Boeing, con una decisione a sorpresa, si ritira dalla gara per un nuovo addestratore della U.S. Navy che deve sostituire i suoi T-45 con un nuovo velivolo più adatto alle esigenze di formazione dei piloti che andranno a operare i caccia di quinta e sesta generazione. Il 12 giugno, con uno stringato comunicato stampa, il colosso aeronautico statunitense ha riferito che “si impegna a rispettare i propri impegni e partecipa alle gare d’appalto solo quando ritiene di poter fornire la soluzione più adatta alle esigenze e ai requisiti dei propri clienti. Dopo un’attenta valutazione, abbiamo stabilito che il T-7A non soddisfa i requisiti del sistema di addestramento per piloti di jet della marina statunitense. Pertanto, abbiamo informato la marina che non parteciperemo alla gara d’appalto in corso. Rimaniamo impegnati a fornire il T-7A come soluzione di addestramento moderna e orientata alla crescita per i piloti di quarta, quinta e sesta generazione, in linea con l’evoluzione dei requisiti. Siamo lieti di poter fornire e sostenere le capacità attuali e future della marina”.
Sebbene Boeing non abbia riportato quali requisiti non fossero soddisfatti dal T-7A, Breaking Defense afferma che la motorizzazione del velivolo, data da due General Electric F404, non è adatta per le richieste della U.S. Navy pertanto l’adeguamento comporterebbe un lungo ciclo di sviluppo e prove che “ostacolerebbe la capacità operativa iniziale” del T-7. La rinuncia di Boeing segue quella di Lockheed Martin, che ad aprile aveva abbandonato la gara col suo TF-50N sviluppato insieme a Korea Aerospace Industries.
Ora, le restanti aziende in lizza per il programma sono Textron Aviation Defense, che offre il Beechcraft M-346N nell’ambito di una partnership con Leonardo (ovvero la versione “americanizzata” dell’M-346 nazionale), ed SNC, che offre il Fremo in collaborazione con Northrop Grumman e General Atomics.
Leonardo aveva presentato il suo addestratore avanzato all’esposizione Navy League Sea Air & Space 2023, nel Maryland, insieme ad altri prodotti e servizi ad alta tecnologia per un’ampia gamma di esigenze operative in ambito marittimo. L’M-346 sarebbe una soluzione ottimale per soddisfare i requisiti di addestramento della U.S. Navy del programma UJTS (Undergraduate Jet Training Systems) e TSA (Tactical Surrogate Aircraft). L’M-346 è infatti un collaudato velivolo di addestramento integrato associato a un sistema complesso basato a terra (con simulatori) pienamente operativo, in grado di addestrare gli aspiranti piloti da caccia agli scenari operativi più impegnativi. L’interfaccia uomo-macchina all’avanguardia offerto dal “sistema M-346”, offre i più disparati scenari tattici con la presenza di sensori, minacce e bersagli di ogni tipo che fanno di questo addestratore un vero e proprio simulacro degli aerei da combattimento di ultima generazione. Dal punto di vista prettamente aeronautico, le qualità di volo e le prestazioni dell’M-346 sono ampiamente collaudate e mature avendo accumulato più di 100mila ore di volo, e come certificato anche dalla decisione dell’Aeronautica Militare italiana di utilizzarlo per le Frecce Tricolori in sostituzione del vetusto MB-339 PAN, pertanto la marina statunitense potrebbe optare per la macchina di Leonardo avendo richiesto espressamente un velivolo “già collaudato”.
Strada spianata per l’M-346 “americanizzato”
Dopo che l’U.S. Air Force ha optato per il T-7A di Boeing per sostituire la numerosa linea dei suoi aerei da addestramento, il ritiro dell’industria USA potrebbe quindi spianare la strada all’M-346 considerando che il Freedom è un velivolo nato espressamente per questa competizione e non ha accumulato esperienza di volo.
La decisione di Boeing è anche sicuramente legata alle difficoltà di sviluppo del T-7: a giugno 2021, l’U.S. Air Force aveva infatti affermato che molteplici problemi stavano affliggendo il programma, come, ad esempio, la decisione di spostare la produzione su vasta scala dal 2022 al 2023 a causa della carenza di componenti fondamentali, per via dei ritardi di progettazione iniziali e per la necessità di ulteriori test per correggere problemi all’ala dell’aereo, che comportano un’instabilità lungo l’asse di rollio quando il T-7A vola ad angoli di attacco elevati.
Sebbene l’M-346 non sia “navalizzato”, risulta essere il candidato ideale in quanto la U.S. Navy nel suo bando di gara di marzo 2026 ha indicato che il suo nuovo aereo da addestramento non dovrà atterrare sulle portaerei, a differenza del T-45. Inoltre, la marina USA ha affermato che l’aereo non dovrà supportare le simulazioni di atterraggio su portaerei, ovvero l’atterraggio su una pista progettata per simulare l’appontaggio. Il velivolo dovrà però avere “capacità di simulazione di velivoli uniche” per addestrare i piloti agli atterraggi sulle portaerei, e questo requisito sembra fatto apposta proprio per la macchina di Leonardo, che grazie alla sua particolare architettura software, divisa tra elementi terrestri e sull’aereo, è in grado di simulare molteplici scenari operativi come avviene correntemente al centro di addestramento nazionale di Decimomannu (CA), l’International Flight Training School (IFTS).
Il centro, la cui costruzione è cominciata nel 2020, sta formando i primi piloti, anche stranieri, con un programma di addestramento basato sul modello “train as you fight”. In particolare, il rigoroso processo di preparazione dei piloti consente di ottenere i più alti profili di addestramento per i caccia di quarta e quinta generazione, come l’F-35, ma, in prospettiva, sarà in grado di addestrare il personale di volo anche per il prossimo velivolo di sesta generazione. In buona sostanza, l’M-346 risulta essere l’unica opzione a basso rischio e perfettamente adatta per l’U.S. Navy.