L’Indonesia è prossima a completare l’acquisto dell’incrociatore portaeromobili “Giuseppe Garibaldi” , ritirato dal servizio il 1° ottobre scorso e da allora al centro di un grande dibattito. Come ha rivelato la testata spagnola Zona Militar, il Ministero della Pianificazione dello Sviluppo Nazionale di Giacarta ha ottenuto il via libera a un prestito dal valore di 450 milioni di dollari da parte di un non precisato investitore internazionale per formalizzare l’acquisto della prestigiosa unità italiana.
Army Recognition ricorda che l’Indonesia ha anche incassato prestiti per “un massimo di 250 milioni di dollari per nuovi elicotteri da trasporto e fino a 300 milioni di dollari per elicotteri da trasporto”, destinati a essere imbarcati sulla “Garibaldi” di domani, aggiungendo che “le proposte presentate all’Indonesia nel 2025 descrivevano l’adattamento del Garibaldi per elicotteri e veicoli aerei senza pilota. A Indodefence 2025, un’azienda locale ha esposto un modello concettuale con due isole e modelli in scala dei droni turchi Bayraktar TB3, per i quali l’Indonesia ha espresso interesse”.
Alla fiera di Giacarta (Indodefence si è svolta dall’11 al 14 giugno) “Naval News” ha intervistato Mauro Manzini, Direttore Vendite della Divisione Navale di Fincantieri, azienda che ha costruito e mantenuto il “Garibaldi”. Manzini è intervenuto sottolineando che l’ex ammiraglia “è in buone condizioni e ha circa 15-20 anni di vita operativa residua. La nave potrà essere trasferita a seguito di un processo di refitting personalizzato in base alle specifiche esigenze della Marina Militare indonesiana”.
Il futuro del Garibaldi tra discussione e concretezza
La via dell’Asia potrebbe essere dunque quella definitiva per uno storico nerbo della Marina Militare. La “Garibaldi” è stato il primo vascello italiano a operare come portaerei nella flotta italiana e dal 1987 al 2011 ha anche operato come nave ammiraglia della Marina Militare, prima di cedere il vessillo alla portaerei “Cavour”. Sul futuro della nave, che ha servito nelle mssioni Restore Hope in Somalia, Allied Force ai tempi della guerra del Kosovo, Enduring Freedom in Afghanistan e Unified Protector in Libia tra il 1994 e il 2011, molte erano state le suggestioni. Si era pensato di rendere la “Garibaldi” una nave destinata al lancio di satelliti dal mare, così da dare all’Italia un primato globale sul fronte dell’uso di un vascello come strumento di accesso autonomo allo spazio, o di convertirlo in porta-droni.
Non si trattava di ipotesi peregrine. Quest’ultima ipotesi era stata discussa da Gens Italia in relazione all’accordo tra Leonardo e l’azienda turca Baykar per sviluppare nuovi droni congiuntamente a seguito dell’acquisto di Piaggio Aerospace da parte dell’azienda anatolica e dopo che Ankara aveva dimostrato la capacità di convertire la sua “Anadolu” proprio al lancio di droni. Alla fine, però, l’opzione della vendita sembra esser destinata a risultare prevalente.
Le esigenze operative dell’Indonesia
Alla fine, invece, la vendita sembra destinata a essere l’esito più concreto a cui indirizzare un’unità dal passato glorioso ma ormai ritenuta superata dalle nuove esigenze militari della Marina. L’entrata in servizio dell’unità d’assalto anfibio multiruolo Trieste e la ristrutturazione delle linee della Marina Militare avevano portato al disarmo e al ritiro dal servizio dell’ex ammiraglia. La corsa al riarmo navale dell’Indo-Pacifico le potrà dare una seconda giovinezza.
In attesa del via libera definitivo di Roma, è indubbio che l’offerta indonesiana segnali “un’accelerazione fondamentale nel programma di modernizzazione militare di Giacarta, segnalando la sua determinazione ad espandere le capacità di proiezione di potenza nell’Indo-Pacifico e a rafforzare il suo ruolo di principale nazione marittima del Sud-est asiatico”, nota Defence Security Asia.
Tra sfide operative e prospettive strategiche, Giacarta intende aumentare la sua proiezione e alzare il livello delle sue capacità militari. Un’ex portaerei riconvertita in portaelicotteri e porta-droni appare ad oggi una soluzione chiave, e il Garibaldi può supplire all’assenza di un’adeguata capacità cantieristica nazionale nella più popolosa nazione del Sud-Est Asiatico.
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