Base avanzata nel Mediterraneo, Akrotiri è l’hub da cui la Royal Air Force può condurre e ha sempre condotto missioni di bombardamento nella regione del Medio Oriente. Dalla sua pista sono decollati per anni i tonka, cacciabombardieri Tornado Gr.4 diretti sui target dell’Isis nel Siraq.

Se riceveranno la luce verde da Londra, ora saranno i Typhoon a decollare verso le coste dello Yemen del Nord per colpire obiettivi associati agli insorti Houthi che continuano a bersagliare con droni kamikaze, missili e barchini armati i mercantili civili che tentano la navigazione nel Mar Rosso.

Una base strategica nel Mediterraneo

Ai piani alti del Palazzo di Whitehall a Londra i vertici della Difesa britannica valutano stanno valutando l’ipotesi di ordinare dei raid aerei contro i ribelli Houthi dopo l’azione offensiva condotta dall’Us Navy, che ha affondato tre barchini armati che avevano preso di mira una mercantile nel Mar Rosso.

La base di lancio per questa operazione sarebbe, oggi come in passato, enclave militare britannica di Akrotiri, situata nella parte centro-meridionale di Cipro e mantenuta come “Area delle Basi Sovrane di Akrotiri e Dhekelia” dal Regno Unito in base all’accordo di Londra del 1959. Accordo che garantiva l’indipendenza di Cipro. Dalla penisola di Akrotiri, sita nell’estrema parte meridionale dell’isola, e da una piccola area costiera più a nord, Dhekelia – in passato già sfruttate come “stazioni” per monitorare le attività sovietiche – gli inglesi potrebbe far decollare i loro caccia per colpire obiettivi degli insorti Houthi.

Il ministro della Difesa Grant Shapps ha affermato che il governo di Londra “non esiterebbe” a intraprendere “un’azione diretta” per prevenire ulteriori attacchi ai danni di navi civili dirette o provenienti dal Canale di Suez.

Aerei e armi da impiegare contro gli Houthi

A decollare dalla base avanzata nelle terre d’oltremare britanniche sarebbero i caccia Typhoon Fgr Mk. 4, jet da combattimento multiruolo che verrebbero schierati per condurre sortite su target predefiniti sulle coste dello Yemen.

Sebbene in passato il Typhoon fosse impiegato principalmente come intercettore per intervenire in caso di Allarme di Reazione Rapida (Qra), dopo la dismissione dei cacciabombardieri Tornado è la piattaforma stata aggiornato per effettuare missioni di ogni tipo. Attualmente i Typhoon della Raf possono condurre sia missioni di attacco di precisione che condurre sortite offensive per ingaggiare numerosi tipologie di bersagli: compresi target di missioni di attacco al suolo e supporto aereo ravvicinato. I Typhoon possono infatti trasportare bombe a guida Gps/laser della famiglia Paveway (II e IV) e missili aria-terra guidati Brimstone e Storm Shadow.

La difesa da e l’ingaggio di avversari ad ala fissa e rotante, sebbene siano ridetto le possibilità di scontro con minacce di questo tipo durante una missione sullo Yemen, sarebbe affidata ai classici missili aria-aria a guida radar attiva Aim-120 o ai nuovi missili aria-aria Aim-132 e Meteor.

Come nelle valse nelle missioni affrontate in passato dai Tornado della Raf inviati sugli obiettivi dell’Isis in Siria e Iraq in quella che era a tutti gli effetti una guerra asimmetrica, i Typhoon che verrebbero impiegati contro ribelli Houthi non dovrebbero affrontare una bolla di difesa anti-aerea efficace e incentrata sulla connessione di sistemi antiaerei e sistemi di radar “sofisticati” per intercettarli; tuttavia nel mese di novembre un missile terra-aria di fabbricazione sovietica SA-6 proveniente dallo Yemen ha abbattuto un drone Reaper Mq-9 americano. Armi come queste potrebbero rappresentare – seppur in minima parte – una “minaccia” reale per i caccia britannici inviati in missione.

Voli spia e un ruolo nella guerra ad Hamas

Ancora prima di essere menzionata come possibile base di lancio per i raid aerei contro i miliziani Houthi dello Yemen, la base Raf di Akrotiri è tornata all’attenzione per il suo ruolo nel conflitto che si sta consumando nella Striscia di Gaza. La presenza di un aereo spia U-2 Dragon Lady dell’Aeronautica degli Stati Uniti sulle piste di Akrotiri in concomitanza con l’elevarsi di intensità del conflitto Israelo-palestinese ha lasciato ipotizzare che l’Us Air Force – o la Cia – abbiano condotto missioni di sorveglianza su Gaza per avere un punto della situazione, per condividere informazioni l’intelligence con Israele o per missioni definite “potenzialmente controverse”.

La presenza di aerei spia e droni di sorveglianza americani nella base d’oltremare britannica di Cipro ha sollevato in passato inchieste e interrogativi per “definire” in coinvolgimento di Londra in missioni segrete condotte tra il 2008 e il 2013 dopo la pubblicazione su Wikileaks di una serie di documenti secretati.

Secondo quanto riportato dal sito DeclassifiedUk, un portavoce del ministero della Difesa britannico ha dichiarato: “In risposta alla situazione in Israele e a Gaza, stiamo lavorando con partner internazionali per allentare il conflitto, rafforzare la stabilità e sostenere gli sforzi umanitari nella regione. Qualsiasi utilizzo delle basi del Regno Unito sarà in linea con questi obiettivi”. Sempre secondo la stessa fonte il governo britannico ha ammesso di aver fatto decollare 32 aerei da Cipro a Israele nelle sei settimane successive al 7 ottobre. A questi si aggiungono i voli operati dalle forze armate o agenzie di sicurezza statunitensi dei quali non verrà divulgato il numero. La distanza di volo da Israele è di 40 minuti di volo.

I voli operati dalla Royal Air Force hanno consentito: “la partenza assistita di cittadini britannici da Israele” e il “continuo movimento di materiali necessari per sostenere la nostra missione diplomatica a Tel Aviv”, oltre “il trasporto di ministri e alti funzionari che conducono impegni diplomatici con gli interlocutori israeliani”, secondo quando dichiarato la governo britannico. Non è dato sapere invece il fine e gli obiettivi dei voli americani che hanno molte basi con un raggio operativo “utile” nella regione.