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Il ministero della Difesa francese ha reso noto che una coppia di pattugliatori marittimi Breguet Atlantic 2 sarà dislocata a Cipro per operazioni nel Mediterraneo Orientale. Il Breguet Br 1150 Atlantic è un aereo da pattugliamento marittimo a lungo raggio progettato e prodotto dalla Breguet Aviation che viene impiegato per il contrasto al naviglio di superficie e sottomarino. Una versione aggiornata, l’Atlantic 2 o Atl2, è stata prodotta da Dassault Aviation per la marina francese negli anni ’80 ed era stata anche proposta alla Germania come soluzione ad interim in attesa che fosse pronto il Maws, il nuovo pattugliatore marittimo costruito insieme a Berlino, che è poi stato definitivamente sepolto dalla decisione tedesca di affidarsi ai P-8 Poseidon di fabbricazione statunitense. L’Atlantic è un monoplano bimotore ad ala media con fusoliera a “doppia bolla”: nel lobo superiore, pressurizzato, si trova l’abitacolo per l’equipaggio mentre quello inferiore ospita un vano armi lungo 9 metri, con tubi di lancio per boe acustiche a poppa dello stesso.

Le insidie nel Mediterraneo Orientale

Non è la prima volta che l’Eliseo invia suoi assetti in quel settore di Mediterraneo: a Cipro si erano già visti i Rafale e a Creta, ma nel quadro dell’operazione Irini (la missione dell’Ue per il controllo della porzione centrale del Mare Nostrum per garantire, tra le altre cose, l’embargo sugli armamenti diretti in Libia), a novembre dell’anno scorso era atterrato un Atlantic 2 alla base aeronavale di Suda. In quella particolare occasione la presenza del velivolo da pattugliamento marittimo nell’isola greca ha permesso anche di raccogliere informazioni sul Mediterraneo Orientale, dove la Turchia è molto attiva con atteggiamento financo aggressivo.

Riteniamo che il compito principale di questa coppia di velivoli sia proprio quello di tenere d’occhio i movimenti navali turchi, insieme a quello di sorvegliare l’attività delle unità russe che sempre più spesso, e sempre più numerose, incrociano in quel tratto di mare. La Russia, infatti, ha aumentato la sua presenza nel porto di Tartus, diventato sempre più “russo” dopo gli accordi di prolungamento del suo affitto col governo di Damasco, e i sottomarini battenti bandiera di Mosca, come i classe Kilo migliorata (o project 06363) si vedono sempre più spesso attraversare il Mare Nostrum.

Gli obiettivi della Francia

Ma l’Eliseo ha un altro obiettivo, ed è prettamente diplomatico: stringere ulteriormente i legami con la Grecia ed ergersi a baluardo in sua difesa contro possibili intemperanze turche. Sempre l’anno scorso, a settembre, avevamo sottolineato come Parigi avesse rotto gli indugi schierandosi apertamente con Atene quando decise di fornire un lotto di caccia Rafale per l’aeronautica ellenica. Parigi, del resto, ha le sue piccole “sfere di influenza”: il dossier libico è stato praticamente generato dall’Eliseo che ha deciso quasi unilateralmente la destituzione di Gheddafi. Ancora oggi Parigi è particolarmente attenta a quanto sta accadendo in Libia e i primi aperti contrasti con la Turchia sono nati proprio sul mare durante l’operazione Irini. La Francia riserva anche particolare attenzione alle sue ex colonie mediorientali: la Siria e il Libano che, negli ultimi anni, sono state – e sono ancora – teatro dell’espansionismo turco.

Legami, quelli tra Parigi e Atene, ulteriormente stretti a settembre di quest’anno, quando il premier greco Kyriakos Mitsotakis e il presidente francese, Emmanuel Macron hanno firmato un accordo che è stato definito “l’Aukus del Mediterraneo”. La Francia, infatti, consegnerà tre fregate classe Fti alla Grecia con l’opzione per una quarta. Unità che saranno in grado di operare congiuntamente proprio con i Rafale già citati. Il patto, oltre a mettere la parola fine sulle possibilità italiane di inserirsi nel mercato greco, ha anche una fortissima valenza diplomatica: è prevista infatti una clausola che garantisce l’intervento armato in caso di attacchi da parte di Paesi terzi, anche se parte di alleanze in cui sono coinvolte Atene e Parigi. Un messaggio, nemmeno troppo velato, ad Ankara, ribadito proprio dalla presenza dei due pattugliatori Atlantic 2 che voleranno da Cipro per controllare quella porzione di Mediterraneo.

Il ruolo dell’Italia

Non possiamo non rivolgere il pensiero, sulla base di quanto accaduto, al nostro Paese. L’Italia, sebbene di recente abbia firmato l’intesa sulla Zee (Zona di Esclusività Economica) con la Grecia, ha perso l’occasione di aprire un nuovo e importante fronte mediterraneo che ci avrebbe proiettato, dopo l’Egitto e le Fremm cedute a Il Cairo, in un ruolo più attivo nella sorveglianza e stabilizzazione di quel settore sfruttando la carta greca, stante anche i nostri interessi energetici che si localizzano proprio tra l’offshore cipriota e quello egiziano.

Non possiamo nemmeno non pensare al tipo di assetti che la Francia ha rischierato a Cipro: gli Atlantic 2 sono pattugliatori marittimi armati, in grado di essere delle piattaforme efficaci nel contrasto antisom e di superficie, invece il nostro Paese, da questo punto di vista, non è più in grado di avere questa capacità in quanto i P-72 in forza all’Aeronautica Militare sono delle eccellenti piattaforme Istar (intelligence, surveillance, target acquisition, and reconnaissance) ma sono disarmati.

Una carenza non tollerabile stante i nuovi equilibri nel Mediterraneo e oltre. Una carenza che va colmata nonostante il colpevole ritardo. Risulta che gli Stati Maggiori nazionali si siano attivati per trovare una soluzione a questa problematica: si parla di C-27J Asw armati di missili Marte ER e siluri MU90, oppure ancora, ma sembra essere solo un desiderata, dei P-8 Poseidon (che allungherebbero notevolmente il nostro braccio antisom/Asuw) e dei giapponesi P-1, che per inciso rappresenterebbero la soluzione ottimale anche per questioni di partenariato strategico anche a livello industriale, ma è ancora tutto in via di discussione, e nei documenti ufficiali della Difesa non ve n’è traccia.

Confidiamo che lo Smd (Stato Maggiore Difesa) si attivi celermente per proporre una soluzione il quanto più possibile casalinga ma di alto profilo, in modo da avere un velivolo per compiti Asw/Asuw in grado di affrontare le minacce navali anche “fuori area” e non solo nel nostro “cortile di casa”.

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