L’Argentina ritira dal servizio gli ultimi esemplari dei suoi A-4 Fightinghawk, le versioni modernizzate dei venerabili A-4 Skyhawk che hanno prestato servizio per oltre sei decenni nella Fuerza Aérea Argentina, gli aerei d’attacco al suolo che sono passati alla storia per le temerarie missioni a bassa quota condotte durante la Guerra delle Falkland nel lontano 1982. Questo ritiro definitivo coincide con l’introduzione dei nuovi cacciabombardieriF-16 Fighting Falcon come “nuovo caccia” dell’Aviazione argentina, da anni al centro di un programma di “profondo rinnovamento” delle capacità operative che ora coincide con i “venti di cambiamento” che minacciano stravolgimenti strategici e riscatto per le Isole Malvinas.
La Fuerza Aérea Argentina ha annunciato ieri la “dismissione definitiva” della flotta di Fightinghawk presso la base aerea di Villa Reynolds, nella provincia di San Luis. La base ospitava l’ultima unità argentina dotata di A-4AR/OA-4AR Fightinghawk, la 5ª Brigata Aerea. Secondo quanto riportato dall’Aeronautica argentina, la decisione di ritirare i venerabili A-4 si basa su “priorità di efficienza operativa e sostenibilità economica“, dato che mantenere operativi questi velivoli era diventata una “sfida sempre più ardua negli ultimi anni“.
Il Fightinghawk, versione specifica per la forza aerea argentina, era strettamente legato a un piano di modernizzazione condotto da Lockheed Martin sugli Skyhawk assegnati alla componente aerea del Corpo dei Marines degli Stati Uniti e consegnati negli anni Novanta.
Questi aerei da attacco al suolo, già noti ai piloti argentini, erano equipaggiati con il radar utilizzato nelle prime varianti dell’F-16 ed erano in grado di trasportare missili aria-aria Sidewinder. I Fightinghawk, decisamente più performanti dei loro predecessori, erano dotati di un sistema computerizzato di pianificazione delle missioni e di un nuovo computer di navigazione/attacco e, nonostante non fossero progettati come caccia da adibire alla difesa aerea, svolsero anche questo ruolo quando Buenos Aires si trovò costretta a ritirare i suoi ultimi caccia Mirage di fabbricazione francese.

Nuovi caccia per ricostruire una capacità aerea
Secondo quanto riportato da The War Zone, la Fuerza Aérea Argentina ha investito diversi anni a “ricostruire la propria capacità di caccia”, ma è stata “ripetutamente ostacolata dagli sforzi britannici per bloccare potenziali acquisti di caccia”. Dopo aver acquistato altri aerei dalla Francia, ricordiamo i Super Etendard dismessi dalla portaerei Charles De Gaulle che non poterono essere impiegati per colpa dell’embargo, gli analisti ipotizzano che l’Argentina potesse spingersi a concludere accordi con la Cina o la Russia. Ragione per cui gli Stati Uniti – che guardano con interesse alle Isole Falkland o Isole Malvine come hub nell’Atlantico Meridionale nel piano di contenimento dell’espansione cinese – hanno finito con l’approvare il trasferimento di due squadriglie di F-16 dalla Danimarca all’Argentina, aerei che il Dipartimento di Stato americano definì come “velivoli multiruolo a basso costo e ad alte prestazioni“. Le due squadriglie comprendono sedici monoposto F-16AM e otto biposto F-16BM, e sono state seguite da diverse cellule di vecchi Viper da impiegare come fonti di pezzi di ricambio. L’assenza di ricambi infatti aveva pesato sulla partita di Etendard francesi che si rivelarono un problema, invece che una soluzione.
Dal primo impiego negli anni Sessanta alla guerra delle Falkland
Il ritiro del Fightinghawk segna anche la fine della lunga storia degli A-4 che hanno servito, a partire dal 1966, la Fuerza Aérea Argentina e l’Aviación Naval dell’Argentina. Prima della guerra delle Falkland che li rese celebri nella battaglia di San Carlos, lo scontro aeronavale sostenuto contro la forza di spedizione britannica, l’Argentina acquistò quattro lotti di 26 A-4 che erano appartenuti all’U.S. Navy, diventando il primo “cliente estero” dello Skyhawk. L’ultimo venne imbarcato a bordo della portaerei Veinticinco de Mayo, una nave di classe Colossus trasferita dal Regno Unito dopo aver prestato servizio con la Royal Navy britannica e la Royal Netherlands Navy.
Quando nella primavera del 1982 la crisi delle isole Falkland portò gli argentini a sferrare un attacco a sorpresa contro il territorio d’oltremare britannico, erano circa 40 gli A-4 in servizio nelle forze aeree argentine. E servirono a condurre missioni d’attacco a bassissima quota dopo aver ricevuto rifornimento dalle aerocisterne KC-130 Hercules che li accompagnavano nel viaggio dalle coste dell’Argentina. Nel corso di oltre 200 sortite di combattimento, gli A-4 argentini affondarono quattro navi da guerra della Royal Navy, e ne danneggiarono altrettante.
La leggendaria missione degli A-4
Tra gli attacchi più temerari che vennero condotti a bordo degli A-4 Skyhawk durante la guerra delle Falkland, il più celebre è senza dubbio quello del 25 maggio 1982, quando una formazione di sei aerei d’attacco al suolo di questo tipo, appartenenti al Grupo 5 de Caza e incaricata di colpire le due navi da guerra inglesi, il cacciatorpediniere HMS Coventry e la fregata HMS Broadsword, localizzate a Nord-Ovest delle Isole Falkland, o Malvinas che dir si voglia, condusse uno di quei temerari voli a bassissima quota per sganciare le proprie bombe, volando a pochi metri dalla superficie del mare per evitare il rilevamento radar e sfidando i sistemi missilistici Sea Wolf, il fuoco incrociato dei cannoni da 20 mm Oerlikon e degli antiaerei Bofors, oltre a tutte le mitragliatrici leggere che erano puntate su di loro. Come è noto, i quattro caccia, divisi in due coppie, riuscirono a sganciare le loro bombe perché il radar che avrebbe dovuto guidare i missili contro di loro non riuscì a tracciarli per un problema tecnico: non fu in grado di “scegliere” quale dei due Skyhawk tracciare.
La prima coppia sganciò le bombe ma mancò il bersaglio, mentre la seconda riuscì a colpire la Broadsword con una bomba Mk.17 nonostante l’intenso fuoco antiaereo. La bomba però non esplose. L’ultima coppia di A-4, armati con tre bombe più leggere, colpì e danneggiò gravemente la HMS Coventry, che affondò in soli venti minuti. L’attacco portò alla morte di 19 marinai e al ferimento di altri 30, mentre tutti e sei gli A-4 tornarono alla base.
Durante la guerra delle Falkland gli argentini persero 19 A-4 Skyhawk e 17 piloti. Otto di questi vennero abbattuti dai missili aria-aria dei caccia Sea Harrier della Royal Navy britannica, soprannominati la “Muerte negra“. Il coraggio dei piloti della Fuerza Aérea Argentina e della Aviación Naval viene celebrato ancora oggi, ricordando che ognuno di loro sapeva di andare a combattere contro un avversario tecnologicamente più avanzato, senza armamento missilistico aria-aria, senza radar, senza un moderno sistema di navigazione, trasportando munizioni non guidate e senza apparecchiature di allarme radar che potessero avvertirli dei missili in arrivo.
Dopo la dismissione degli A-4 argentini, rimangono in servizio i pochi Skyhawk che fanno ancora parte dell’Aeronautica Militare Brasiliana, ma si ritiene che il loro periodo di servizio terminerà a breve, relegando gli A-4 alle squadriglie di contractor militari privati che hanno sempre apprezzato questo aereo per la sua agilità, rendendolo una piattaforma eccellente nelle vesti di “avversario” nell’addestramento al combattimento e lasciando allo Skyhawk un posto d’eccezione tra i famosi “Aggressor” che servono a preparare i piloti da combattimento delle migliori aeronautiche militari del mondo.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

