Il Ministero della Difesa britannico ha confermato che il taglio della lamiera per il primo sottomarino da attacco a propulsione nucleare (SSN) definito dagli accordi AUKUS avverrà il prossimo anno, segnando l’inizio della costruzione di una flotta composta da fino a 12 SSN di nuova generazione che sostituiranno la classe Astute in servizio nella Royal Navy.
La tempistica è stata confermata dal ministro della Difesa Luke Pollard, il quale ha dichiarato che “come stabilito nel Piano di Investimenti per la Difesa, acquisiremo fino a 12 sottomarini d’attacco di nuova generazione SSN-AUKUS a propulsione nucleare e armamento convenzionale. Secondo i piani attuali, il taglio della lamiera per il primo sottomarino SSN-AUKUS avverrà il prossimo anno, con l’obiettivo di consegnare il primo sottomarino britannico in servizio negli anni 2030”, aggiungendo che le date di entrata in servizio previste per i sottomarini della Royal Navy non vengono divulgate in quanto la loro comunicazione “potrebbe compromettere la capacità, l’efficacia o la sicurezza delle Forze Armate”.
L’SSN-AUKUS è il futuro sottomarino d’attacco sviluppato congiuntamente da Australia e Stati Uniti nell’ambito della partnership AUKUS. Progettati nel Regno Unito con l’impiego di tecnologia americana, i sottomarini saranno costruiti presso il cantiere BAE Systems di Barrow-in-Furness (Cumbria, UK) per la Royal Navy e ad Adelaide (Australia) per la Royal Australian Navy. Non si sa molto sui nuovi SSN se non che sarà un sottomarino di ultima generazione che integrerà tecnologie all’avanguardia provenienti da tutte e tre le nazioni che partecipano all’AUKUS. L’integrazione dei sistemi di propulsione, sensori e armamenti, così come un nuovo sistema di lancio verticale comune, si baserà sulle tecnologie degli SSN di classe Virginia della marina statunitense. Il sottomarino classe AUKUS sarà equipaggiato per missioni avanzate di intelligence, sorveglianza, guerra sottomarina e di superficie, attacco terrestre e per la Seabed Warfare, ovvero la guerra sui fondali.
I preparativi per la costruzione sono in corso da anni, con miliardi di sterline investiti nella fase di progettazione e nell’ampliamento del cantiere navale di Barrow, dove si stanno ancora completando le ultime unità della classe Astute. Il Piano di Investimenti per la Difesa britannico ha inserito il programma, del valore di 15,1 miliardi di sterline, all’interno della trasformazione di Faslane, base navale della Royal Navy. Secondo Londra, ci si aspetta di vedere in servizio il primo SSN-AUKUS alla fine del prossimo decennio mentre l’Australia ha fissato la data per il medesimo traguardo ai primi anni del 2040. Questa differenza nella tempistica – solo prevista ma di difficile rispetto – è dovuta alla necessità australiana di avviare un’industria navale capace di costruire sottomarini a propulsione nucleare, e proprio in questo senso a febbraio di quest’anno il governo di Canberra ha stanziato ulteriori 310 milioni di dollari per sostenere direttamente la produzione di componenti critici per gli SSN, compresi i sistemi di propulsione nucleare dei primi due sottomarini.
La formazione del personale australiano
Nell’ambito del programma AUKUS, infatti, il Regno Unito fornirà sistemi di propulsione nucleare completi e già montati per i sottomarini AUKUS di costruzione australiana, con lavori già in corso presso lo stabilimento Rolls-Royce Submarine di Derby. I primi progressi nella produzione dei reattori sono essenziali per mantenere lo slancio del programma, preservare le competenze specialistiche e allineare i programmi industriali nell’ambito del partenariato. Quest’ultimo investimento australiano si aggiunge al contributo di 2,4 miliardi di sterline in 10 anni per espandere la capacità produttiva di Rolls-Royce nel campo dei sottomarini e allo stanziamento di 3,9 miliardi di dollari australiani come acconto per la realizzazione del cantiere navale di Osborne dove verranno impostati gli SSN-AUKUS per l’Australia.
Nel frattempo, il personale marittimo australiano sta familiarizzando con gli SSN come da accordi: sempre a febbraio un battello britannico di classe Astute, l’HMS “Anson”, aveva fatto scalo presso la base navale di Stirling per manutenzione, segnando la prima volta che un sottomarino nucleare britannico viene sottoposto a lavori di questo tipo in Australia.
La Royal Australian Navy dovrà attendere l’arrivo di tre SSN di classe Virginia della U.S. Navy, sebbene con dei distinguo rispetto ai piani originali come da patto AUKUS: invece di 2 in servizio e uno nuovo, la marina australiana vedrà arrivare tre battelli che sono già stati in servizio nella marina USA. Comunque un ottimo risultato considerando le riserve – improvvise – espresse dall’esecutivo statunitense in merito alla possibile cessione di questi SSN all’Australia.
In ogni caso, date le tempistiche, il governo di Canberra ha pianificato di estendere la vita operativa dei suoi sottomarini di classe Collins, attualmente in servizio, per farli operare insieme ai due sottomarini di classe Virginia ex U.S. Navy, in attesa dell’arrivo dei primi SSN-AUKUS, il cui numero totale dovrebbe ammontare a cinque battelli.
Il problema della cessione dei Virginia all’Australia è sempre lo stesso: funzionari della marina USA hanno ripetutamente affermato che i cantieri navali statunitensi devono costruire 2,33 sottomarini d’attacco all’anno, oltre a un sottomarino nucleare lanciamissili balistici di classe Columbia, per poter vendere i sottomarini di classe Virginia all’Australia, ma attualmente ne costruiscono circa 1,3 sottomarini d’attacco all’anno. Se davvero Washington si affiderà ai cantieri navali degli alleati – Giappone, Corea del Sud ma ora si parla anche di Turchia – per costruire le sue unità da guerra, è probabile che questa media possa alzarsi, ma non nel breve periodo. Il nostro dubbio pertanto permane: gli Stati Uniti venderanno veramente 3 SSN classe Virginia all’Australia secondo le tempistiche dell’AUKUS oppure l’approvazione congressuale si arenerà davanti alla dura realtà della cantieristica nazionale e delle necessità dell’U.S. Navy?