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L’ingresso in servizio di sistemi missilistici ipersonici (che viaggiano a velocità superiori a Mach 5) sta rivoluzionando lo stesso concetto di difesa aerea e antimissile e destando più di qualche preoccupazione nei vertici delle Forze Armate occidentali. Russia e Cina, infatti, hanno schierato alcuni di questi rivoluzionari sistemi in grado di penetrare le difese antimissile avversarie. Essi sono di tipo “balistico”, e si parla di testate Hgv (Hypersonic Glide Vehicle), oppure “da crociera”, come i vettori Zircon e Kinzhal russi.

Come funzionano i missili con testata Hgv

Occorre fare una precisazione: i missili dotati di testata Hgv hanno un profilo di volo endoatmosferico, a differenza di quelli classici che, su traiettoria balistica, attraversano lo spazio. Questa particolare caratteristica rende la loro individuazione (e conseguente intercettazione) più difficoltosa in quanto diminuisce drasticamente i tempi di preavviso. Altro fattore che complica ulteriormente la difesa da queste armi è la capacità, per una testata Hgv, di effettuare manovre in atmosfera ad altissima velocità cambiando più o meno repentinamente la propria quota e direzione. Gli attuali sistemi Abm (Anti Ballistic Missile) in uso in Occidente si basano sulla capacità di intercettare i vettori in fase post boost (ovvero nello spazio) e in fase di rientro in atmosfera (terminale). Gmd, Thaad, Aegis e Patriot Pac 3 (in più i sistemi Samp/T, Paams e Saam Esd di fabbricazione europea) sono pensati proprio per colpire i missili balistici durante il loro volo spaziale o in fase di rientro dallo spazio, manca quindi la capacità di intercettare vettori endoatmosferici.

Cosa si sta facendo per ovviare a questa carenza? Stante proprio il fatto che Russia e Cina hanno schierato sistemi Hgv operativi (rispettivamente l’Avangard e il Df-17), da qualche anno l’Occidente, Stati Uniti in testa, sta cercando di porre rimedio a questo grave “buco” nella propria difesa antimissile. In particolare il Pentagono ha avviato due programmi per la difesa dai missili ipersonici che prendono il nome di Rgpws (Regional Glide Phase Weapon System) e Glide Breaker.

I programmi al vaglio degli Usa

Nel settembre 2018, la Missile Defense Agency (Mda) ha dato il via a una serie di ricerche per esplorare le varie opzioni per intercettare un missilistico ipersonico, tra cui vettori intercettori, proiettili iperveloci, sistemi laser, e sistemi di attacco elettronici.

Nel gennaio 2020, l’agenzia ha emesso una richiesta per la prima bozza del sistema Rgpws. Inoltre, l’agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la Difesa (Darpa) ha cominciato a lavorare al programma Glide Breaker, che “svilupperà la tecnologia dei componenti critici per supportare un veicolo leggero progettato per l’ingaggio di precisione di minacce ipersoniche a lunghissimo raggio”. Darpa ha richiesto 3 milioni di dollari per il Glide Breaker per il 2021, registrando un calo rispetto ai 10 milioni stanziati per l’anno precedente.

Complessivamente, però, Mda ha richiesto 206,8 milioni per la difesa ipersonica nell’anno vigente, facendo segnare un aumento rispetto alla richiesta di 157,4 milioni del 2020, che fanno parte dei 659 milioni previsti per tutto il programma. Lo Rgpws ha subito un temporaneo stop lo scorso anno, a luglio, quando proprio Mda ha deciso di ricalibrare il progetto tenendo presente i nuovi sforzi di maturazione tecnologica, le nuove analisi delle minacce e i dati empirici provenienti dal recente test ipersonico congiunto del Dipartimento della Difesa del marzo precedente al fine di “stabilire con precisione la base tecnica e lo stato finale futuro”.

La Missile Defense Agency ha rilanciato il programma, chiedendo all’industria proposte per un’arma compatibile con il sistema di combattimento Aegis della Marina Usa, proprio recentemente, il 13 aprile. Un’opzione che era stata ventilata e messa a bilancio già da un anno ma che solamente ora è diventate esecutiva.

Il nuovo sistema, i cui dettagli disponibili al pubblico sul design rimangono limitati, utilizzerà quindi i sistemi di lancio verticale (Vls) tipo Mk-41 (gli stessi usati anche dal sistema Aegis Ashore). Del Rgpws per ora sappiamo solo che è principalmente inteso ad abbattere veicoli ipersonici plananti (quindi gli Hgv), piuttosto che missili ipersonici propulsi da un qualche tipo di motore (di solito uno scramjet). Dallo stesso nome del programma sappiamo che sarà un sistema “regionale”, ovvero mirante alla difesa dalle minacce ipersoniche degli Hgv in diversi teatri in tutto il mondo, come Europa e Asia.

L’utilizzo di tecnologia satellitare

Mda ha anche affermato che il futuro sistema di sensori di tracciamento ipersonico e balistico basato sullo spazio supporterà l’Rgpws: i satelliti, che l’agenzia spera saranno in orbita entro tre anni, saranno in grado di rilevare lanci di armi ipersoniche all’interno di un territorio ostile e quindi attivare altri sensori, compresi quelli in mare e a terra, per seguirli prima di un possibile tentativo di intercettazione. Come abbiamo detto l’individuazione tempestiva è fondamentale dato il profilo di volo di queste armi ed è per questo che contestualmente al programma di intercettori è stato avviato un progetto di tracciamento dei missili ipersonici multilivello.

Sda si prefigge di “fornire indicazioni globali, allarmi, monitoraggio, e il targeting di minacce missilistiche avanzate, tra cui quelle dei sistemi missilistici ipersonici” attraverso il Tracking Phenomenology Experiment (Tpe). L’obiettivo è sviluppare un algoritmo per sensori missilistici in grado di tracciare armi ipersoniche. Parallelamente, SDA prevede di sviluppare otto satelliti come parte di un’architettura di individuazione precoce denominata Wide Field of View (Wfov). Nei programmi dell’agenzia c’è quello di espandere questa architettura per fornire una copertura globale. A lavorare in tandem con i satelliti di tracciamento della Mda sarà anche lo Hypersonic and Ballistic Tracking Space Sensor (Hbtss), precedentemente noto come Space Sensor Layer.

Hbtss fornirà dati più sensibili, ma più limitati rispetto al Wfov, per questo motivo il Wfov è destinato a inviare i dati all’Hbtss, che potrebbe quindi successivamente fornire di più dati specifici sulla qualità dell’obiettivo a un intercettore a terra. Entro il 2023 Sda prevede di espandere il livello di tracciamento in modo da includere 70 satelliti che dovrebbero dare una copertura sufficiente in orbita terrestre bassa in modo da poter avere una persistente capacità di osservazione regionale.

Il misterioso programma della Darpa

L’altro programma, il Glide Breaker della Darpa, se possibile è ancora più misterioso: a gennaio 2020 siamo venuti a sapere che l’agenzia aveva finanziato la Northrop Grumman con 13 milioni di dollari per lo studio iniziale. Il contratto prevede “ricerca, sviluppo e dimostrazione di una tecnologia fondamentale per abilitare un intercettore avanzato in grado di ingaggiare minacce di manovra ipersoniche nell’alta atmosfera” ed è molto probabile che utilizzerà la stessa rete di avvistamento precoce in fase di sviluppo.

A quanto risulta il sistema Aegis imbarcato potrebbe già avere una qualche capacità di intercettare i missili ipersonici. Il missile “Standard Eram” (Extended Range Active Missile) Rim-174 SM-6, che è un’arma a doppio scopo capace anche di attacchi contro obiettivi di superficie, nella versione Block IB usa lo stesso corpo missile a diametro incrementato dell’SM-3 Block IIA, per contenere un nuovo motore razzo che garantirà velocità ipersoniche. La Missile Defense Agency, insieme alla U.S. Navy, ha in programma di testare un missile SM-6 contro una “minaccia manovrante avanzata”, un termine che è stato utilizzato in relazione ai veicoli boost-glide ipersonici non alimentati, entro la fine dell’anno. Il Pentagono afferma che versioni non specificate dell’SM-6 hanno già dimostrato un certo grado di capacità contro questi tipi di armi ed è previsto che sarà garantita la piena operatività entro il 2024.

In Europa da questo punto di vista siamo rimasti abbastanza indietro: i sistemi missilistici già citati, a cui presto si unirà il Camm ER (Extended Range), non risultano avere capacità di intercettare sistemi ipersonici, siano essi di tipo Hgv o a propulsione propria. Una prima allusione che ci fa pensare che anche nel Vecchio Continente si sia preso in carico l’onere di colmare questa lacuna ci arriva dal Csm Difesa generale Enzo Vecciarelli che recentemente ha affermato che il nuovo caccia di sesta generazione Tempest sarà in grado di intercettare queste nuove armi grazie ad armi a energia diretta.

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