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Difesa

Addestramento su Fortnite: così gli eserciti useranno i missili Javelin

Dalle periferie di Kiev alle campagne del Donbass, uno dei missili anticarro di produzione americana più diffusi nell’esercito ucraino, il Fgm-148 Javelin, a breve sarà affiancato da un training basato sulla realtà virtuale di Fortnite. Epic Games, la casa sviluppatrice...
Javelin Close Combat Missile System

Dalle periferie di Kiev alle campagne del Donbass, uno dei missili anticarro di produzione americana più diffusi nell’esercito ucraino, il Fgm-148 Javelin, a breve sarà affiancato da un training basato sulla realtà virtuale di Fortnite. Epic Games, la casa sviluppatrice proprietaria di Unreal Engine (il motore grafico progettato per ricreare in altissima qualità la realtà circostante), provvederà a fornire il nuovo simulatore aggiornato per addestrare i futuri soldati.

La presentazione è avvenuta in anteprima mercoledì 29 marzo in Alabama (Usa), dove la Saic (Science Applications International Corp), società a cui è stata appaltata l’implementazione di questa avveniristica funzionalità, ha mostrato in esclusiva per l’Army Times questo nuovo upgrade che sarà disponibile a partire dal 2025. La versione attuale del simulatore non è in grado di riprodurre scenari con target realistici, ragion per cui è stato finanziato un ammodernamento del sistema. Durante l’evento un giornalista ha potuto testare il nuovo simulatore scagliando un missile contro un carro armato T-72 russo.

Lo scopo non è soltanto quello di migliorare l’esperienza di addestramento per i futuri soldati, ma anche quello di avvicinare gli appartenenti alla cosiddetta Gen Z, abituati nel tempo libero a operare negli scenari rappresentati nei videogiochi. “Adottare un motore grafico già pronto per l’uso renderà più semplice ed economica la manutenzione dell’addestramento e lo sviluppo di nuovi scenari, personalizzati in base alle specifiche di ciascun cliente”, fanno sapere dalla Saic.

Come funzionano i missili anticarro Javelin

Dall’inizio del conflitto in Ucraina, le forze armate di Kiev hanno ricevuto in dotazione più di diecimila missili Javelin dai soli Usa. Questi micidiali anticarro, pesanti 11 kg (escluso il lanciatore) e rivelatisi fondamentali per la battaglia della capitale ucraina più di un anno fa, hanno una gittata di quasi 5 km, superiore a quella di missili simili montati sui tank russi. Secondo il manuale ufficiale, il periodo di addestramento per questo spalleggiabile ha una durata di 80 ore, a differenza dei “cugini” inglesi Nlaw e tedeschi Panzerfaust, meno macchinosi e per cui è sufficiente un training di poche ore prima di essere combat-ready. Il Javelin è entrato in servizio nel 1996 e da allora si è affermato come uno degli Atgm (Anti Tank Ground Missile) più avanzati in circolazione.

Per il Pentagono però armare gli alleati in Europa, destinatari di aiuti militari quantificabili in oltre 30 miliardi di dollari, non basta: bisogna dapprima aumentare la produzione di armamenti. “Stiamo già producendo 2.500 Javelin all’anno”, ha reso noto qualche settimana fa un alto funzionario dell’esercito. “E arriveremo a 5mila Javelin all’anno nel prossimo anno o due”. L’allarme sull’esaurimento delle munizioni in caso di conflitto, in particolare con la Cina, è stato lanciato a inizio anno proprio dal Pentagono, che nel frattempo ha preso la decisione di investire ingenti risorse nell’addestramento delle truppe via realtà virtuale (Vr), realtà aumentata e realtà mista.

Murale dedicato a “Santa Javelina”, una raffigurazione della madonna con in mano un missile anticarro Javelin. Nei primi mesi di conflitto, il Javelin è rapidamente diventato un’icona della resistenza dell’Ucraina contro la Russia. Foto: Epa/Oleg Petrasyuk.

L’esercito Usa investe sulla realtà virtuale per i suoi soldati

Equipaggiamenti interattivi con display, visori e joystick permetteranno alle reclute di immergersi nel campo di battaglia grazie al programma Army’s Synthetic Training Environment (Ste) dello Us Army. Grazie allo Ste, i soldati Usa potranno simulare missioni, operazioni belliche e imparare a maneggiare strumentazioni militari altamente sofisticate. Questo progetto è comunque complementare all’Integrated Visual Augmentation System (Ivas), un piano analogo su cui il dipartimento della Difesa ha ottenuto lo stanziamento di 20 miliardi di dollari. L’obiettivo dell’Ivas è quello di incrementare la letalità nel combattimento ravvicinato fornendo una migliore comunicazione, una mobilità più precisa, una maggiore consapevolezza della situazione e una superiore abilità di tiro.

“L’Ivas cambierà il modo in cui i soldati combattono, si esercitano e si addestrano”, ha scritto l’esercito degli Stati Uniti in un comunicato pubblicato il 14 marzo scorso. Tuttavia, in un report riservato del Pentagono lungo 79 pagine carpito da Bloomberg nell’ottobre del 2022, più dell’80% dei soldati americani sottoposti a questo addestramento ha lamentato malesseri come nausea, dolori agli occhi e mal di testa dopo 3 ore di uso intensivo dei visori HoloLens di Microsoft. Insomma, il prematuro e sfuggente boom della realtà virtuale tra le forze armate occidentali potrebbe presto sgonfiarsi: se da un lato lo sviluppo tecnologico potrebbe semplificare e velocizzare i tempi di addestramento all’uso di alcune armi specifiche, dall’altro forse ancora nessuno è davvero pronto per un improvvido e costosissimo salto nel futuro.

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