Armi e intelligence, così la Thailandia si lega sempre più alla Cina

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Difesa, Politica /

La Thailandia, sotto la guida del nuovo primo ministro Paetongtarn Shinawatra, non sembra destinata a cambiare la sua strategia di acquisti militari, mantenendo stretti legami con la Cina nel settore della difesa. L’intelligence militare thailandese, storicamente vicina a Pechino, continuerà a giocare un ruolo cruciale come principale alleato commerciale della Cina a Bangkok. Nonostante il cambiamento politico, si prevede che l’esercito thailandese prosegua con l’acquisizione di armi e tecnologie militari cinesi, consolidando una relazione che si è rafforzata nel corso degli ultimi anni.

Le forze armate thailandesi, inclusi i servizi segreti, hanno già integrato diversi sistemi d’arma cinesi e stanno pianificando ulteriori investimenti in questo settore. La cooperazione tra Thailandia e Cina non si limita all’acquisto di armamenti, ma si estende anche a esercitazioni congiunte e scambi di intelligence, rafforzando il partenariato strategico tra i due Paesi. Questo legame rappresenta un elemento importante nella politica di difesa della Thailandia, che mira a diversificare i suoi fornitori e a consolidare la propria posizione nel contesto geopolitico del Sud-Est asiatico. La Cina, dal canto suo, vede nella Thailandia un alleato fondamentale nella regione, un ponte per accrescere la propria influenza economica e militare nell’area. Questa relazione è destinata a crescere ulteriormente, con implicazioni significative per l’equilibrio di potere in Asia, soprattutto in un momento in cui le tensioni tra Stati Uniti e Cina continuano a intensificarsi. La vicinanza tra Bangkok e Pechino rafforza il ruolo della Thailandia come attore chiave nella strategia cinese di espansione delle sue reti di influenza in Asia, attraverso non solo la cooperazione economica, ma anche quella militare e di intelligence.

I servizi segreti thailandesi giocano un ruolo fondamentale nella cooperazione militare tra Thailandia e Cina, fungendo da ponte per il rafforzamento delle relazioni bilaterali nel settore della difesa. Questi servizi, strettamente collegati con l’esercito, hanno storicamente lavorato a stretto contatto con le controparti cinesi, facilitando l’acquisizione di tecnologia avanzata e sistemi d’arma, ma anche promuovendo lo scambio di informazioni strategiche e di intelligence. La collaborazione tra i servizi segreti thailandesi e cinesi non si limita solo all’ambito militare, ma comprende anche la sicurezza nazionale e la lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato, con particolare attenzione alla stabilità nella regione del Sud-Est asiatico.

Questa relazione è vista come una delle più strette nella regione, e nonostante i cambiamenti politici a Bangkok, i servizi segreti thailandesi continueranno a sostenere una linea politica volta a mantenere e rafforzare la partnership strategica con la Cina. Tale cooperazione include programmi di formazione congiunta, esercitazioni militari condivise e un costante flusso di informazioni che rafforza la capacità della Thailandia di affrontare le sfide di sicurezza interna ed esterna. Per Pechino, i servizi segreti thailandesi rappresentano un alleato cruciale, fornendo accesso a informazioni regionali sensibili e facilitando la proiezione dell’influenza cinese in un’area geopoliticamente strategica. La sinergia tra le due nazioni, guidata dai rispettivi apparati di intelligence, ha portato a un aumento della fiducia reciproca, consolidando la Thailandia come uno dei principali partner della Cina nel Sud-Est asiatico. Ma vediamo di entrare nello specifico. 

I rapporti di collaborazione tra i servizi segreti thailandesi e quelli cinesi sono solidi e di lunga data, riflettendo una partnership strategica che si è intensificata negli ultimi anni. L’agenzia di intelligence militare thailandese, conosciuta come Royal Thai Armed Forces Security Centre (RTARFSC), ha sviluppato una stretta cooperazione con il Ministero della Sicurezza dello Stato cinese (MSS), l’agenzia di intelligence estera e interna della Cina. Questa collaborazione si concentra principalmente sullo scambio di informazioni sensibili riguardanti la sicurezza regionale, le minacce terroristiche e la prevenzione del crimine transnazionale, con particolare attenzione ai movimenti separatisti e ai gruppi ribelli attivi nella regione del Sud-Est asiatico.

Si ritiene che figure chiave come il generale Apirat Kongsompong, ex capo dell’esercito thailandese e strettamente legato alle operazioni di intelligence del Paese, abbia avuto un ruolo determinante nel consolidare questi legami con i servizi cinesi. Dalla parte cinese, il direttore del MSS, Chen Wenqing, ha supervisionato gli scambi strategici e le operazioni congiunte con l’intelligence thailandese, rafforzando il legame attraverso una serie di accordi bilaterali segreti che includono la condivisione di tecnologie per la sorveglianza e la sicurezza cibernetica. Questo rapporto si è ulteriormente sviluppato in seguito alla decisione della Thailandia di acquistare una serie di sistemi d’arma avanzati dalla Cina, come i carri armati VT4 e i sottomarini classe Yuan, con i servizi segreti coinvolti nell’assicurare che tali acquisti soddisfacessero gli standard di sicurezza nazionale. Oltre agli accordi militari, i servizi segreti thailandesi e cinesi hanno collaborato per monitorare le attività di gruppi di dissidenti e attivisti politici sia in Thailandia che in Cina, unendo le loro risorse per mantenere la stabilità interna e affrontare minacce comuni.