Anduril svela il drone-cannoniera che volerà con gli elicotteri da attacco

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La risposta alla domanda se i droni abbiano reso obsoleti gli elicotteri da attacco è forse arrivata da Anduril. La società statunitense specializzata in tecnologie militari a intelligenza artificiale basata in California ha infatti recentemente presentato Thunder, un drone autonomo a due rotori basculanti pensato per essere un mezzo collaborativo per gli elicotteri da attacco come gli AH-64 Apache dell’esercito USA.

Il convertiplano, a trave di coda singolo e due derive a V di circa 90 gradi, è in grado di trasportare dieci missili Hellfire o settantasei razzi da 70 mm e il primo volo è previsto per il 2027, come annunciato dall’azienda. L’armamento è posizionato in stive laterali e appeso a pannelli estraibili, soluzione che forse è stata scelta più per mantenere le linee aerodinamicamente pulite che per motivazioni riguardanti la stealthness, data l’importante risposta radar dei due rotori basculanti.

Anduril riferisce che il velivolo nasce come risposta all’attuale ambiente aereo di superficie, diventato uno dei più letali sul campo di battaglia, dove gli elicotteri d’attacco e i loro equipaggi sono sempre più esposti al rischio di munizioni circuitanti, sistemi di difesa aerea economici e sorveglianza costante. Queste condizioni, secondo l’azienda, hanno portato le manovre dei velivoli ad ala rotante a una situazione di stallo e indicano un futuro guidato dai sistemi autonomi per questo tipo di velivoli d’attacco. Thunder è progettato per moltiplicare la potenza di fuoco e aumentare la sopravvivenza degli attuali e futuri elicotteri/convertiplani d’attacco e d’assalto con equipaggio, affiancando le piattaforme pilotate anziché sostituirle.

Quest’ultimo punto è forse fondamentale per rispondere alla domanda di partenza: nella mente visionaria dei progettisti di Anduril, gli elicotteri hanno e avranno ancora un ruolo nel campo di battaglia. Dalle colonne di InsideOver avevamo già esaurito questa questione, quando abbiamo sottolineato che il mezzo ad ala rotante serve non solo a distruggere un obiettivo, ma è uno strumento per occuparlo col personale quando si tratta di aeroporti, ponti e altre strutture fondamentali per il progresso di una battaglia. Nondimeno, l’elicottero d’assalto resta ancora un modo rapido per dispiegare truppe sul campo. Proprio per questo, avevamo postulato l’integrazione di sistemi manned con quelli unmanned ad ala rotante, come poi Anduril ha confermato con la presentazione del suo Thunder.

Il triplo delle munizioni

La società riferisce che il convertiplano da attacco è la variante specifica per la difesa di una piattaforma a duplice uso sviluppata in collaborazione con Archer Aviation, azienda produttrice di aerotaxi elettrici, che porta nel settore della Difesa l’esperienza maturata nel campo della propulsione elettrica e della progettazione dei rotori, sviluppata per il settore commerciale. Secondo l’azienda, una configurazione ibrida-elettrica e a rotori basculanti combina il decollo e l’atterraggio verticali con un’efficiente volo di crociera, mentre i rotori a velocità variabile riducono il fabbisogno energetico e il consumo di carburante e minimizzano la traccia acustica durante l’ingresso a bassa quota. Anduril afferma che questa combinazione conferisce a Thunder l’autonomia necessaria per il dispiegamento globale, oppure, in alternativa, il velivolo può essere imballato in un container standard per il trasporto via aerea, stradale, ferroviaria o marittima.

Le configurazioni del carico utile sono descritte con un livello di dettaglio insolito. I vani interni modulari nella fusoliera principale e nella parte anteriore possono ospitare munizioni di precisione, razzi, carichi utili per la guerra elettronica, armi anti-drone e merci. Il modulo principale è configurabile con dieci missili aria-terra come Hellfire, JAGM o il Barracuda-100M di Anduril, sedici piccoli droni da ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) ed EW Altius-600 o settantasei razzi da 70 mm, oltre a dodici sistemi anti-drone aggiuntivi nella parte anteriore. Secondo Anduril, il vero punto di svolta risiede nell’impiego in team: tre Thunder abbinati a ciascun Apache offrono a una Brigata di Aviazione da Combattimento un aumento di tre volte delle munizioni disponibili senza esporre ulteriori piloti al pericolo, a una frazione del costo di una formazione equivalente con equipaggio.

Il velivolo utilizza il software Lattice for Mission Autonomy dell’azienda, che gestisce il comportamento in formazione e la logica di volo, consentendo ai piloti di dirigere l’aeromobile attraverso un comando piuttosto che con cloche e pedaliera, grazie anche a un sistema di elaborazione di bordo che combina sensori passivi e attivi selettivi con visione artificiale, dati cartografici ed edge computing, progettato per mantenere il drone in navigazione e tracciare le minacce anche in caso di GPS, visibilità e comunicazioni degradate o interrotte. L’azienda afferma che il software integra i dati dei sensori e della missione di tutta la formazione in un quadro tattico comune, in modo che il velivolo migliori le piattaforme circostanti anziché limitarsi a svolgere la propria missione. Anduril dichiara che sono già stati completati diversi voli di prova con i modelli a grandezza naturale, ed il primo volo è previsto per il 2027. Secondo l’azienda la configurazione a duplice uso, condivisa con il sistema civile di Archer, rappresenta la strada per raggiungere le economie di scala e le filiere di approvvigionamento necessarie per una produzione su larga scala a costi accessibili.

Vorremmo ora chiudere con una nota di colore cinematografica: i più appassionati di pellicole d’azione avranno notato che il Thunder assomiglia molto a un altro drone del grande schermo, visto in una nota serie di film post apocalittica: Terminator. Skynet è già qui?