Bombardieri e caccia verso Taiwan: prova di forza della Cina sullo Stretto

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“Dobbiamo sostenere la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale e Orientale e mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan”, ha affermato il segretario di Stato americano, Antony Blinken. La Cina, per bocca del direttore della Commissione Affari Esteri del Partito Comunista Cinese, Wang Yi, ha invece sollecitato gli Stati Uniti a non interferire nelle priore questioni interne, tra cui quella di Taiwan, e di revocare le sanzioni “illegali e irragionevoli” nei confronti delle aziende cinesi.

A margine degli incontri dei ministri degli Esteri dei Paesi partner dell’Asean, l’associazione delle nazioni del sud-est asiatico, a Giacarta, in Indonesia, Pechino e Washington sono tornate a parlarsi faccia a faccia.

Nei pressi della citata Taiwan, intanto, il Dragone ha inscenato esercitazioni militari presumibilmente in risposta al vertice Nato di Vilnius. Nello specifico, nel corso di questa settimana Pechino ha inviato dozzine di aerei da guerra oltre la linea mediana dello Stretto di Taiwan e nelle regioni chiave della zona di identificazione della difesa aerea dell’isola (Adiz).



Le esercitazioni cinesi

Nello specifico, secondo i dati del ministero della Difesa di Taiwan, nelle 24 ore terminate alle 6:00 ora locale dello scorso mercoledì sono stati rilevati 38 aerei dell’Esercito popolare di liberazione cinese (Pla) intorno all’isola, 33 nello stesso lasso di tempo nel giorno successivo e altri 30 il giorno ancora seguente. In queste 72 ore, ben 73 aerei inviati da Pechino hanno attraversato la linea mediana dello stretto – un punto di demarcazione informale che la Cina non riconosce – o sono entrati nella parte sud-orientale o sud-occidentale dell’Adiz dell’isola.

Come ha sottolineato la Cnn, gli aerei del Pla rilevati questa settimana includevano aerei da combattimento, bombardieri H-6, velivoli antisommergibile e droni da ricognizione. Taipei ha affermato di aver incaricato, a sua volta, aerei da guerra da pattugliamento aereo da combattimento, navi militari e difesa missilistica terrestre per monitorare le mosse dei mezzi del Pla.

Movimento nello Stretto di Taiwan

Nel frattempo, giovedì jet da combattimento cinesi hanno monitorato un aereo di pattuglia della marina degli Stati Uniti che ha attraversato lo Stretto di Taiwan. La Cina ha in più occasioni mostrato irritazione per le missioni militari statunitensi attraverso lo stretto, più frequentemente di navi da guerra ma occasionalmente anche di aerei, affermando che la Cina “ha sovranità, diritti sovrani e giurisdizione”. Taiwan e gli Stati Uniti lo contestano, sottolineando che si tratta di una via navigabile internazionale.

Tornando all’episodio, come ha sottolineato Reuters, la settima flotta della Marina degli Stati Uniti ha affermato che l’aereo da pattugliamento e ricognizione marittima P-8A Poseidon, utilizzato anche per missioni antisommergibili, ha attraversato lo stretto nello spazio aereo internazionale.

La tensione nel Mar Cinese Meridionale continua insomma a crescere mentre Taiwan rafforza le proprie difese per prepararsi ad ogni possibile evenienza. L’aumento dell’attività del Pla pone tuttavia un grande problema alle forze taiwanesi.

Come ha spiegato Carl Schuster, ex direttore delle operazioni presso il Joint Intelligence Center del Comando del Pacifico degli Stati Uniti, quando l’esercito di Taiwan risponde alle operazioni cinesi, impiega i sistemi e le attrezzature dell’isola. “Il loro uso costante crea problemi di manutenzione che riducono la prontezza fino a quando i pezzi (di ricambio) non vengono consegnati e installati”, ha spiegato, aggiungendo che ” i telai e gli scafi dei velivoli richiedono ispezione e ristrutturazione al raggiungimento di una certa età e tempi di stress”. Il logoramento non è certo un alleato di Taipei. E Pechino sembrerebbe averlo capito, al netto di ogni risposta alle attività diplomatiche Usa.