Cattive notizie per l’esercito di Sua Maestà. Il programma Ajax avrebbe dovuto segnare la rinascita della capacità corazzata britannica, torna ancora una volta al centro dell’attenzione per un problema che ne rallenterà l’entrata in servizio. La ragione? Le eccessive vibrazioni di questo veicolo da combattimento corazzato (AFV) e per il trasporto della fanteria. Dopo l’ennesima esercitazione conclusa con soldati costretti all’assistenza medica per disturbi causati dai problemi di rumore e vibrazioni provocate dal veicolo marciante, il British Army ha deciso di sospendere l’impiego operativo di questi nuovi veicoli da combattimento. E sebbene la pausa sia di sole due settimane, quindi “ufficialmente temporanea”, solleva degli interrogativi sul destino del nuovo e controverso veicolo corazzato.
Il Ministero della Difesa ha confermato che “circa trenta militari hanno riportato sintomi” provocati dal disturbo delle vibrazioni dopo sessioni di addestramento a bordo dei mezzi. In alcuni casi i sintomi si sono protratti fino a quindici ore, lasciando intendere che in azione, ogni equipaggio o unità di fanteria trasportata da un AFV Ajax potrebbe non essere al 100% delle loro capacità per colpa del vettore che conducono o che li trasporta in zona operazioni.
Ora la principale preoccupazione è chiarire se l’Ajax – che fa parte di una più ampia famiglia di mezzi cingolati composta dai mezzi Argus, Atlas, Apollo e Athena – possa davvero svolgere il ruolo per cui è stato concepito mentre i conflitti avanzano e le minacce sui campi di battaglia reali aumentano.
Secondo quanto riportato, la maggior parte di loro è già tornata in servizio, ma il fatto stesso che siano stati necessari ricoveri specialistici dimostra quanto la questione delle “vibrazioni” dell’Ajax resti tutt’altro che marginale. Già negli anni scorsi, durante le prove preliminari, erano emersi disturbi all’udito e affaticamento fisico attribuiti alle vibrazioni dello scafo e ai livelli sonori interni. Un problema noto, documentato, in teoria affrontato ma evidentemente non risolto dagli specialisti della General Dynamics UK. La sospensione arriva peraltro poche settimane dopo la dichiarazione di capacità operativa iniziale – un traguardo lungamente atteso, quasi simbolico, considerando che il loro schieramento era previsto originariamente nel 2017.
Dal via libera formale allo stop forzato dopo questa sessione d’addestramento il passo è stato decisamente breve, e ora è lecito domandarsi come sia possibile che il primo nuovo IFV cingolato dell’esercito britannico progettato per sostituire i mezzi che equipaggiano le moderne unità di cavalleria inglesi dopo quasi trent’anni, non sia all’altezza dei compiti essenziali che dovrebbe ricoprire. Gli analisti di The War Zone sottolineano come le “vibrazioni non mettono a rischio solo il personale, ma anche il sistema d’arma principale, che fatica a rimanere stabile in movimento“, come anche i componenti dell’elettronica, che risentendo degli urti mostrano un “tasso di usura insolitamente elevato“.
Il governo inglese ha assicurato che la pausa servirà a individuare e correggere le criticità residue. Tuttavia, ogni nuova interruzione alimenta la sensazione che il programma sia soggetto a un equilibrio precario, tra ambizione e limiti strutturali, sollevando i dubbi di quanti si chiedono come potrebbe fronteggiare le minacce rappresentate dai droni FPV, che hanno ridisegnato il campo di battaglia in Ucraina, tuffandosi con il loro carico esplosivo – spesso improvvisato – proprio sui veicoli corazzati per il trasporto della fanteria, o dai nuovi e letali sistemi anticarro, omologhi di quelli che proprio gli inglesi hanno fornito all’Ucraina per fronteggiare i tank e i veicoli corazzati russi.
Un esercito moderno come quello del Regno Unito ha bisogno di “mezzi moderni” ed efficienti, non di veicoli che non garantiscono le facoltà degli equipaggi che li conducono, per questo l’Ajax rischia di restare sospeso in una “sorta di limbo” operativo: troppo avanzato per essere abbandonato, troppo problematico per essere davvero schierato. Un mezzo nato per avanzare su ogni terreno, dal deserto alla tundra, ora sembra costretto a fermarsi in attesa di una soluzione per le sue “bad vibrations“.
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