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La U.S. Navy ha assegnato a Boeing il contratto di produzione per cinque pattugliatori marittimi/antisom P-8A Poseidon destinati alla Germania. Le prime consegne dovrebbero iniziare nel 2024, quando il P-8A Poseidon andrà a sostituire la flotta tedesca di otto P-3C Orion acquistati di seconda mano dall’Olanda nel 2005 .

Nel comunicato stampa ufficiale, la Boeing si dice lieta “di aver finalizzato questa vendita alla Germania e di espandere la nostra presenza nel Paese portando il P-8A e le sue capacità multi-missione uniche alla Marina tedesca”. Michael Hostetter, vicepresidente di Boeing Defense, Space & Security Germania ha aggiunto che “il P-8 garantirà la capacità della marina tedesca di svolgere missioni di sorveglianza marittima a lungo raggio e svolgerà un ruolo fondamentale nella regione sfruttando le infrastrutture esistenti in Europa e la piena interoperabilità con le risorse più avanzate della Nato”.

L’industria tedesca sarà un partner fondamentale nel programma P-8A Poseidon. Lavorando con realtà industriali locali, Boeing fornirà soluzioni di supporto, formazione e manutenzione che offriranno la massima disponibilità operativa per svolgere le missioni della Deutsche Marine. Il 17 giugno scorso, Boeing aveva firmato accordi con Esg Elektroniksystem-und Logistik-GmbH e Lufthansa Technik Ag per collaborare all’integrazione dei sistemi, alla formazione e al lavoro di supporto. Le aziende tedesche che attualmente forniscono parti per il P-8A includono Aircraft Philipp Group GmbH, Aljo Aluminium-Bau Jonuscheit GmbH e Nord-Micro GmbH.

Il P-8A migliorerà significativamente l’Antisom Warfare della Germania, senza dimenticare la lotta Asuw e l’intelligence: il P-8, infatti, è una piattaforma multifunzione in grado di esprimere anche capacità Isr (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) nonché Sar (Search and Rescue). Certamente l’ingresso in servizio del Poseidon comporterà una profonda rimodulazione dell’addestramento degli equipaggi: la nuova macchina ha delle caratteristiche molto diverse rispetto ai quadriturboelica Orion (velocità di crociera e minima, quota operativa ecc) date dal design stesso del velivolo.

La Germania è l’ottava nazione ad aver acquisito il P-8A, unendosi a Stati Uniti, Australia, India, Regno Unito, Norvegia, Corea e Nuova Zelanda.

Trova quindi compimento il lungo e dibattuto iter di sostituzione dei P-3C. Bocciata la soluzione di un nuovo velivolo europeo (C-295 MPA e C-295 MSA di Airbus) e rispedita al mittente l’offerta francese per alcuni esemplari di Dassault Atlantic 2 rimodernati, il Poseidon entrerà in servizio con la seria prospettiva di rimanerci. L’idea del Bundestag era quella di acquistare una macchina “ad interim” in attesa che venisse pronto il nuovo pattugliatore marittimo franco-tedesco Maws (Maritime Airborne Warfare System). Le sue tempistiche (a partire dal 2035) avevano fatto optare Berlino per il velivolo statunitense e l’investimento profuso (pari a 1,77 miliardi di dollari di cui 756 milioni solo per i velivoli) quasi sicuramente porterà con sé l’adozione del pattugliatore di Boeing in via definitiva. La sentenza ultima di condanna del Maws è stata peraltro emessa proprio dalla scelta tedesca, che ha portato la Francia, lo scorso luglio, ad uscire dal programma e procedere per una soluzione “fai da te” basata sul Dassault Aviation Falcon 10X.

La decisione tedesca per i P-8A ha portato con sé una fervente discussione anche in Italia in merito alle capacità di pattugliamento marittimo. Attualmente le forze armate del nostro Paese possono contare solo su quattro P-72A, l’ultimo dei quali è stato consegnato all’Aeronautica Militare lo scorso 11 febbraio. Il velivolo rappresenta un’ottima piattaforma da ricerca e soccorso e Istar (Intelligence, Surveillance Target Acquisition and Reconnaissance) ma non è in grado di effettuare missioni antisom e anti-superficie, essendo disarmato. Dopo il pensionamento degli Atlantic, i cui ultimi esemplari sono stati radiati dal servizio a settembre del 2017, non siamo più quindi in grado di avere uno strumento aereo per il contrasto attivo all’attività navale di superficie e sottomarina.

Una grave carenza a cui, in qualche modo, va posto rimedio in quanto lo scenario globale è profondamente mutato rispetto a quando era stato progettato il velivolo: oggi, nel Mediterraneo, sono presenti assetti navali di potenze avversarie paragonabili a quelli dispiegati durante la Guerra Fredda. Non stiamo parlando solo di Russia e Cina, le cui unità solcano il Mare Nostrum sempre più spesso e sempre più in forze, ma anche dell’Algeria, che ha un contenzioso con il nostro Paese per quanto riguarda la sua Zee (Zona di Esclusività Economica) e soprattutto sta acquistando assetti navali (e aerei) più moderni per sostenere la sua politica.

Se, finalmente, il concetto di Mediterraneo Allargato è entrato nella dialettica della politica di governo nostrana, con la Marina Militare protagonista del controllo dei nostri interessi in quella che è considerata un’area vitale che va dal Golfo di Guinea al Mare Arabico / Golfo Persico, è tempo che a supporto di questa postura si pensi a dotarsi di assetti aerei da pattugliamento/intelligence di lungo raggio e soprattutto in grado di effettuare efficacemente la lotta Asw e Asuw: il P-8 potrebbe rappresentare uno di quelli, ma non è l’unico, e nell’attesa – forse troppo lunga – di una soluzione casalinga, sarebbe bene mettersi a cercare qualcosa “off the shelf”. Di opzioni non ce ne sono tante: oltre al Poseidon il mercato “occidentale” offre il Kawasaki P-1 che ha delle caratteristiche comparabili e idonee alle esigenze di un’attività di pattugliamento a lunga distanza e persistente, ma lo svantaggio di essere un prodotto giapponese, quindi quello di avere una catena di approvvigionamento dei ricambi molto lunga.