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La International Flight Training School (Ifts) è il nuovo centro di addestramento avanzato, progettato dall’Aeronautica Militare insieme a Leonardo Spa, che costituirà il riferimento internazionale nella formazione di quei piloti militari che successivamente saranno impiegati su velivoli caccia di ultima generazione. Si tratta di una vera e propria accademia del volo, distribuita tra la base di Galatina (Le) e Decimomannu (Ca), in grado di ospitare allievi, personale tecnico nonché aree ricreative, mensa, impianti sportivi, infrastrutture logistico-manutentive che dovranno gestire l’operatività della flotta di 22 velivoli M-346 (denominato T-346A dall’Am).

Giovedì 21 ottobre, il capo di Stato maggiore dell’Am, generale di squadra aerea Alberto Rosso, ed il capo di Stato maggiore della Japan Air Self-Defense Force (Jasdf), generale Shunji Izutsu, hanno siglato un importante accordo relativo all’addestramento dei piloti militari. La firma, che si è tenuta nella modalità “a distanza”, ha suggellato un’intesa per l’inserimento di piloti militari giapponesi nei corsi di addestramento avanzato (o di fase IV). Il Giappone, così, diventa il terzo Paese straniero, dopo Qatar e Germania, ad affidarsi al centro italiano, dimostrando l’elevatissimo grado di professionalità e competenza raggiunto dal partenariato tra Leonardo e la nostra Arma Azzurra. Il progetto mira a soddisfare la crescente domanda dell’Am e dei Paesi partner per la formazione dei propri piloti e consentirà di raddoppiare l’attuale capacità di addestramento: i 22 M-346AJT, operati da un totale di 40 istruttori, saranno in grado di formare più di 70 piloti.

La partnership tra l’Aeronautica Militare, in possesso di una lunga e consolidata esperienza nell’addestramento al volo, e Leonardo, leader nel training integrato, consentirà alla prima di ottimizzare il rapporto costo/efficacia dell’addestramento al volo e, alla seconda, di rafforzare il proprio posizionamento internazionale quale “Training Service Provider”.

L’interesse del Giappone si è consolidato dopo una serie di contatti e iniziative, culminate in una visita al 61esimo stormo di Lecce nel settembre 2020, durante la quale una delegazione della Jasdf ha potuto apprezzare direttamente l’eccellenza del sistema di addestramento dell’Aeronautica Militare, con particolare riferimento all’Integrated Training System, sviluppato da Leonardo, basato sul velivolo T-346A.

Apprendiamo che l’accordo appena firmato prevede un inserimento graduale e crescente negli anni di allievi piloti giapponesi, inoltre, considerata l’anima internazionale del progetto Ifts, in futuro potranno essere accolti all’interno della scuola anche istruttori provenienti dalla Jasdf, che lavoreranno fianco a fianco con i colleghi italiani, in un’ottica di scambio di esperienze, ottimizzazione e standardizzazione delle procedure, a beneficio di tutti gli operatori del settore.

Italia e Giappone hanno in comune molto più di quanto si possa pensare in ambito aeronautico: oltre ai legami storici, che affondano le radici nello storico volo Roma-Tokyo di Arturo Ferrarin nel 1920, i due Paesi condividono una parte importante nel programma Joint Strike Fighter (Jsf), meglio noto come F-35.

Oltre ad avere entrambi in servizio i cacciabombardieri di quinta generazione nelle versioni A e B, Italia e Giappone sono le uniche due nazioni all’infuori degli Stati Uniti ad avere un centro di produzione di questa nuova macchina (il Faco – Final Assembly and Check Out), rispettivamente a Cameri (No) e a Nagoya. È proprio anche in funzione di queste congruenze che Tokyo ha scelto l’Ifts per far addestrare i suoi piloti in fase avanzata. Possiamo anche ipotizzare che il Giappone abbia optato per l’Italia in previsione di una sua futura acquisizione del nuovo caccia Tempest: il nostro Paese fa parte del consorzio trinazionale che lo costruirà, insieme a Regno Unito e Svezia, che ha visto aggiungersi anche un certo grado di partecipazione nipponica di recente.

Pensiamo quindi che Tokyo possa un giorno decidere di acquistare i caccia di sesta generazione, e pertanto dovrà per forza entrare in un meccanismo di addestramento per le nuove macchine che, riteniamo, potrebbe essere affidato in qualche misura all’Ifts. Del resto il nuovo centro si occuperà di “addestramento avanzato” e la partecipazione di Leonardo, che è partner del programma Tempest, potrebbe essere un’indicazione in tal senso.

Il generale Izutsu, nell’esprimere la sua gratitudine per il contributo dell’Am ai rapporti tra Italia e Giappone, ha dichiarato che l’accordo rappresenta un passo significativo per approfondire la cooperazione e gli scambi nel settore Difesa tra la Koku-Jieitai (Jasdf) e l’Aeronautica Militare. Il generale Rosso ha affermato che si tratta di una “grande e storica data” ricordando che questo accordo darà a entrambi i Paesi l’opportunità di crescere insieme, di condividere capacità professionali e di far lavorare il personale a stretto contatto, sinergia e amicizia.

La partnership con il Giappone diventa quindi sempre più importante, sia per motivazioni puramente industriali, sia per quelle di carattere strategico: in questo momento storico Tokyo è al fronte della strategia di contenimento della Cina e rappresenta un alleato affidabile in Estremo Oriente per poter allungare il raggio d’azione dei nostri interessi nazionali, che dovrebbero tenere conto delle dinamiche in quel settore diventato da tempo il fulcro dell’economia mondiale.

Oltre a questo il partenariato col Sol Levante potrebbe espletarsi maggiormente nel campo dell’industria della Difesa, magari per poter sopperire alla mancanza di un pattugliatore marittimo armato: una carenza grave per la nostra Aeronautica da quando sono stati pensionati gli Atlantic. Ecco che quindi grazie a Leonardo potrebbe nascere un programma congiunto per un nuovo velivolo di questo tipo sfruttando il know how accumulato dal Giappone coi suoi Kawasaki P-1.

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