Nel cuore dei Balcani, la Macedonia del Nord sta emergendo come un attore inaspettato nel panorama della produzione di armamenti, con ambizioni che si intrecciano alle dinamiche politiche di Washington. ATS Group, azienda macedone specializzata in munizioni di piccolo calibro, sta tessendo una rete di relazioni strategiche negli Stati Uniti, puntando su contratti di lobbying con figure vicine alla nuova amministrazione Trump. L’obiettivo? Ottenere finanziamenti americani per espandere la capacità produttiva e consolidare la propria posizione in un mercato globale sempre più competitivo. Ma dietro questa mossa si nasconde una partita geopolitica che coinvolge interessi economici, alleanze militari e le ambizioni di un piccolo Stato che cerca di ritagliarsi un ruolo nel grande gioco internazionale.
ATS Group: da Skopje al mercato globale
Fondata nel 1992, ATS Group è uno dei principali produttori di munizioni dei Balcani, con una capacità produttiva che spazia da cartucce per pistole a proiettili per fucili d’assalto. Negli ultimi anni, l’azienda ha puntato sull’espansione internazionale, culminata nell’annuncio del luglio 2024 di un investimento da 100 milioni di dollari per costruire una fabbrica di munizioni di piccolo calibro negli Stati Uniti. Questo progetto, localizzato in una non precisata area industriale americana, mira a soddisfare la crescente domanda di munizioni sul mercato statunitense, sia civile che militare, in un contesto di tensioni globali e carenze di approvvigionamento.
Ma il vero colpo strategico di ATS Group è stato l’approccio al panorama politico americano. Conscia delle complessità burocratiche e delle dinamiche di potere a Washington, l’azienda ha investito pesantemente in contratti di lobbying, scegliendo società e individui con legami diretti all’entourage di Donald Trump. Secondo fonti vicine al settore, ATS Group ha ingaggiato almeno tre firme di lobbying di alto profilo nel 2024, tra cui una con ex membri dello staff della campagna di Trump e un’altra nota per aver rappresentato interessi di aziende straniere durante la prima amministrazione Trump. Questi contratti, il cui valore complessivo supererebbe i 2 milioni di dollari, mirano a garantire l’accesso a finanziamenti del Dipartimento della Difesa statunitense e a sbloccare incentivi per la produzione di munizioni sul suolo americano.
La carta Trump: lobbying e connessioni politiche
La scelta di ATS Group di puntare su lobbisti pro-Trump non è casuale. La seconda amministrazione Trump, insediatasi nel gennaio 2025, ha promesso di rilanciare l’industria manifatturiera americana, con un focus particolare sulla produzione di armamenti per ridurre la dipendenza da fornitori esteri. In questo contesto, ATS Group si presenta come un partner ideale: un’azienda straniera disposta a investire negli Stati Uniti, creando posti di lavoro locali e rafforzando la capacità produttiva nazionale. Tuttavia, per accedere ai fondi del Pentagono o ai contratti della Defense Logistics Agency, è necessario navigare il complesso sistema politico americano, dove le relazioni personali e le alleanze politiche contano tanto quanto la qualità del prodotto.
Tra le figure chiave coinvolte, spiccano nomi legati a Rumble, la piattaforma digitale di destra guidata da Chris Pavlovski, un imprenditore di origine macedone che ha ospitato eventi con il primo ministro macedone Hristijan Mickoski e associati di Trump come Devin Nunes, CEO di Trump Media & Technology Group. Questi incontri, avvenuti a Skopje nel luglio 2024, hanno avuto come focus non solo la cooperazione digitale, ma anche opportunità economiche, tra cui il progetto di ATS Group negli Stati Uniti. Pavlovski, che vanta stretti rapporti con ambienti conservatori americani, potrebbe aver facilitato l’accesso di ATS Group a circoli influenti vicini a Trump.
Inoltre, l’azienda ha sfruttato il “revolving door” di Washington, assumendo ex funzionari del Pentagono e consulenti con esperienza nella negoziazione di contratti militari. Questa strategia si è rivelata efficace in passato per altre aziende straniere che cercavano di penetrare il mercato americano, ma comporta rischi, soprattutto in un contesto in cui la trasparenza sui finanziamenti esteri è sotto scrutinio.
Geopolitica e interessi balcanici
L’espansione di ATS Group negli Stati Uniti non è solo una questione economica, ma si inserisce in un quadro geopolitico più ampio. La Macedonia del Nord, membro della NATO dal 2020, ha sempre cercato di rafforzare il proprio legame con gli Stati Uniti per bilanciare le influenze di Russia e Cina nei Balcani. Durante la prima amministrazione Trump, Washington ha sostenuto la transizione democratica di Skopje, facilitando il dialogo politico interno e l’ingresso nella NATO. Ora, con Mickoski al Governo, il Paese punta a capitalizzare questa relazione per attrarre investimenti e consolidare la propria rilevanza strategica.
L’investimento di ATS Group negli Stati Uniti risponde anche a una logica regionale. I Balcani occidentali, nonostante i progressi, restano una regione instabile, con tensioni etniche e dispute territoriali, come quella tra Kosovo e Serbia. Una presenza economica negli Stati Uniti potrebbe garantire alla Macedonia del Nord un canale diretto con Washington, utile non solo per l’industria delle armi, ma anche per questioni di sicurezza e diplomazia. Inoltre, la produzione di munizioni negli Stati Uniti potrebbe ridurre i rischi legati alle sanzioni o alle restrizioni sulle esportazioni di armamenti, un problema che ha colpito altri produttori balcanici in passato.
Rischi e ombre
Nonostante le ambizioni, la strategia di ATS Group non è priva di ostacoli. Il primo è rappresentato dalle tariffe imposte dall’amministrazione Trump, che potrebbero complicare l’importazione di componenti essenziali per la produzione di munizioni, come acciaio e ottone, aumentando i costi operativi. Inoltre, l’intensa attività di lobbying potrebbe attirare l’attenzione di watchdog come OpenSecrets, che monitorano l’influenza straniera sulla politica americana. Un’indagine su possibili violazioni del Foreign Agents Registration Act (FARA) potrebbe compromettere i piani dell’azienda.
C’è poi la questione della sostenibilità economica. Il mercato americano delle munizioni è dominato da giganti come Olin Corporation e Vista Outdoor, e l’ingresso di un attore straniero, per quanto ben connesso, potrebbe incontrare resistenze. La dipendenza da finanziamenti pubblici americani espone ATS Group al rischio di cambiamenti politici o tagli al bilancio della difesa, specialmente in un’amministrazione nota per la sua imprevedibilità.
Un gioco ad alto rischio
La scommessa di ATS Group è chiara: sfruttare le connessioni politiche e il clima favorevole della nuova amministrazione Trump per trasformare un’azienda balcanica in un player globale. Ma il successo dipenderà dalla capacità di navigare un terreno minato, fatto di competizione feroce, rischi geopolitici e scrutinio pubblico. La Macedonia del Nord, attraverso ATS Group, sta giocando una partita ambiziosa, che potrebbe ridefinire il suo ruolo non solo nei Balcani, ma anche nell’arena internazionale. Tuttavia, in un mondo dove gli interessi economici si intrecciano con le rivalità politiche, ogni passo avanti porta con sé il rischio di un passo falso.

