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Difesa

A Montelibretti, dove l’Esercito alleva cavalli e campioni

A Nirvana, prima nata dell’anno, è dedicato un breve video: scoppia di salute, dolcissima sul fieno e sempre attaccata alla mamma. Ogni nuovo arrivato è chiamato con una lettera dell’alfabeto che a sua volta corrisponde ad un anno. La “I”...

A Nirvana, prima nata dell’anno, è dedicato un breve video: scoppia di salute, dolcissima sul fieno e sempre attaccata alla mamma. Ogni nuovo arrivato è chiamato con una lettera dell’alfabeto che a sua volta corrisponde ad un anno. La “I” è 2019, ed eccoti allora Iroso: “un omaggio al mulo degli Alpini Iroso, morto proprio nel 2019”, spiega sorridente il Primo Luogotenente Aldo Carchia, nostro “Virgilio” nella grande tenuta del Centro Militare di Equitazione (CME) di Montelibretti, due passi da Roma.

È  difficile raccontare il CME: caserma? Polo sportivo? Scuola di equitazione? Un po’ tutto e nel contempo non abbastanza. 150 ettari di terreno, un verde rigoglioso ed un silenzio interrotto solo dai nitriti di cavalli allevati  “secondo metodo ‘naturale’. Nessuno li forza: imparano a fidarsi degli istruttori, si prendono il loro tempo. I puledri arrivano dal centro veterinario dell’Esercito di Grosseto e qui crescono, sono allevati ed infine ricevono la loro destinazione”. Destinazione che può essere il team di equitazione della Forza Armata, con partecipazione dunque a tornei interforze o ad importati competizioni nazionali e mondiali. Oppure, far parte della scuderia di Montelibretti.

Già perché il CME va oltre allevamento e addestramento: nei suoi spazi si allenano gli atleti dell’Esercito e si perfezionano gli Ufficiali che provengono dai ruoli normali dell’Accademia Militare. “Per l’Ufficiale il cavallo è l’allegoria della prima azione di comando – spiega il Comandante del CME Colonnello Carlo Colaneri – Gli allievi, che hanno già iniziato a montare durante gli studi all’ Accademia Militare di Modena e alla Scuola di Applicazione d’Arma di Torino, una volta assegnati al Reggimento, sono selezionati per il corso di perfezionamento”.  Terminato il periodo formativo, l’Ufficiale riceve la qualifica di “speranza” o di “cavaliere scelto” per poi “tornare alla vita operativa presso i Reggimenti di cavalleria, ove possono proseguire l’attività equestre, acquisendo ulteriori competenze, per poi aspirare a diventare istruttori federali” prosegue Colaneri.

Chiunque sia appassionato di equitazione o che abbia anche solo “bazzicato” l’ambiente equestre conoscerà nomi quali Alberto Zorzi, Alice Bertoli, Filippo Martini di Cigala, Emiliano Portale, Simone Coata. Tutti atleti passati per il Centro Militare di Equitazione. Alcuni vi sono ancora distaccati altri, come Alberto Zorzi, si trovano presso altre scuderie ma indossano l’uniforme dell’Esercito e le mostrine arancioni di Cavalleria durante eventi internazionali di prestigio e rilievo come il recente Longines Global Championship Tour di Roma.

Il Longines Global Champions Tour è stata una grande vetrina per l’Esercito, nonché una prova molto importante per i suoi binomi (cavallo+cavaliere). Un appuntamento da non perdere, insieme ad un altro pilastro della competizione internazionale, il CSIO di Piazza di Siena i cui trofei svettano nella sala dell’ex Circolo ufficiali del Centro.

“Le tappe più importanti del 2022 – afferma il Comandante Colaneri – sono certamente i Campionati mondiali di completo, i Campionati italiani assoluti di salto ad ostacoli e di completo, il CSIO di Piazza di Siena e la tappa romana del Global”. Eventi che, quest’anno, avranno duplice importanza. Già, perché l’Italia ospiterà, fra gli altri, i Campionati mondiali di completo (14-18 settembre) ed i Campionati mondiali di attacchi (21-25 settembre) entrambi nella Capitale, ai Pratoni del Vivaro.





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