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Difesa

Arriva Herne, il sommergibile britannico che non ha bisogno di equipaggio

Testato al largo di Portsmouth il nuovo sommergibile della Royal Navy che permetterà un maggiore controllo dei fondali.

Una nuova silenziosa guerra sottomarina è già in corso. Per questo le principali potenze del mondo si apprestano a dotare le loro flotte di quei nuovi sistemi d’arma che possono e potranno essere condotti in remoto per rispondere alle nuove esigenze imposte delle missioni di sorveglianza e difese degli oceani, e, in particolare modo, dei fondali.

In risposta a tali propositi, un team di ingegneri britannici ha voluto dimostrare al largo di Portsmouth, noto polo navale del Regno Unito, le capacità del nuovo tipo di sottomarino autonomo sviluppato specificamente per uso militare. Si tratta di un Veicolo Subacqueo Autonomo Extra Large (XLAUV) configurato da BAE Systems per consentire alle forze armate di “monitorare e aiutare a proteggere le infrastrutture sottomarine” attraverso le vaste distese del fondale marino. Questo sottomarino autonomo, noto con il nominativo di Herne, sarà inoltre capace di “supportare la guerra antisommergibile”, oltre a rendersi piattaforma utile per intraprendere missioni che richiedono un alto livello di segretezza.

I test in mare di questo mini-sottomarino, ben più piccolo dei già minuscoli e vecchi sommergibili tascabili X-craft, impiegati dalla Royal Navy nel secondo conflitto mondiale per condurre operazioni speciali nelle acqua controllare dal nemico, hanno mostrato ottimi risultati. Confermando tutte le capacità che gli Herne potrebbero impiegare nel condurre missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione pre-programmata attraverso il sistema di controllo militare autonomo e indipendente Nautomate.

Secondo l’amministratore delegato della divisione servizi marittimi di BAE Systems, “Herne” è un sistema destinato a “cambiare le carte in tavola nello spazio delle battaglie sottomarine” e potrebbe porre fine “alla dipendenza da piattaforme con equipaggio, tenendo le persone lontane dal pericolo e aumentando la resistenza“. Il sistema Nautomate, secondo quanto affermato dalla BAE, permetterà di operare con maggiore resistenza e persistenza, “eliminando la necessità di equipaggi umani per operare in condizioni difficili o pericolose” e con grande autonomia operativa.

Come tutti i sistemi di questo tipo, l’Herne può essere trasportato e rilasciato da vascelli che faranno da nave-madre, ed è compatibile con molte unità già in linea nelle Marine militari che potrebbero volerlo acquisire. Compresa, ovviamente, la Royal Navy britannica.

Il sistema Herne sarà in grado di pattugliare il dominio subacqueo senza necessità di avvicendamento tra gli equipaggi umani, e proprio per questo potrebbe rivelarsi estremamente utile a sorvegliare quei particolari settori dove sono presenti infrastrutture strategiche esposte alla minaccia del sabotaggio e dello spionaggio sottomarino. Una realtà che è tornata proprio recentemente al centro nella cronaca internazionale, nel Mare dell’Irlanda e nel Mar Baltico.

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