli armamenti.

Aumenta la spesa per la Difesa

Il Budget Difesa degli Stati Uniti per il 2025 ammonta a circa 895,2 miliardi di dollari, secondo la proposta del Presidente per le attività discrezionali nel settore della difesa nazionale. Di questo importo, circa 883,7 miliardi di dollari rientrano nelle disposizioni previste dal National Defense Authorization Act (NDAA). Rispetto al 2024, il budget vede un aumento, poiché il Congresso ha discusso ulteriori incrementi rispetto alla richiesta presidenziale, con il Senato che ha proposto di aggiungere circa 25,1 miliardi di dollari.

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